La fatica di essere pigri
saggio
Raffaello Cortina Editore
14 Maggio 2020
Cartaceo, E-book
168
La storia della pigrizia ha radici antiche, incrociandosi con l’ozio e con l’accidia. L’ozio è padre di tutti i vizi, ma anche virtù del letterato che sfugge alle costrizioni del lavoro. Analogamente l’accidia è vizio capitale, meno grave però di altri comportamenti considerati riprovevoli. Intere classi sociali ne fanno il loro vanto, altre la deridono, altre vi aspirano. E molti sono i racconti che riguardano la pigrizia, facendone ora una proprietà caratterizzante certi personaggi (da Oblomov a Paperino) ora un atteggiamento di ribellione contro le società moderne (da Stevenson a Lafargue, da Russell a Barthes). In gioco, è la rivendicazione di stanchezza, il desiderio di riposo, l’esigenza del non voler fare. Morale: difficile essere pigri. Bisogna faticare per riuscirci. In un’epoca che glorifica incessantemente la prestazione, riempiendo ogni momento della nostra vita di gesti carichi di necessità produttive, non far nulla è tutt’altro che evidente. Per questo va perseguito, rivendicato come un diritto, praticato come esercizio di libertà.
«proverbio “la paresse est la mère de tous les vices” [la pigrizia è la madre di tutti i vizi].»
Benvenuti cari lettori e care lettrici.
In questo momento differente ognuno di noi ha avuto moltissimo tempo a disposizione, a causa di esigenze superiori e ciascuno di noi ha dovuto reinventare la propria quotidianità, i propri spazi e i propri momenti per rispondere a nuove priorità.
La necessità ha guidato tutte le nostre azioni, ma sicuramente nel mondo qualcuno ha potuto avere un approccio ed una visione differente a tutto quanto, perfino traendone un genuino vantaggio.
Ebbene, si, non siate increduli e seguitemi in questo interessante viaggio: “La fatica di essere pigri” redatto dal professore Gianfranco Marrone e pubblicato da Raffaello Cortina Editore.
In questo testo di genere saggistico viene spiegato, attraverso storia, filosofia, arte e fumetti, il mondo della pigrizia fornendo al lettore importanti e illuminanti sunti di vario genere. Al suo interno troverete una trattazione esaustiva, brillante, mirabolante e rivoluzionaria.
Si, proprio così, perché se ci pensiamo bene il pigro è, all’interno della società, in contrasto con altro. Molti sono gli opposti che vengono declinati dall’autore, ma ancora più importanti a mio avviso, saranno le sfumature evidenziate, insieme ai significati e alle accezioni di tali categorizzazioni. La rivoluzione, concetto da non tralasciare, passa anche attraverso la risemantizzazione di un’ideologia, di un significante che, forse, si annida in tutti noi.
Demonizzare e rifiutare parti di noi, conformandoci alle pressioni e richieste esterne (famiglia, società, lavoro) può renderci irrequieti, procurare malessere, generare disagio. Il nostro mondo interiore necessita di armonia ed equilibrio in tutte le sue parti, attraverso il dialogo, con ciò che vive intimamente nel nostro universo, ma anche con tutto quello che sta al di fuori della nostra sfera, ciò che è il mondo sociale. Ebbene, in questo libro vi assicuro che, pur non essendoci risposte esaustive a tutti i quesiti dogmatici, potrete altresì trovare molti spunti di riflessione su cui lavorare.
Parossismo emblematico quello appena scritto, perché leggere della pigrizia per poter “lavorare” crea forse qualche perplessità?
Se ce ne sono, annotatele ed esplorate questo aspetto. Le strade illuminanti sono davvero tante, come ci viene spiegato in alcune pillole dall’autore: lo zen può aiutarci, la meditazione, l’inazione, l’espressione di un non-agire consapevole, i romanzi russi, gli eroi, le avventure, le amache.
A chi di voi non è venuta in mente un’amaca parlando di pigrizia?
«pigro è argos, contrazione di a-ergos, dunque è negazione del lavoro, dell’azione operosa, dell’esecuzione di qualcosa.»
Anche se tutto sta ritornando al dinamismo e all’azione, soffermatevi qualche momento ad ascoltare, pensare ed esploratevi. Leggete anche questo libro se potete, e raccontateci cosa vi suggerisce e cosa vi viene in mente.
A me è piaciuto molto, l’ho trovato tecnico, ma accessibile . Richiede un po’ di attenzione la lettura, per via del lessico utilizzato, che è tuttavia assolutamente pregevole e apprezzabile. Inoltre, come già detto in incipit, la luminosità dei contenuti è stata stimolante.
Grazie infinite a Gianfranco Marrone per quanto condiviso e a Raffaello Cortina Editore per averlo diffuso. E grazie a voi e a Bottega dei Libri.
Un caloroso saluto e un augurio di Buona lettura.
Marco Chabod