Romanzo

Recensione: “La fine dell’estate” di Serena Patrignanelli edito da NNE

La fine dell'estate Book Cover La fine dell'estate
La stagione
Serena Patrignanelli
Romanzo
NNE
4 aprile 2019
Kindle cartaceo
352

La fine dell'estate

Solo i ragazzini sanno davvero cos'è la fine dell'estate. Lo sanno bene anche i ragazzini del Quartiere, che ai primi di giugno ronzano per le strade in cerca di nuove avventure. Ma Augusto e Pietro una nuova avventura segreta l'hanno già in mente: costruire un motore a gasogeno da montare su una macchina. Perché là fuori, intanto, infuriano i bombardamenti, gli uomini sono chiamati alle armi e a poco a poco le case si svuotano e la benzina inizia a mancare, così come il cibo e gli altri beni di prima necessità. Ma quando una macchina compare, a reclamarla c'è Sorchelettrica, una delle prostitute che abitano nelle baracche, e Pietro e Augusto non possono toccarla a meno di non portare alla luce la verità su quel cadavere bianco come un lampo che è stato ritrovato alla marrana. Accanto ai due amici ci sono Semiramide e Clementina, appena arrivate nel Quartiere con la madre, e Michele e Virginia, che si attraggono e respingono a vicenda. "La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo.

La Fine dell’estate

…e delle sue avventure

 

La storia che Serena Patrignanelli racconta nel suo romanzo di esordio la fine dell’estate è quella di due ragazzini di un quartiere in un paese durante un’estate passata tra giochi e avventure.

“L’estate era fatta di cicale, di erba bruciata e della pelle che si screpolava sugli zigomi, oltre che di un lungo elenco di motivi per essere felici.”

E’ l’estate in cui da qualche parte c’è una guerra e nel paese sono rimaste le donne con i propri figli.

C’è all’inizio un senso di vuoto e di noia che però si interrompe quando a uno di due protagonisti viene l’idea di cercare un’automobile per aiutare chi ne avesse bisogno avendo in cambio un compenso. E’ questo l’inizio dell’avventura di Pietro e Augusto.

“Magari, pensava, d’ora in poi sarebbe andata così, che ogni giorno bisognava dire addio a qualche cosa”.

L’autrice racconta sentimenti, emozioni, paure attraverso un narratore esterno e grazie alla sua capacità nella scrittura, molto curata, sembra di essere in quel paese, fra quelle case, in mezzo ai quei ragazzini.

E’ anche molto abile nel mettersi nei panni dei protagonisti, di scrivere i loro punti di vista che sembrano complicati e saggi come quelli degli adulti ma che alla fine si rivelano ingenui come quelli dei bambini.

In questo romanzo sono pochi gli adulti che si incontrano e che interagiscono con questi ragazzini, tra essi Sorcheelettrica, una prostituta e Ottavio, il suo protettore.

Ma in quell’estate c’è anche spazio per i primi battiti del cuore. E questa nuova emozione arriva quando nel paese compare Semiramide, una ragazzina che porterà scompiglio tra i due amici.

“Il passato non era il loro territorio. Per loro c’era il presente”.

L’ autrice riesce ad incuriosire il lettore facendo man mano che scrive delle anticipazioni senza mai svelare troppo.

Consiglio di leggere questo romanzo perché per me è stata un’esperienza entusiasmante e ha fatto nascere in me una malinconia, ma non triste bensì dolce. Si. Una dolce malinconia.

“Perché il mondo si rinnovava continuamente, e quello che sembrava esperienza era solo illusione, quello che sembrava un punto d’arrivo era meno che un punto di partenza, e non iniziavano stagioni che durassero per sempre”.

Buona lettura.

 

 

“Questo libro è per chi ha paura delle notti buie e senza sogni, per chi colleziona oggetti, cartoline e fotografie di persone sconosciute, per chi adora la crostata di visciole con la crema accanto, e per chi ha preso una decisione importante senza rendersene conto e ora, da una torre di vedetta nel futuro, riesce a provare compassione per quel passato vissuto distrattamente”. (cit. NNE)

 

 

Serena Patrignanelli è nata a Roma nel 1985. È diplomata alla Scuola Holden di Torino e lavora come sceneggiatrice e redattrice di programmi tv. La fine dell’estate, menzione speciale al Premio Calvino nel 2017, è il suo primo romanzo.

 

Sono sposata dal 2002 ed ho 2 figli. Sono una casalinga con la passione della lettura. Leggo di tutto ma adoro i thriller e i libri che raccontano la vita.

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