"La donna che dipingeva il vento"
Saga familiare
TEA Libri
2 luglio 2024
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Svezia, oggi. Lena ha trentacinque anni e lavora come ortopedico in una clinica di Stoccolma. Quando muore l'amato nonno, con cui aveva vissuto dalla perdita dei genitori, nella sua casa al mare trova un dipinto della bisnonna, Eva Peterson, pittrice di fama internazionale. Affascinata dallo splendido paesaggio montano raffigurato nel dipinto e ferita dal tradimento del compagno con cui sognava di costruire una famiglia, Lena decide di scoprire che cosa avesse ispirato la bisnonna e di partire.
Cavalese, maggio 1914. Dopo un lungo viaggio dalla Svezia, Eva giunge in Trentino: il padre, esperto di alberi, ha ricevuto dalla Magnifica Comunità della Val di Fiemme l’incarico di curare la foresta dei violini, gravemente danneggiata da un incendio. Abilissima a dipingere, Eva si innamora dei paesaggi delle Dolomiti e viene accolta con calore dalla famiglia Sieff, a cominciare da Andreas, figlio del proprietario della tenuta che la ospita. Scure nubi di guerra, però, si stanno addensando nei cieli, costringendo molti giovani di quella terra di confine a schierarsi dalla parte dell’Impero austriaco o da quella dell’Italia. E sullo sfondo dei grandi cambiamenti portati dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Eva sarà costretta a fare una scelta che cambierà per sempre la sua vita e quella delle persone che ama...
In un viaggio sulle orme del passato, tra gli abeti rossi e le suggestive cime del Trentino, Giulia Dal Mas ci racconta la storia di un antico amore, di una grande famiglia spezzata dalla guerra e di due donne, legate dal destino, che hanno saputo rimettere in discussione la propria vita.
“La donna che dipingeva il vento” è un poetico romanzo di Giulia Dal Mas, edito da TEA Libri.
Conosciamo Lena Peterson quando giunse a Cavalese in quell’ottobre del 2023. Lei, medico ortopedico, aveva fatto un lungo viaggio dalla Svezia.
La aspettava un mese di vacanza. Lena era sola. Dopo aver perso i genitori e la nonna in un incidente stradale, ora anche il suo caro nonno Albert se n’era andato. La ragazza era arrivata in Italia per ripercorre i passi della sua bisnonna Eva, quei passi che la portarono alla Piana del Silenzio.
In quel luogo incantato e isolato, venne soccorsa da Bernardo Sieff, volontario della forestale, e da suo figlio Donato, un ragazzino dolce e sensibile, affetto da claudicazione.
Bernardo era apparentemente scorbutico e irascibile: “c’era qualcosa in lui che la irritava, e che non comprendeva.”
Padre e figlio avevano in casa un dipinto di Eva Peterson, la madre di nonno Albert. Proprio in quella abitazione, in cui Lena era arrivata quasi per caso, scoprì che la sua bisnonna era stata ospite della famiglia Sieff.
Le loro strade, ormai, erano intrecciate.
“Era in Italia da poche ore, tutto era nuovo, così diverso dalla Svezia: l’incedere delle persone, l’inflessione della loro voce, quel modo di parlare cadenzato, che le faceva venire in mente le filastrocche che suo nonno Albert le aveva fatto imparare, quando andavano insieme a camminare in riva al mare.”
Alla porta di Lena, giunse un delizioso cagnolino che sembrava, come lei, un naufrago fra quelle montagne. Proprio Falco, il cane, fece avvicinare Lena a Bernardo.
“Gli animali sono creature speciali. (…)
Così come le persone che scelgono di prendersene cura.”
Alla giovane svedese, Bernardo donò un diario appartenuto alla sua bisnonna; era il momento di “aprire quel piccolo quaderno e lasciarsi trasportare fra quelle stesse montagne e vedere il mondo attraverso gli occhi di Eva.”
Aprendo quel diario, ritorniamo indietro nel tempo, fino al 1914 e facciamo la conoscenza di una giovane Eva che sa dipingere le emozioni che la natura riesce a regalare. È lei “la donna che dipingeva il vento”, in quanto gli abitanti di Cavalese pensavano che fosse giunta nel loro paese portata “con il vento del Nord.”
Quello del diario è un’espediente narrativo che Giulia aveva utilizzato, sotto altra forma, anche in “L’ultima guaritrice”, in quel caso erano lettere che giunsero dal passato a Ester, la protagonista del presente.
Anello di congiunzione tra il romanzo sopraccitato e questo di cui vi sto parlando è un bellissimo personaggio: Marlena Pilcher, la guaritrice, che, al tempo di Eva, era ancora una bambina.
“La donna che dipingeva il vento” è un romanzo evocativo che ci immerge nella natura, facendoci percepire il canto degli uccelli, lo scorrere dei ruscelli e il silenzio del bosco.
Il papà di Eva svolgeva un lavoro affascinante; era un arboricoltore, curava gli alberi.
“Gli alberi hanno bisogno di cure per guarire. E di tempo. Sono una comunità, come le persone.”
A trasmettere un tumulto interiore alla giovane svedese, fu Nicholas Sieff. La loro è la storia d’amore più bella e intensa del romanzo.
“L’energia che lui le faceva provare era incredibile, la scarica di emozioni che la travolgeva ogni volta che lui la guardava con i suoi occhi densi di sfumature era qualcosa di completamente diverso. Era inquieta, impetuosa, carica di sensazioni nuove che le toglievano il respiro e la facevamo sentire viva.”
È un romanzo che parla al cuore. Una storia di legami e di connessioni profonde fra i protagonisti e la natura circostante. Le vicende sembrano emergere da un tempo lontano, che si è depositato, come una patina di polvere, sugli oggetti riportati in vita da altre epoche. Quella di Giulia Dal Mas è una scrittura avvolgente e inebriante come il “profumo di mele cotte, cannella e caffè.”
Protagonista indiscusso del libro è il vento che fischia, che scuote le cime degli alberi per poi calmarsi. Il vento che allontana le nubi scure o quello che porta con sé il profumo della primavera. Ma il vento può anche alimentare gli incendi che devastano boschi e abitazioni. Oppure, secondo una leggenda, se il vento spinge nell’aria i petali della rosa canina, un innamorato perde la sua innamorata.
Intanto, alla fine del 1914, anche il vento della Storia stava soffiando, portando nubi scure all’orizzonte. Avvenimenti tragici che avrebbero contribuito a cambiare gli eventi dei protagonisti.
“Il vento si placò, le cime degli alberi si fecero quiete e la foresta si abbandonò di nuovo al silenzio.”
Cari lettori, amate le saghe familiari?
Oltre a invitarvi a scoprire le storie di Lena e di Eva, vi consiglio di leggere anche l’ultimo meraviglioso romanzo di Giulia Dal Mas:
“Il canto delle filatrici”. Resterete incantati dalle sorelle Santarossa.
Ringrazio Giulia e la CE Tre60 per la gradita copia cartacea.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.