La Femminanza
Romanzo
Casa Editrice Nord
26/08/2025
Cartaceo
420
Nell'Italia del '900, una Cerchia di donne si riunisce per trovare la propria libertà
Alla Rocca, paesino del Lazio meridionale, tutti conoscono i Maletazzi, i signori che vivono nel più bel palazzo del centro. Però solo Camilla, la più giovane della famiglia, sa quanti segreti si nascondono tra quelle stanze, quanto dolore. Un dolore che lei custodisce in silenzio finché, nell’autunno del 1920, Peppina, la levatrice e chiudiocchi del paese, non l’accoglie nella Cerchia, un gruppo di donne che si ritrova per condividere fatiche e saperi. Alla Cerchia si preparano decotti e medicamenti, si fila la lana, si raccontano storie e si scambiano confidenze, senza timore di essere giudicate o rifiutate: che siano ricche o povere, giovani o anziane, tutte le donne trovano nella Cerchia rifugio e comprensione, in nome di quella femminanza che da sempre è scintilla di vita e legame di sorellanza. E che per Camilla diventa il balsamo capace di curare le ferite del passato, permettendole finalmente di aprirsi all’amore di suo marito. Dopo di lei, anche sua figlia Viola trarrà conforto dal sapere antico della Cerchia. Cresciuta tra le rovine della guerra e l’entusiasmo della ricostruzione, Viola è divisa tra il desiderio di studiare e affermare la propria indipendenza e la passione per un uomo che invece vorrebbe relegarla al ruolo di moglie e madre. E ancora una volta saranno le donne della Cerchia ad aiutarla, facendole capire che il vero amore non limita, ma libera.
Attraverso una scrittura palpitante, capace di restituire la materia viva delle emozioni e la forza concreta del quotidiano, Antonella Mollicone compone una saga familiare al femminile che attraversa mezzo secolo di storia italiana, dall’ascesa del fascismo al boom economico, passando per la seconda guerra mondiale e il bombardamento di Montecassino.
“La Femminanza” di Antonella Mollicone racconta di Camilla.
Camilla è una giovane abitante della Rocca, paese del Lazio meridionale e figlia dei Maletazzi, una famiglia benestante che abita nel palazzo più bello del centro.
Siamo agli inizi del novecento, attorno al 1920, Camilla è una ragazza che porta dentro di sé segreti dei quali non riesce a disfarsi, tanto che le precludono di vivere a pieno il matrimonio con Aldino, uomo paziente e comprensivo che desidera più di ogni altra cosa aiutarla a vomitare fuori il suo passato violento per consentirle di andare avanti e di riappropriarsi della propria vita.
Ci riuscirà anche grazie a Peppina, la levatrice e chiudiocchi del paese, la quale tramite la sua estrema sincerità
, comprensione e conoscenza delle leggi ancestrali della vita e della morte porterà Camilla fuori da sé stessa, aiutandola a trovare la via per ridisegnare i contorni della sua rinata persona.
Fondamentali diventano gli incontri della Cerchia: un gruppo di donne, ognuna diversa, ognuna con la propria storia e la propria provenienza che unite condividono storie personali, saperi atavici, sogni, ambizioni e anche episodi di violenza e di crudeltà da loro subiti.
Un posto nel quale ognuna può essere sé stessa, può parlare apertamente di temi che in altri luoghi non verrebbero assolutamente considerati appropriati. Un posto nel quale la sorellanza diventa femminanza e la Cerchia ne diventa l’emblema più alto.
La storia di Camilla attraversa le storie di tantissime altre donne, passa attraverso la guerra, attraverso la sua storia d’amore con Aldino e attraverso le vite stesse dei suoi tre figli ai quali trasmetterà la saggezza atavica che dal quaderno con i saperi scritti da sua madre, passerà di generazione in generazione, di vita in vita e di donna in donna.
“La Femminanza” è senz’altro un libro che non lascia indifferenti, è un racconto personale e al tempo stesso corale che intreccia voci di donne del passato, del presente e del futuro.
Sebbene inizialmente possa sembrare un po’ difficile la lettura dato l’uso copioso di termini dialettali, man mano che la storia evolve evolve assieme a lei anche il testo: la difficile comprensione iniziale riprende esattamente la difficoltà di Camilla a comprendersi e a dire a parole tutto il male che sente dentro mentre, mano a mano che il suo personaggio matura, la scrittura diventa sempre più comprensibile e più chiara, raggiungendo un apice di bellezza nel momento stesso in cui Camilla abbraccia la sua persona, le sue ombre, i suoi sogni e la sua saggezza di donna.
Antonella Mollicone impiega più di dieci anni per la stesura de “La Femminanza”, raccogliendo nel tempo una grande quantità di testimonianze e di memorie popolari, rendendo così la voce del testo autentica e il racconto uno di quelli che una volta che ti è entrato dentro non esce più.