La dimora degli dèi
giallo
Infinito edizioni
2022
ebook, cartaceo
320
Dicembre 1938: la Germania nazista ha da poco annesso l’Austria, dando inizio al vortice di eventi che condurranno alla seconda guerra mondiale.
Britta, la giovane figlia di un ricco industriale austriaco, raggiunge un lussuoso albergo al confine tra Svizzera, Germania e Austria insieme al padre e al fidanzato, astro nascente del Partito nazionalsocialista. Sono diretti in Germania, dove il loro matrimonio è l’evento mondano più atteso del Reich.
Britta, indipendente e testarda, vorrebbe un destino diverso da quello impostole dalla società e dalla famiglia. Una nevicata eccezionale costringerà gli ospiti a trattenersi nel resort più a lungo del previsto. E, tra omicidi, furti, cene luculliane, autopsie improvvisate, strudel, amori discutibili e continui colpi di scena, la luce sinistra del nazismo si avvicina sempre di più, proiettando la sua lunga ombra sull’albergo e sui suoi ospiti e rivelandone, senza scampo, la vera natura.
Recensione di “La dimora degli dei” di Martina Galletta, pubblicato con Infinito Edizioni
Brigitte, detta Britta, è una giovane donna austriaca di ventidue anni che ha sempre coltivato un cattivo rapporto col padre Markus, dopo la morte della madre che portava il suo stesso nome. Il padre, che ha il vizio del gioco ed è pieno di debiti, ha avuto l’idea di darla in sposa a Rudi, un giovane ricchissimo ma molto superficiale e filonazista che Britta non riesce ad accettare.
“La giustizia esiste, solo che non tutti sanno vederla.”
Le baciò galantemente la mano.
D’impulso, lei lo baciò sulla fronte.
Gli occhi del vecchio brillarono.
“Chiamatemi Britta. Tornerò domani. Elias, io…grazie”.
E con un sorriso pieno di gratitudine lasciò il signor Neumann e Frank e si diresse finalmente verso la sua stanza – La dimora degli dèi
Siamo nel dicembre del 1938, Britta e Rudi partono per la Svizzera e si ritrovano in un hotel, chiamato appunto “La dimora degli dei”, insieme a vari altri avventori, tra cui il vecchio Elias, accompagnato dal suo fedele cameriere Frank. A causa del bruttissimo tempo, i clienti dell’hotel sono costretti a rimanere chiusi lì dentro per giorni: Britta fa molta amicizia con Elias e Frank e inizia anche a provare un sentimento per il ragazzo, molto diverso per gentilezza e intelligenza da Rudi. Fino a che il vecchio Elias non viene ritrovato morto e Britta si rende conto che, prima di andarsene, dovrà dipanare il giallo che si è venuto a creare, con l’aiuto di Frank, ovviamente, ma anche di qualche libro di anatomia e di antiche tragedie.

Britta sorrise a Frank di volata, per poi tornare ad assumere un’espressione educatamente interessata mentre Herr Shulze proseguiva con il suo torrenziale flusso di rassicurazioni: “…Quelli del paese sanno benissimo che quando il tempo si mette così le strade si bloccano – stava dicendo con la sua voce pastosa e cordiale -. Manderanno sicuramente Alfo e i ragazzi a spalare prima di sera. E anche nell’eventualità ci fosse una gelata…”
Britta ascoltava a intermittenza.
Il confronto tra la bellezza statuaria di Rudi e le fattezze goffe di Frank era ancora più impietoso, alla luce del giorno. Ma se il sorriso di Rudi riusciva a farle vanire la pelle d’oca, quello di Frank pareva avere il potere di tranquillizzarla.
“Andrà tutto bene”, sembravano promettere i suoi occhi neri.
“Speriamo – si disse lei -. Speriamo”. – La dimora degli dèi
Non mi sarei mai aspettata un giallo “classico” dal dipanarsi iniziale della trama e, invece, eccomi di fronte ad un libro che si rifà ad Agatha Christie, mantenendo alta la suspense. In questo romanzo ci sono talmente tanti elementi diversi che, forse, alla fine, viene a crearsi un po’ di confusione. C’è il nazismo e il dramma dell’antisemitismo, ci sono l’omicidio, il furto e il problema di risolvere il mistero; infine, c’è anche l’amore e qui l’autrice, Martina Galletta, strizza l’occhio al genere del romance, riuscendo a creare una raffinata e dolce storia d’amore tra Britta e Frank.
Cosa manca, quindi? Probabilmente alcuni dettagli sono lasciati al caso e vari passaggi non sono ben spiegati e ciò rende “La dimora degli dei” un’opera non del tutto riuscita, ma confido nella capacità della scrittrice di migliorare con il tempo ed arrivare a produrre ottimi lavori in futuro.

Si nota, infatti, l’ampia conoscenza dell’autrice su temi storici, letterari e anche medici e tutto questo impegno nello studiare le fonti non potrà che portare a dei veri e propri capolavori frutto di impegno e di analisi puntuale.
“Non pensarci neanche – la intercettò lui, con voce alterata -, “Ti ho detto di darmi quelle chiavi!”
Britta non aveva scelta.
Si chinò e gli lanciò il mazzo di chiavi: Frank lo afferrò al volo, per evitare che il tintinnio mettesse sull’avviso gli altri ospiti.
Erano immobili, l’uno di fronte all’altra, senza sapere come sarebbero usciti da quella situazione impossibile, quando dalla dispensa riecheggiò un rumore sordo.
Nel complesso, quindi, “La dimora degli dei” è adatto a chi ama i gialli vecchio stile, dove i protagonisti sono costretti a stare chiusi in un hotel oppure in una biblioteca antica e dove il bandolo della matassa si dipana proprio tra gli stessi volti, che nascondono un unico colpevole (in questo caso più colpevoli per crimini diversi).
Credo di aver percepito, inoltre, la volontà da parte di Galletta, di riscrivere la storia con un bel happy ending finale, diversamente da come è andata nella realtà: l’olocausto, che ha portato tanta sofferenza e distruzione in milioni di vite, in questo libro ha un sapore meno amaro, almeno per l’epilogo esistenziale dei protagonisti di religione ebraica.

Questi personaggi, però, sono leggermente stereotipati: Britta è la ragazza perfetta, intelligente, coraggiosa, bellissima; Rudi è stupido e meraviglioso con il suo corpo statuario; Frank, forse, ha più sfaccettature, aiutato anche da un aspetto non proprio idilliaco. Pochi chiaroscuri: diciamo, i protagonisti hanno caratteristiche nette e quasi nessuna ombra che corrisponda alla loro luce…
E a voi piacciono i gialli all’antica? Oppure preferite qualcosa di più moderno e originale?