La gemella silenziosa
romanzo psicologico
Newton Company Editori
5 maggio 2026
ebook, cartaceo
288
Emily ed Elizabeth hanno trascorso l’infanzia chiuse in una stanza, terrorizzate da una madre che beveva troppo e spariva per giorni. Il destino delle due gemelle, identiche in tutto e per tutto, sembra cambiare quando vengono salvate da una famiglia decisa a diventare il loro porto sicuro. Ma ci sono orrori che neanche l’amore può cancellare… Elizabeth si risveglia in ospedale, immobilizzata a letto e incapace di muoversi o parlare. L’ultima immagine che ricorda è il corpo della gemella nel bagno. Indagando sul mistero della morte di Emily, Elizabeth scopre segreti sconvolgenti, mentre i vuoti di memoria la costringono a ricordare ciò che aveva cercato di dimenticare: le percosse, il sangue, gli “amici speciali”. La sua vita precipita a una velocità spaventosa mentre tenta disperatamente di ricomporre il puzzle psicologico del suo passato, prima che sia troppo tardi.
Quali sono i meccanismi che mettiamo in atto per proteggerci dal dolore?
Può un bambino a cui sono state inferte ferite indicibili non diventare un adulto spezzato, o in continua modalità di sopravvivenza?
“La gemella silenziosa” di Lucinda Berry edito da Newton Compton Editore, è una storia forte, dolorosa e che coinvolge i lettori.
Ho iniziato a leggere le prime pagine, per ingannare il sonno e mi sono ritrovata ore dopo ancora immersa nella storia di Elizabeth ed Emily, due gemelle di cui l’autrice non fornisce alcun dettaglio fisico, se non un piccolo neo che le differenzia.
“Avrei dato qualunque cosa per essere come Elizabeth. Dividevo il mio tempo tra il desiderio di essere come lei e l’odiare me stessa…Vivevamo in un mondo tutto nostro perché lei era l’unica persona che mi capiva, ma non avremmo potuto essere più diverse.”
L’autrice ha lavorato come psicologa e ricercatrice nel campo dei traumi infantili e in questo testo si avverte tutta la sua esperienza.
Elizabeth ed Emily sono due bambine interrotte da una madre aguzzina, assente, violenta e che è riuscita a trasformarle in oggetti per i suoi “amici speciali”. Loro hanno imparato a sopravvivere, avvinghiandosi l’una all’altra, ma tutte quelle ferite sono presenti in modo indelebile nella loro personalità, non svaniscono mai.
Si sente il loro peso in ogni pagina, in ogni parola detta da Elizabeth e in ogni taglio che si è inferta Emily.
Sono quelle bambine ferite a crescere e a tentare di sanare quelle esperienze dolorose. Elizabeth si risveglia in ospedale e prova a ricostruire la sua vita. Ci accompagna nei suoi ricordi e in quelli di Emily, sempre così vicine, sempre così attente a sopravvivere dimenticando.
Quel passato condiviso, di cui hanno paura a parlare è una febbre che si nutre in silenzio e che continua ad abitare nelle due ragazze.
“Il mondo esisteva ancora ed era sempre in movimento. Una parte di me credeva che si fosse fermato, ma il tempo aveva continuato a scorrere anche quando ero in ospedale”.
Lucinda Berry costruisce questa storia alimentando la suspence e regalando colpi di scena, che ti obbligano a sentire “la gemella silenziosa” con una prospettiva diversa, fino a ribaltare tutto nell’epilogo finale.
Elizabeth vede solo quello che riesce a sopportare, lei è quella nata con il cuore racchiuso in una corazza di acciaio, è la gemella forte, quella che è riuscita a dissociarsi da ciò che le è accaduto e ad andare avanti.
Quando Emily danneggia il proprio corpo attraverso lesioni autoinflitte dirette e intenzionali, Elizabeth si occupa delle sue ferite fisiche e prova a guarire costruendosi una nuova vita.
La sofferenza di Emily è nascosta, non vuole che nessuno la veda, nasconde i suoi tagli e il suo disagio, scegliendo zone difficili da vedere e poco esposte. Il dolore fisico le crea benessere, mentre tutto quello che ha subito da bambina è un dolore intollerabile.
Ma c’è una cosa semplice che il dolore ha nascosto alle due ragazze: la nostra esistenza include tutto quello che siamo stati e che saremo.
L’epilogo è stata per me la cosa più difficile da gestire. Per le tematiche trattate, non è un libro adatto a tutti i lettori.