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Recensione: “La donna nel bosco” di John Connolly, Time Crime

La donna nel bosco Book Cover La donna nel bosco
John Connolly
Thriller
Time Crime
20 settembre 2020
cartaceo, ebook
456

È primavera e il corpo semi-preservato di una giovane donna ebrea viene trovato sepolto nella foresta del Maine. Risulta chiaro fin da subito che ha partorito poco prima della morte, ma non c'è traccia del bambino.

Il detective privato Charlie Parker è ingaggiato dall'avvocato Moxie Castin per seguire l'indagine della polizia e per trovarlo. Ma non è l'unico che lo sta cercando, qualcuno sta seguendo le tracce lasciate dalla donna, qualcuno con un altro interesse oltre ad un bambino scomparso, qualcuno disposto a seminare cadaveri ovunque lascia il segno...

E in una casa nella foresta, un telefono giocattolo comincia a squillare. Un gioco della fantasia o una sinistra realtà? Domande lecite e sacrosante, perché un ragazzo sta per ricevere una chiamata da una donna morta...

“Il bar era una delle aggiunte più recenti al lungomare di Portland, anche se vista la rapidità con cui la città si stava sviluppando il termine ‘recente’ era relativo.
Parker si chiedeva se a un certo punto capitasse a tutti di giungere a un’età in cui si cominciava a pregare che il progresso facesse una pausa, anche se spesso aveva l’impressione che in realtà il progresso fosse soltanto una facciata, una vetrina decorata, e che sotto sotto gli individui tendessero a restare quelli che erano sempre stati”.

 

Questo libro può essere letto anche da chi non conosce la serie di Charlie “Bird” Parker, ma sicuramente conoscere alcuni dei volumi precedenti, o aver fatto una ricerca online sul personaggio, rende più comprensibile la storia.

La Donna del bosco” è un romanzo particolare: accanto al giallo classico, troviamo degli accenni di paranormale.

Il personaggio principale, il detective privato Charlie Parker, è un uomo introverso, ha sofferto molto e sembra oscillare tra due mondi, quello reale e quello dei morti.
Morti che non trovano pace e non riescono a raggiungere la loro meta finale e che gli causeranno diverse visioni, tra le quali quella della figlia morta.

La presenza di alcune “creature” particolari, “angeli caduti”, ossia presenze demoniache in forma umana, regalano un tocco horror a tutto il romanzo.
Molte di queste strane figure mi hanno provocato brividi sotto pelle, ma forse è solo un mio limite in quanto non amo il genere e, quando mi imbatto in queste letture, mi lascio facilmente suggestionare e poi non dormo
😂.
Capita anche a voi di lasciarvi influenzare dalla lettura o dalla visione di un film tanto da sognarlo o non riuscire a prendere sonno?

Inizialmente ho fatto fatica a seguire la storia a causa di un continuo cambio di scena, di personaggi e di ambientazione. Dopo alcuni capitoli, piano piano,  i vari tasselli del puzzle si sono collocati al posto giusto e la trama si è palesata chiaramente, dando finalmente un senso alla lettura.


“Era quello che faceva la vita: ti scivolava via dalle dita un minuto dopo l’altro, un’ora dopo l’altra, sempre più rapidamente fino a scomparire del tutto.
La cosa peggiore era che potevi sentirla mentre si allontanava, e più ti sforzavi di trattenerla più velocemente se ne andava”.

Parker sembra forte, inattaccabile ma ha un animo sensibile. È molto intuitivo, arrivando a presagire cose attraverso piccoli e insignificanti indizi.
Al suo fianco troviamo ancora una volta il suo amico Luis, che sta attraversando un brutto periodo, ma questo non gli impedirà di affiancare Charlie e di essere la sua “ombra” nei momenti più pericolosi.

In questo capitolo della saga incontriamo vecchi personaggi, ma anche molti volti nuovi. Uno di questi è molto particolare: Pallida Mors è una donna crudele, senza anima; ma, analizzando a fondo il suo personaggio, appare chiaro che è lei stessa vittima del sistema.

Le descrizioni sono dettagliate e permettono al lettore di immaginare chiaramente le scene come se fosse un film… anzi sarebbe veramente interessante una trasposizione cinematografica di questo libro.

L’autore affronta il tema della violenza sulle donne, sottolineando soprattutto i rischi che corre chi cerca di aiutarle.

I numerosi colpi di scena arricchiscono la trama e la rendono talmente interessante da non poter staccare gli occhi dalla lettura.

Il finale è in parte conclusivo: soddisfa il lettore, ma lascia aperto uno spiraglio ad un ipotetico seguito, che sinceramente non vedo l’ora di leggere.

“La Morte era un’entità opportunista; non aveva bisogno di deviare troppo dal proprio percorso per trovare nuove prede.
L’umanità entrava e usciva dalla sua linea di tiro, e se al primo tentativo la Morte mancava il bersaglio, alla fine la preda si sarebbe ripresentata, e la Morte avrebbe potuto dare il colpo finale senza sforzo eccessivo”.

 

 

L’autore
John Connolly è nato a Dublino nel 1968, nella vita ha fatto di tutto, dal giornalista al barman, dall’ufficiale governativo al cameriere e al facchino da Harrods a Londra. Dopo aver studiato inglese al Trinity College di Dublino e giornalismo alla Dublin City University, ha lavorato per cinque anni come giornalista freelance per The Irish Times, con il quale collabora tuttora. Il suo primo romanzo, Anime morte, ha aperto la sua carriera di scrittore, che ha visto tutti i suoi libri successivi nelle classifiche dei bestseller del Sunday Times e del New York Times.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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