"La figlia dei due mondi"
Le avventure di Lea
Fantascienza
Self-publishing
26 ottobre 2021
Cartaceo, ebook
213
“La figlia dei due mondi” di Ilaria Pernigotti è un romanzo di fantascienza in cui la protagonista compie un viaggio del cuore e dell’anima.
Il libro è strutturato in venticinque capitoli ed un Prologo, dove l’autrice ci presenta il pianeta Keid e l’aspetto fisico dei Keidiani. È un mondo colorato, quello immaginato da Ilaria. Il cielo che sovrasta il pianeta è rossastro a causa del rilascio di polveri ferrose e colorato è anche l’aspetto degli abitanti:
“Il sangue dei Keidiani puri è giallo chiaro, mentre quello degli ibridi, come me e il mio fratellastro Ashtar, è tra l’arancione chiaro e il rosso rosé”
Sapete qual è la parte del corpo più importante di un Keidiano? Le orecchie. Sono organi sensibili, che manifestano i sentimenti che si provano. Ad esempio, diventano arancioni quando si prova imbarazzo o si mente. Inoltre, le orecchie devono essere elegantemente appuntite, altrimenti sarebbe necessario un intervento chirurgico.
Mi ha colpito il ruolo fondamentale delle donne. L’organizzazione sul pianeta Keid è di tipo matriarcale:
“Ogni individuo che nasce non fa solo parte di un nucleo familiare composto da genitori e da eventuali fratelli, ma anche di un clan, chiamato, appunto, Famiglia. Ogni Famiglia ha una matriarca che prende le decisioni più importanti”
Le caratteristiche del pianeta e della sua atmosfera si riflettono sul carattere degli abitanti.
La peculiarità dei Keidiani è la loro durezza. Sono aspri come la terra sulla quale abitano e sono aridi di sentimenti come il loro mondo torrido.
Si tratta di “un popolo orgoglioso e fiero”, che non lascia trapelare le emozioni perché è fondamentale avere autocontrollo in tutto.
La protagonista di “La figlia dei due mondi” è Lea. Il suo nome rimanda al re della foresta terrestre e allo spirito libero Keidiano. Il suo sangue è misto perché la madre, Leila Livingston, era umana. Suo padre, Kelas, era ambasciatore dei Keidiani sulla Terra.
Sia il padre che lo zio, Keras, sposarono due umane, attratti dal calore che emanavano e dalla varietà dei loro sentimenti.
“Gli umani erano poco più che dei bambini capricciosi, litigiosi e passionali. I Keidiani erano su un altro livello: riflessivi, posati, controllati e, cosa più importante, erano onesti e sinceri. Nessun Keidiano commetteva crimini da molti decenni; si poteva dire altrettanto degli umani? Cosa avevano le donne umane che quelle Keidiane non avevano?” – La figlia dei due mondi
All’età di cinque anni, Lea perde entrambi i genitori e viene adottata dalla famiglia degli zii: Keras e Artemisia.
Ilaria mette in luce due tematiche in seguito a questa adozione. La prima è la difficoltà che spesso si prova nel momento in cui bisogna integrarsi in un ambiente diverso dal proprio. Soprattutto se su un altro pianeta, dove le emozioni non vengono manifestate, almeno in pubblico.
Il secondo aspetto evidenziato dall’autrice è la complessità di alcuni nuclei familiari. Lea è costretta a chiamare “mamma e papà” i suoi zii e a considerare fratelli i suoi cugini, Ashtar e Keelan. Quest’ultimo, oltretutto, è figlio del precedente matrimonio di Keras.
La bambina, con simpatia e perseveranza, riesce a far emergere i sentimenti del piccolo Ashtar, chiedendosi: “Non è che evitate di mostrare le emozioni perché ne avete paura?”.
“Ma cosa vuol dire essere Keidiano?
Vuol dire essere un cittadino di Keid. Ma se, oltre a ciò, vuoi essere considerato anche rispettabile, non devi mostrare le emozioni in pubblico. Devi aver rispetto per le regole e non cercare ogni pretesto possibile per infrangerle. Devi aver rispetto per le tradizioni e onorarle. Partecipare alla vita sociale, non per un tornaconto personale ma per il benessere collettivo”
Ilaria affronta anche il tema della cattiveria tra bambini – che dicono ciò che pensano, senza mezze misure – quando un coetaneo sembra diverso dagli altri.
“Mamma, io non voglio stare in casa con questi mostri! Ho paura!”
Un altro tema, affrontato dall’autrice, è la competizione per raggiungere i risultati migliori. Lea, al contrario dei suoi coetanei Keidiani, durante le lezioni non riusciva a non far trapelare ciò che provava.
“Io ero un libro aperto: noia, frustrazione, rabbia, gioia, entusiasmo… erano alla portata di chiunque volgesse gli occhi su di me. Gli insegnanti iniziarono ad allontanarmi dagli altri studenti mettendomi in ultima fila, e i miei coetanei iniziarono a prendermi di mira” – La figlia dei due mondi
Lea ha un forte desiderio di libertà, di evasione, forse più tipico degli umani.
Avrete notato, cari lettori, che quella di Ilaria è una storia di fantascienza che presenta tante tematiche importanti. Mi ha sorpresa, ad esempio, la corrispondenza di atteggiamenti e punizioni – anche corporali – tra il pianeta Keid e il comportamento dei terrestri, nei confronti dei più piccoli, fino all’inizio del secolo scorso. Come se quello descritto da Ilaria fosse un riflesso antico del nostro pianeta.
La morale di “La figlia dei due mondi” è che, alla fine, ciò che conta veramente è essere considerati per quello che si è, non per quello che si aspettano gli altri.
Il finale rimane aperto per il seguito: “Onore e fedeltà”, di cui vi parlerò presto!
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.