Libri,  Recensioni,  Romanzo storico,  Thriller

Recensione: La fortezza del castigo di Antonio Santoro e Pierpaolo Brunoldi. Newton Compton Editori

La fortezza del castigo Book Cover La fortezza del castigo
Antonio Santoro e Pierpaolo Brunoldi
thriller storico
Newton Compton Editori
2018

Francia, 1266. L’inquisitore Marcus aspetta nel convento di Mantes l’arrivo di un frate: è disposto a tutto pur di conoscere la verità su un libro che potrebbe far tremare le basi della Chiesa.
Italia, 1214. Ad Altopascio, nella casa dei Cavalieri del Tau, fra Bonaventura da Iseo, parte alla ricerca del suo maestro, Francesco d’Assisi, sparito misteriosamente. Nel frattempo, un suo confratello ferito gravemente, gli consegna un libro che dovrà custodire e difendere a costo della vita. Attraversando l’Italia, affrontando briganti, cavalieri e altre minacce, la compagnia guidata dal frate guerriero, finirà per arrivare fino in Francia, alla rocca di Montségur, una fortezza catara inespugnabile, dove scoprirà che Francesco porta con sé l’Alter Christi, una reliquia capace di sconfiggere l’Anticristo.

 

Sulle tracce di San Francesco

Francia, 1266. L’inquisitore Marcus aspetta nel convento di Mantes l’arrivo di un frate: è disposto a tutto pur di conoscere la verità su un libro che potrebbe far tremare le basi della Chiesa.

Italia, 1214. Ad Altopascio, nella casa dei Cavalieri del Tau, fra Bonaventura da Iseo, parte alla ricerca del suo maestro, Francesco d’Assisi, sparito misteriosamente. Nel frattempo, un suo confratello ferito gravemente, gli consegna un libro che dovrà custodire e difendere a costo della vita. Attraversando l’Italia, affrontando briganti, cavalieri e altre minacce, la compagnia guidata dal frate guerriero, finirà per arrivare fino in Francia, alla rocca di Montségur, una fortezza catara inespugnabile, dove scoprirà che Francesco porta con sé l’Alter Christi, una reliquia capace di sconfiggere l’Anticristo.

Inizio col dire che “La fortezza del castigo” ha la pretesa di essere un thriller storico. Il racconto si svolge nel XIII secolo ma, comunque, di storica c’è soltanto l’ambientazione. Gli autori (il libro è stato scritto a quattro mani), non hanno dedicato tempo a descrivere in maniera più attenta e dettagliata usi, costumi, materiali, abbigliamenti, costruzioni dell’epoca. E nemmeno si sono dedicati alla stesura di un racconto ad alta tensione poiché, in realtà, emozione, suspense ed eccitazione ce n’è davvero poca. La trama, che a volte si stenta a seguire sia per la mancanza di ritmo sia a causa del poco filo logico in cui si muovono i protagonisti, è intrecciata, in maniera ridondante, in relazione allo svolgimento della storia. La caratterizzazione dei personaggi è stata sviluppata pochissimo se non per nulla. La loro presenza, a cominciare dai protagonisti e continuando con i comprimari, è banale, quasi insignificante, non si riesce a cogliere nemmeno l’aspetto caratteristico delle personalità di ognuno, oltre ad essere un’accozzaglia di personaggi letti e riletti (il frate guerriero, il cavaliere dall’oscuro passato, la ragazza combattente e ribelle…). L’unica figura che riesce a conquistare il centro dell’attenzione è quello presente nelle ultime pagine del romanzo, e cioè San Francesco. Anche se penso che il carisma dell’uomo descritto nel romanzo sia figlio della popolarità del fraticello di Assisi.

L’unico personaggio che è riuscito a guadagnarsi la mia stima e il mio rispetto è il falcone del cavaliere Rolando. Forse perché amo particolarmente i rapaci o, magari, perché il falcone, nel corso della storia, ha dimostrato di avere più personalità di tutti gli altri personaggi messi insieme.

Comunque gli autori (e neanche questo è un colpo di scena), proprio alla fine hanno svelato quale sia la fantomatica reliquia (tranquilli, non dirò qual è, anche perché si intuisce dopo circa 12 pagine, dopo aver letto per la prima volta la parola “templari”), per lasciare aperta una seconda “avventura”.

Per chi ama i romanzi storici o i thriller o le avventure, il libro è assolutamente da evitare, sarebbe solo noia. Chi invece non ha dimestichezza con il genere, può armarsi di santa (!) pazienza e cercare di farsi appassionare.

AUTORI

Antonio Santoro e Pierpaolo Brunoldi

Luca Martorana, siciliano classe ‘73, è un ex giocatore professionista di pallacanestro e grande appassionato di “Heavy Metal”. Appassionato lettore, divora libri fin da bambino.  E’ un patito di cinema e serie tv, soprattutto se di fantascienza. Ama esplorare strade sempre nuove in sella alla sua Harley. Nel tempo libero lavora….ma niente di serio.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: