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Recensione: “La dissolvenza della memoria” di Lauro Zanchi, IoScrittore

La dissolvenza della memoria Book Cover La dissolvenza della memoria
Lauro Zanchi
Narrativa contemporanea
IoScrittore
luglio 2020
ebook
192

Vittorio, maestro elementare dalla vita serena e appagante, viene a conoscenza di una sconvolgente verità che lo costringerà a riavvolgere la bobina della propria esistenza, esplorando e risalendo nei meandri della memoria.

 

 

“La bicicletta è il modo più semplice per inseguire i sogni, ma ci devi montare su, non basta guardarla passare.”

 

Il protagonista di questo intenso romanzo, narra in prima persona, la sua tranquilla infanzia in una famiglia semplice e amorevole.

La loro umile casa è situata ai piedi del bosco e Vittorio bambino ne conserva bellissimi ricordi, una mamma tenera e premurosa, un papà affettuoso e attento alla propria famiglia.

Fino al giorno in cui un’onda di fango travolge l’intero paese … è la fine di tante persone e la rinascita di Vittorio.

Da adulto, Vittorio ha una vita serena, è un insegnante elementare anche se i suoi genitori, sin da bambino, lo spronavano perché diventasse un avvocato. Felicemente sposato, ha due figli che non gli hanno mai dato nessuna preoccupazione. La sua passione nel tempo libero è la bicicletta.

Quando arriveranno i folletti del bosco, devo farmi trovare pronto, devo essere sveglio perché magari non mi vedono.

Una vita che scorre tranquilla, del genere pubblicitario, fino al giorno in cui alcuni sintomi di grande stanchezza si fanno prepotentemente sentire costringendolo ad affrontare una serie di analisi che risultano essere purtroppo preoccupanti.

Vittorio scopre che si tratta di una malattia genetica; confuso e sorpreso non riesce a capirne il motivo dato che i suoi genitori sono entrambi sani, inizia per lui un periodo di sconvolgimento, non tanto per la scoperta della sua malattia, curabilissima, ma per la paura di imbattersi in una taciuta verità da parte dei suoi genitori.

Nella sua mente una domanda non gli dà pace:” perché questa malattia ereditaria se i suoi stanno bene? “Vittorio inizia le sue affannose ricerche sulla talassemia e sulla probabilità di averla trasmessa a sua volta ai figli.

Una fobia che lo avvolge ogni giorno di più…fino al momento della cruda e difficile verità che ribalta tutta la sua esistenza. Vittorio non sa più chi è, non sa più da dove viene…si sente tradito da chi avrebbe dovuto proteggerlo dal momento della sua nascita.

 

Le anime belle persistono e si sovrappongono. E si ritrovano, prima o poi si ritrovano. In un punto a caso dell’universo.

D’ora in poi dovrà scavare nei ricordi, scavare nella memoria che ormai sembra svanita e risalire fino all’infanzia, alla scuola, fino alla sua gentile maestra per scoprire la propria identità.

Un romanzo colmo d’umanità e bontà d’animo. L’importanza predominante per Vittorio di vivere nel giusto, far sempre parte della sponda buona della società, fino a quando si rende conto che la perfezione non esiste, parte della sua realtà crolla e lui esige una spiegazione.

La forma narrativa del ricordo della propria infanzia è presentata col linguaggio e pensiero caratteristici del bambino, animati da gioie, paure fiabe, folletti e amore per i genitori. La lettura si presenta subito fluida ma nel contempo molto curata e ricca di calore umano, il tutto descritto in prima persona.

La scrupolosità nella descrizione degli avvenimenti, dell’ambiente circostante e soprattutto degli stati d’animo, arricchisce il racconto rendendolo apprezzabile.

I momenti d’introspezione del protagonista offrono al racconto ancor più concretezza, permettendo a molti lettori d’immedesimarsi.

Al fine di mantenere un’atmosfera narrativa avvolta nella trepidazione e nell’attesa, il ritmo del racconto ne ha un po’ sofferto dilungandosi a volte troppo nello sviluppo degli avvenimenti anche se con grande maestria, l’autore ha saputo amalgamare un fatto di cronaca reale ad un racconto intenso, catapultando il lettore nei labirinti dell’animo umano.

Beatrice Castelli

 

L’autore

 

Lauro Zanchi è nato e vive a Crema. È insegnate di tecnologie informatiche. Da sempre appassionato e praticante di sport, si occupa di consulenze a livello sportivo professionistico. Ha pubblicato varie raccolte di poesie con cui ha vinto numerosi premi.

 

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura. A dieci anni leggeva Crime et Châtiment  di  Dostoïevski,  preso per caso dalla fornitissima  biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore. A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue. Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti… L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre.  Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi. In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.

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