La forza di ricominciare
Narrativa contemporanea
Bookabook
24 luglio 2025
Cartaceo, ebook
152
Il romanzo intreccia memoria, dolore e speranza, raccontando il terremoto dell’Irpinia del 1980, che ha cambiato per sempre la vita di tantissime persone. I bambini abbandonati sono numerosi e a occuparsene sono le volontarie che operano nel campo. Marina è una di queste e insieme alle giovani madri vuole ricreare il senso di comunità e condivisione che la devastazione ha spazzato via. Il dolore non deve necessariamente condizionare le loro esistenze: conviverci può essere la soluzione per costruire un futuro migliore. Giuseppe è uno dei tanti bambini abbandonati. Attraverso l’amore incondizionato di una coppia che decide di adottarlo, dimostra quanto un sentimento così forte possa far germogliare la vita anche dalle crepe più profonde.
Il romanzo di Giuseppe Conzo, “La forza di ricominciare”, non è la cronaca di una delle peggiori catastrofi della nostra storia, ma un racconto emozionale di quei giorni, delle persone che hanno vissuto l’orrore del terremoto, di chi ha perso tutto, di chi non è riuscito a ricominciare, di chi ha regalato una speranza a qualcuno altro.
“E in quel silenzio che avvolgeva la notte, Marina sentiva che, in fondo, qualcosa di buono era ancora possibile. Una madre, un bambino, un piccolo gesto d’amore: forse, un giorno, tutto quello che era stato distrutto sarebbe stato ricostruito. Ma per ora, bisognava imparare a camminare tra le rovine, accettando che la speranza, talvolta, si nasconde proprio tra le pieghe del dolore.”
Per chi, come me, vive nelle terre devastate dal terremoto dell’Irpinia, come accade ovunque, per tutti gli eventi devastanti, c’è un prima e un dopo, una data che fa da spartiacque tra la normalità, anche se difficile, e la caduta nell’abisso. Io ero una neonata, con gli occhi spalancati nella culla, mi hanno raccontato. Quel giorno vive nei racconti di famiglia, e la avverto ancora la paura che ha lasciato quel 23 novembre 1980. Ho visto il terrore negli occhi di chi ha vissuto quei momenti, anche nelle scosse più lievi che si sono susseguite negli anni nelle nostre terre. Ogni lampadario oscillante, ogni vetrata che trema, ogni sedia che balla era il via al “mettiamoci al riparo.”
“Le cicatrici più profonde, non erano quelle visibili. I volti delle madri, segnati dalla fatica, dal dolore e dall’incertezza, erano testimoni di una lotta che andava oltre la sopravvivenza. Eppure, in mezzo a quelle cicatrici, c’era una forza che le rendeva capaci di tenere in vita quel piccolo angolo di mondo che stava rinascendo.”
È una risalita difficile, tra mancanze non solo materiali, tra ferite anche e soprattutto psicologiche difficili da risanare. Giuseppe Conzo non fa cronaca, non fa conteggio di danni e feriti e perdite, ma racconta vite, persone, sogni spezzati e domani incerti.
Tra dolore e disperazione, tra speranza e nuovi inizi, “La forza di ricominciare” è proprio questo, la forza di un popolo che si è rimboccato le maniche davanti alla tragedia, che ha accolto e protetto chi stava peggio, che ha cercato di donare un sorriso, un abbraccio a chi si sentiva perso. Giuseppe Conzo racconta con viva partecipazione i silenzi e il boato, la polvere e le macerie, la forza di lottare e la disperazione di arrendersi. Una scrittura pulita che ricama sensazioni, pennella emozioni e ci porta lì, al 23 novembre 1980, alle 19,34 ma anche dopo, nella pazienza di ricominciare, nella rabbia di non farcela. Ci fa conoscere donne soprattutto, e i loro bambini, anche quelli che incuranti della terra che trema, urlano al mondo il loro primo vagito, per le mamme simbolo di speranza o, a volte, di altra disperazione.
E allora ecco che l’autore ci presenta Marina, non solo levatrice, ma braccia e cuore per le “sue” partorienti e i “suoi” bambini. Un personaggio forte, dalla grande sensibilità d’animo e animata da compassione e amore. Poi Clara, Rosa, Sofia e tanti altri volti, altre lacrime di perdita e coraggio, con i loro piccoli che si affacciano al mondo nel modo peggiore, ma che hanno, come tutti i bambini di ogni luogo, di ogni tempo, il diritto di vivere.
Immaginate gli abitanti dell’Irpinia quel giorno che ha inghiottito tutto il loro mondo. Immaginate le donne in procinto di partorire. E immaginate dei neonati, alcuni addirittura soli, lasciati per cause di forza maggiore o volontà, soli.
Questo ci racconta Giuseppe Conzo, con una prosa che mescola il racconto puro, con personaggi ben delineati, soprattutto dal punto di vista emotivo, con descrizioni dei luoghi che si fanno fotografia davanti ai nostri occhi, con la percezione di suoni, voci, profumi, ogni dettaglio vivido, e insieme a questo troviamo la poetica dei sentimenti. I ritratti di chi vive nelle pagine di ” La forza di ricominciare” sono dagherrotipi a colori tenui, mescolanze di emozioni che fanno a gara nella mente e nel cuore di chi non sa da che parte cominciare per andare avanti.
Ho amato la figura di Marina, una donna del sud, che si fa madre e famiglia per le sopravvissute e i loro piccoli, una donna che si rimbocca le maniche e dona la speranza con una parola, una carezza, un gesto concreto. La tragedia dei bambini del terremoto è la tragedia che si ripete ad ogni catastrofe: alcuni rimangono soli, senza famiglia, senza affetto, cibo, riparo. Alcuni soccombono alla tragedia, altri, i più fortunati, trovano braccia amorevoli, nuovi inizi, una famiglia che non sarà di sangue ma è di cuore, ed è la cosa più importante. Chi meglio di qualcuno che quel percorso verso l’amore l’ha fatto può raccontarcelo, con tutte le emozioni e i sentimenti che fanno parte di questo cammino di speranza e salvezza.
Questa non è solo la storia di una vita ma di tante. Di mamme, di donne, di bimbi amati, di altri abbandonati, di altri ancora che hanno avuto un nuovo e meraviglioso inizio fatto d’amore. L’autore ci racconta con sensibilità e tanto trasporto emotivo il coraggio di lasciare andare il passato e ricostruire il futuro. Mi sono commossa e emozionata per la storia di Giuseppe, per le sue paure, la fragilità, per i passi in avanti, non solo fisici ma soprattutto emozionali.
“La vera eredità del terremoto dell’Irpinia non risiede nelle macerie, ma nelle storie che sono nate dalle sue rovine. Non è la terra che tremava a fare la storia, ma la capacità di chi l’ha vissuta rialzandosi, di costruire qualcosa di nuovo, di scegliere l’amore, di dare una nuova vita a chi ne aveva bisogno.”
Vi piacciono i romanzi che mescolano la narrativa a momenti storici del nostro passato?

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.