La donna della camera 11
Thriller psicologico
Newton Compton Editori
18 novembre 2025
Cartaceo e eBook
384
Il suo alibi è il suo peggior nemico
Lo Blacklock non vede l’ora di tornare al giornalismo: dopo tre anni di stop, tra maternità e pandemia, è pronta a rilanciare la sua carriera. L’occasione perfetta sembra arrivare con l’invito per la presentazione alla stampa di un lussuoso hotel svizzero di proprietà dello schivo miliardario Marcus Leidmann. Lo chalet sulle rive del lago di Ginevra è tutto ciò che Lo ha sempre sognato, e spera di riuscire a ottenere un’intervista con Marcus. Purtroppo, lui si rivela ancora più sfuggente di quanto la sua fama lasci intendere. Quando Lo riceve una telefonata a tarda notte che la invita a raggiungere la stanza d’albergo di Marcus, accetta nonostante qualche esitazione. Ma ad accoglierla trova una donna che afferma di essere l’amante di Marcus, e che si trova in pericolo di vita. Quello che segue è un emozionante gioco del gatto col topo attraverso l’Europa, che costringerà Lo a chiedersi fino a che punto sia disposta a spingersi per salvare questa donna... e se possa davvero fidarsi di lei.
”Ero in trappola. Rinchiusa in una cella sott’acqua, dove nessuno poteva udire le mie grida. Non c’era modo di fuggire; potevo soltanto correre da un lato all’altro della minuscola stanza, strappare le tende di nylon arancione per scoprire che dietro non c’era alcuna finestra, soltanto un pannello di plastica bianco, crudelmente beffardo.”
Con “La donna della camera numero 11”, edito da Newton Compton Editori e tradotto da Giulio Lupieri, Ruth Ware si “allontana” dagli spazi chiusi e claustrofobici che hanno caratterizzato alcuni dei suoi thriller più noti, come “La donna della cabina 10”, prequel di questo romanzo, da cui è stato tratto l’omonimo film.
In questo romanzo l’autrice costruisce una storia più dinamica, che si muove tra ambienti eleganti e città europee, senza rinunciare però alla tensione psicologica che è il suo marchio di fabbrica.
Al centro del romanzo c’è ancora una volta Lo Blacklock. Una protagonista complessa che si trova alle prese non solo con un mistero da risolvere, ma anche con una fase delicata della propria vita.
Lo Blacklock è determinata a rientrare nel mondo del giornalismo dopo tre anni di pausa, segnati dalla maternità e dalla pandemia, che hanno rallentato la sua carriera e minato la sua sicurezza professionale. Ha bisogno di un’occasione importante per dimostrare di essere ancora all’altezza, e quell’occasione sembra presentarsi con l’invito a un esclusivo evento stampa in Svizzera.
La presentazione riguarda un lussuoso hotel appena inaugurato sulle rive del lago di Ginevra, proprietà del misterioso miliardario Marcus Leidmann.
L’ambiente è elegante, controllato, frequentato da pochi ospiti selezionati. Lo spera che l’evento le permetta di ottenere finalmente un’intervista con Leidmann, noto per evitare come la peste i media. Marcus, però, si conferma inafferrabile. Lo inizia a percepire una tensione sotterranea nell’hotel, come se dietro l’apparente perfezione si nascondesse qualcosa di irrisolto.
Una notte, riceve un messaggio misterioso che la invita a recarsi in una stanza dell’hotel. Pur esitante, decide di andare.
Nella stanza, però, non trova Marcus, bensì una donna, visibilmente spaventata, che afferma di essere la sua amante. La donna sostiene di essere in grave pericolo e chiede aiuto a Lo, lasciandole intendere di essere coinvolta in una situazione molto più grande e pericolosa di quanto sembri. Prima che Lo possa capire davvero cosa stia accadendo, la donna scompare.
Da quel momento, Lo si ritrova coinvolta in un intrigo che supera di gran lunga il contesto dell’hotel. Nel tentativo di ritrovare la donna e capire se sia realmente in pericolo o se la stia manipolando, Lo viene trascinata in un gioco del gatto col topo che si snoda attraverso diverse città europee. Ogni incontro e ogni informazione sembrano portare a nuove domande, rendendo sempre più difficile distinguere tra verità e
menzogna.
