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Recensione “La falena e la lampadina” di Giusy Laganà, Tulipani Edizioni

La falena e la lampadina Book Cover La falena e la lampadina
Giusy Laganà
Racconto breve
Tulipani Edizioni
29 maggio 2020
e-book
14

Una falena molto riflessiva e razionale, una sera d’estate, si trova, durante il suo volo, ad osservare una lampadina secondo una “luce” diversa. Lo sanno tutti che le falene rischiano di bruciarsi se si avvicinano troppo ad una fonte di calore. Eppure, tutte quante, corrono questo misterioso rischio. Ma cosa si nasconde dietro tutto questo?

“La falena non si era mai avvicinata troppo alla lampadina, sapeva che sarebbe stato letale. Ma quella sera, durante il solito volo, c’era qualcosa di strano. La lampadina non era la stessa di sempre. Quella sera emetteva una luce diversa, ancora più calda e magnetica. La falena tentò di ignorarla , anche se incuriosita, ma non ci riuscì.”

La prima cosa che colpisce di questo libro è senza dubbio la brevità: in quattordici pagine intercalate da illustrazioni  si esaurisce tutto il racconto.

Eppure in queste poche righe si nascondono riflessioni profonde, quelle che a volte ci sfiorano la mente senza però impegnarla troppo perché in fin dei conti fa comodo così.

La protagonista è una falena, una farfalla della notte abituata, come molte altre delle creature del buio, a volare intorno alla luce. Ma la falena sa che quella luce che tanto l’attrae potrebbe pure essere la causa della sua fine e quindi ci vola vicino si, ma abbastanza lontano da non lasciarsi da lei distruggere.

 

“Aveva sentito dire che molte falene, avvicinandosi troppo al calore della lampadina, raggiungevano uno stato di sublime felicità ma finivano per non poter volare più, catturate da quella bellezza complicata.”

 

E così va avanti fin quando, tra le ombre, scorge una lampadina brillare più delle altre. È estremamente attratta dalla sua luce magnetica, ma se fosse  la causa del suo ultimo respiro?

Che fare? Privarsi del suo calore e continuare a sognarla per sempre o farsi intrappolare dalla sua promessa di felicità che potrebbe decretare la fine del tutto?

 

“Avrebbe dovuto scegliere di abbandonare tutto solo per un attimo di estasi?”

 

 

 

 

Mi sono sentita tanto falena leggendo queste righe. Quante volte ho lasciato andare i miei sogni per paura di vedermi da essi distrutta e quante volte mi sono chiesta quanto valga veramente la pena mettersi in gioco per realizzare qualcosa a cui si tiene davvero, rinunciando alle certezze che si hanno.

Le luci ci sono. Ci appaiono nelle forme più disparate e noi, abituati a brancolare nel buio creato dal nostro non guardare, siamo sempre attratti da esse, da tutto ciò che brilla . Magari se volgessimo lo sguardo da altre parti potremmo accorgersi che anche ciò che è celato ai nostri occhi potrebbe splendere se ci si prendesse la briga di cercarlo, e che la sua timida luce potrebbe veramente avvolgerci  in un abbraccio che non pretende dolore.

La notte buia rende più luminescente la lampadina, ma se noi accendessimo quella luce che abbiamo dentro, quella che scalda veramente senza ricorrere a nessuno artifizio? Quella esterna non ci appartiene, è passeggera e come tale può farci ripiombare nel buio assoluto in un istante. Cerchiamo dentro noi la vera luce, quella che illuminerà le nostre ombre rendendo superfluo tutto ciò che ci allontana dal nostro Io più vero. Non abbiamo bisogno di lampadine, noi possiamo essere la nostra luce, espanderla per scaldare senza bruciare e avvolgere il nostro mondo per renderlo gioioso.

Come vedete non servono tante pagine per rendere un testo profondo; a Giusy Laganà ne sono bastate per suscitare tutte queste riflessioni confermando la mia idea che la luce si può trovare ovunque la si cerchi.

Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro trovando scialbo ciò che non colora, Sono emozione che con la penna divora il bianco candido di un libro vissuto…

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