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Recensione: La figlia scomparsa di Jenny Quintana

La figlia scomparsa Book Cover La figlia scomparsa
Jenny Quintana
Thriller, Letteratura inglese
Garzanti Editore
14 Giugno 2018
ebook, kindle, cartaceo
288

Sono passati trent’anni. Anna Flores si è costruita una vita lontano da casa. Lontano da quel polveroso paesino della campagna inglese dove ha giurato che non avrebbe mai più messo piede. Ma l’improvvisa morte della madre la costringe a tornare. A rivedere quei luoghi che la riportano al 1982, quando, in una fredda giornata d’autunno, sua sorella Gabriella è scomparsa senza lasciare traccia. Proprio lei che le ha sempre raccontato tutto e non se ne sarebbe mai andata senza prima salutarla. Da allora, la polizia ha seguito centinaia di piste senza scoprire la verità. E anche Anna ha cercato ovunque, si è posta innumerevoli domande, ha formulato le ipotesi più disparate. Tutto finito nel nulla. Nel silenzio complice dietro cui si trincerano gli abitanti del paese. Ma ora Anna ne ha abbastanza. Mentre riordina gli scatoloni della madre, trova un ritratto di Gabriella che sembra essere appartenuto all’allora vicino di casa, un uomo burbero e solitario. È il primo indizio dopo una vita passata a brancolare nel buio. Il primo a convincere Anna che deve riprendere la ricerca, forse cominciando proprio dalla proprietà di quel vicino che ha sempre avuto l’aria di una persona che nasconde qualcosa. Ha bisogno di trovare la risposta alle domande che ha ricacciato in fondo al cuore e che ora stanno riaffiorando a poco a poco. Di dissipare il mistero che avvolge la scomparsa della sorella. Ha paura, non può negarlo, ma lo deve a sé stessa, per poter andare avanti. E soprattutto lo deve a sua madre, che non ha potuto conoscere la verità, e a Gabriella, l’unica persona di cui si sia mai fidata.

“Tre o quattro giorni. E poi me ne sarei andata. Annuii per convincermi.

Bevvi dell’altro vino. Eppure. Cercai di ignorare la voce nella mia testa che sfidava i miei pensieri. E mi diceva che non importava quanto spesso pensassi di poter ignorare la chiamata, non importava quanto mi rimproverassi per averci anche solo ripensato: sapevo che non avrei mai smesso di farmi quella domanda che mi perseguitava da una vita intera”.

RECENSIONE

Anna Flores non è più una bambina. L’ineluttabilità della vita e la morte dell’unica persona che le era rimasta, sua madre, la riportano al villaggio dove ha vissuto non solo l’infanzia ma anche la tragedia più grande della sua esistenza: la scomparsa di sua sorella Gabriella. Il fragile muro che si era costruita negli anni per difendersi dal dolore crolla appena la protagonista arriva in paese, nel momento in cui rivede tutte le persone appartenenti a quel luogo, a quel tempo, a quel lontano 1982, a quel mistero ancora irrisolto.

Ho fatto un po’ fatica, sulle prime, a comprendere tutte queste soggettività, presentate “a grappolo” e quasi “frettolosamente“, come se l’autrice parlasse più a sè stessa, con la mente della protagonista che già conosce i dettagli, piuttosto che al lettore. Al contrario, tutta la sfera di emozioni che prova Anna in questo suo viaggio fra il passato e il presente sono ben descritte e formano un quadro preciso della personalità di lei.  I dettagli sui luoghi e sugli avvenimenti in generale, pur necessari per costruire la trama, secondo me rallentano un po’ troppo il divenire degli eventi, i flashback sono così schematici che sai già di cosa/quando si parlerà nel paragrafo successivo, e devo ammettere che soltanto al capitolo 21 (su 31 complessivi più prologo ed epilogo) ho cominciato a “sentire nell’aria” quello che mi aspettavo: un colpo di scena, un avvenimento sconvolgente, quel “quid” che mi avrebbe spinta a voler leggere fino all’ultima pagina tutto il libro.

Fondamentalmente non c’è niente che non vada bene. La scrittura è precisa, senza troppi fronzoli, anche se in alcuni momenti ho dovuto rileggere qualche frase per capire bene di chi si stesse parlando, chi faceva cosa e quando. Forse ciò che in definitiva può rendere questo thriller poco intenso è la tipologia di enigma di cui si parla: un qualcosa di troppo, troppo “anni ’80“. Chi, come me, ha vissuto la gioventù in quegli anni, potrà apprezzare senz’altro il fatto che l’autrice descrive molto bene la mentalità e il vissuto di quell’epoca, ma al tempo stesso rischia di arrivare a pensare: “roba già vista e rivista“.

Mi sento di dare 3 stelle perchè è un vero peccato che l’autrice, per il suo esordio, non abbia voluto esplorare tematiche, misteri ed emozioni sul genere thriller diverse da quelle in stile “Twin Peaks“, per intenderci, già largamente impiegate in editoria, televisione e cinema.

La cover rappresenta bene la protagonista della storia, la diversa illustrazione della versione in lingua originale è ugualmente attinente come quella usata per la traduzione in italiano.

 

 

 

 

AUTORE

Jenny Quintana

Jenny Quintana è cresciuta nell’Essex e nel Berkshire, dove vive con la famiglia. Laureata in letteratura all’università di Londra, ha insegnato inglese in Inghilterra, a Siviglia e Atene. La figlia scomparsa è il suo romanzo d’esordio.

 

Lettrice oserei dire compulsiva, attraverso i libri riesco a vivere miriadi di vite diverse! Passo volentieri da un thriller ad un romanzo, da un fantascientifico ad uno storico, da un distopico ad uno psicologico, scartando solamente il genere horror, che proprio non è indicato per il mio animo sensibile. Grazie ad un casuale incontro su Instagram, ho potuto avere l’onore di entrare nel gruppo de La bottega dei libri, attraverso cui sto realizzando un mio sogno di sempre: lavorare nel mondo dei book blogger.

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