“Sentii il cuore accelerare sempre più, il respiro diventare affannoso, la fronte imperlarsi di sudore, le dita raffreddarsi e perdere sensibilità, le gambe formicolare. Una scarica di adrenalina mi fluì nelle vene, tornai a sdraiarmi e mi arresi, come un tossicodipendente che, dopo essersi iniettato accidentalmente un’overdose, si abbandona passivamente all’effetto della droga.”
Lo deve confrontarsi non solo con forze esterne che sembrano ostacolarla, ma anche con i propri limiti: la paura di esporsi, il rischio di compromettere definitivamente la sua carriera e il dubbio costante di potersi fidare della donna che sta cercando di salvare.
Il romanzo conduce la nostra protagonista a una scelta cruciale. Decidere fino a che punto è disposta a spingersi per aiutare qualcuno di cui non conosce davvero le intenzioni, e quale prezzo è pronta a pagare per la verità.
L’ambientazione è uno dei grandi punti di forza del romanzo. L’hotel di lusso sulle rive del lago di Ginevra diventa il palcoscenico ideale per un thriller fatto di sussurri, incontri sfuggenti e identità poco chiare.
Ruth Ware sfrutta l’eleganza e il riserbo di questo contesto per alimentare una costante sensazione di sospensione: tutto appare perfetto in superficie, ma nulla è davvero come sembra.
Il cuore del romanzo non è tanto l’azione quanto il gioco di fiducia e soprattutto di manipolazione che si instaura tra i personaggi. Il lettore, come la protagonista, è spinto a dubitare continuamente delle intenzioni altrui, chiedendosi chi stia dicendo la verità e chi stia sfruttando le debolezze degli altri.
Protagonista e personaggi
Lo è una protagonista che Ruth Ware costruisce con grande attenzione alla dimensione psicologica. Non è un’investigatrice brillante né un’eroina sicura di sé: è una donna competente ma fragile, segnata da una pausa forzata nella carriera e dal timore di non essere più all’altezza delle proprie ambizioni. Questo la rende estremamente umana.
Il suo punto di vista è filtrato da insicurezze, dubbi e da una costante autocritica, che influenzano il modo in cui interpreta persone e situazioni. Il lettore è portato a fidarsi di lei, ma allo stesso tempo a interrogarsi sulle sue valutazioni, creando una tensione sottile e continua.
I personaggi che ruotano attorno alla protagonista sono tratteggiati in modo volutamente ambiguo. Nessuno è completamente trasparente: ognuno sembra avere qualcosa da nascondere, un ruolo pubblico e uno privato che non sempre coincidono.
Ruth Ware è particolarmente abile nel seminare ambiguità e nel mantenere alta la tensione anche nei momenti più quieti, grazie a dialoghi carichi di sottintesi e a una narrazione sempre molto focalizzata sul punto di vista di Lo.
Lo stile è scorrevole e accessibile, con capitoli brevi che favoriscono una lettura rapida e coinvolgente. Dopo una prima parte introspettiva, la storia diventa più serrata, accompagnando il lettore in una spirale di sospetto e pericolo che non concede tregua.
“La donna della camera numero 11” è un thriller elegante, che riflette sul prezzo della verità e sul coraggio necessario per esporsi, soprattutto quando farlo significa rischiare tutto.
Non è solo una storia di mistero. Questo è anche un romanzo su fiducia, responsabilità morale e difficoltà di capire fino a che punto sia giusto intervenire nella vita degli altri.
Un libro consigliato a chi ama i thriller psicologici raffinati, più basati sulla tensione e sull’ambiguità che sull’azione pura.
Buona lettura!
“Non sarei crollata, avrei resistito. Dovevo soltanto superare quella notte.”

Chi è Ruth Ware
Ruth Ware è una scrittrice inglese, originaria del Sussex. Dopo aver cambiato diversi lavori, ha cominciato a pubblicare romanzi diventati bestseller mondiali. I suoi libri sono tradotti in oltre quaranta lingue e tre dei suoi thriller stanno diventando, o sono diventati, dei film. La Newton Compton ha pubblicato Una ragazza speciale. The It Girl, L’inganno perfetto. Zero Days, L’ultima coppia e La donna della camera numero 11.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.