Giallo,  Recensioni

Recensione: “La dama di compagnia” di Marie Belloc Lowndes, Gilgamesh Edizioni

La dama di compagnia Book Cover La dama di compagnia
Marie Belloc Lowndes
giallo
Gilgamesh Edizioni
15 gennaio 2021
ebook
295

La bella e giovane moglie Eva, una scialacquatrice, amichevolmente legata a uno storico spasimante e detestata dalla parsimoniosa suocera, diventa la prima sospettata dell’omicidio.

Battista ed Eva, dopo il loro matrimonio, erano andati a vivere in un’incantevole magione nella campagna appena fuori Londra, un bucolico cottage denominato Il Mulino, alla cui organizzazione si è sempre dedicata con efficienza Adele Strain, governante e dama di compagnia, personaggio chiave del libro, amica di vecchia data di Eva.

Adele, ancora giovane ma precocemente sfiorita e priva di bellezza, riesce a far quadrare il bilancio, nonostante le dispendiose abitudini di Eva, che si contrappongono alla natura avida e gretta di Battista, che si rifiuta perfino di concedere all’amatissimo figlio di Adele di andare a trovare la madre a Il Mulino per non dovergli dare da mangiare.

… Il conflitto tra la dispendiosa moglie e il controllato marito giunge al culmine quando alcuni creditori si presentano a Battista reclamando debiti per quasi tremila sterline, una somma enorme per il tempo.

Battista obbliga allora la moglie a intaccare pesantemente la sua rendita di vedova di guerra per pagare i debiti, ma proprio in quei giorni l’elegante e piacente Giacomo Mintlaw, vecchia fiamma di Eva, ritorna ricchissimo dal Canada e subito ricontatta la giovane donna, che ai vecchi tempi si limitava a flirtare con lui, senza pensare a far le cose seriamente, mentre per Giacomo lei era rimasta l’amore della vita.

Rivedendolo di nascosto dal marito, la donna, intimamente lusingata da queste attenzioni, seppur sposata ricomincia con nonchalance quello snervante gioco d’amore…

Uno strabiliante giallo del tipo inverter story, uno dei maggiori capolavori del giallo classico, da avere assolutamente nella propria biblioteca domestica.

“Il suo troppo delicato equilibrio si era rotto”

 

Battista ed Eva sono una giovane coppia di innamorati che vive al mulino, una villa situata nel villaggio di Swanmere affacciata sul Tamigi. I due coniugi sono davvero molto innamorati, anche se sono assai diversi tra loro. Eva è una donna effimera, distratta e spendacciona, mentre Battista, al contrario, è un’uomo d’affari estremamente parsimonioso, quasi taccagno. Proprio per questo motivo, Battista, decide di assumere Adele Strain, amica di vecchia data della  moglie, per mandare avanti la villa e riuscire a far quadrare l’economia della stessa.

Vacanze in Barca sul Tamigi - Crociere Fluviali | Le BoatLa vita della famiglia sembra trascorrere nel migliore dei modi fino a quando, una mattina, quando arriva in ufficio, Battista trova ad attenderlo un esattore mandato per riscuotere un conto lasciato in sospeso da Eva. Questo lo fa innervosire parecchio ed è intenzionato a parlarne con la moglie quella sera stessa.

Dopo una colossale baruffa, la povera Eva non ha altra scelta che chiedere aiuto al vecchio amico Giacomo Mintlaw, da sempre innamoratissimo di lei e da poco tornato dalla guerra. Il litigio tra i due sembra del tutto risolto, ma Battista, lascia ad Eva l’ingrato compito di licenziare l’amica Adele, per risparmiare un po’. Come prenderà la notizia la Signora Strain? Dovrà darsi da fare e trovare una soluzione per lei e il suo bambino.

 

COMMENTO PERSONALE

Il libro è raccontato da un narratore onnisciente, con un ottimo ritmo incalzante ed un linguaggio al quanto aulico, adatto all’epoca, ma davvero molto piacevole.

Si tratta di un inverted story perché si inizia dalla fine, cioè dal momento in cui si sta svolgendo il processo, per poi tornane indietro nella narrazione, capitolo dopo capitolo.

La dama di compagnia è un giallo molto ben costruito, dove il tema principalmente trattato è il dramma moderato e contenuto, tipicamente british. Il delitto del Mulino è un affare che interessa l’intero villaggio della campagna inglese; tutti sono estremamente curiosi, ma in maniera molto discreta, quasi invisibile. È un avvenimento molto drammatico, ma i diretti interessati lo vivono con inaspettata compostezza e dignità.

Uno degli argomenti che vengono toccati è quello della gioventù spensierata, in ricordo dei tempi felici ormai andati. Eva, insieme al colonnello Mintlow, rivive quei momenti in cui era giovane e felice. È molto innamorata di Battista ed è soddisfatta della sua vita con lui, ma per una donna è sempre bello sentirsi adorate, adulate e desiderate.

“Ella era infinitamente felice, come sentiva il bisogno di ripetere continuamente. I minuti, le ore deliziose di quella giornata portavano con sé il riflesso di un passato, ormai lontano, sereno e spensierato. Per quanto fosse perfettamente contenta della sua vita, godeva infinitamente di trovarsi in compagnia di un uomo che l’amava tanto da darle tutto e non chiederle nulla in cambio”

Battista, inoltre, oltre ad essere parsimonioso fino all’osso, in maniera quasi fastidiosa, ha un carattere molto burbero che lo rende antipatico ai più, anche se questi non lo danno a vedere. Ancora una volta, il lettore si trova dinanzi ad un atteggiamento tipico della cultura britannica.

“Tanto più che il dottore aveva avuto spesso occasione di deplorare i modi bruschi e perentori di Battista Raydon verso la dama di compagnia, che era anche una vecchia amica di sua moglie”

Bel libro, intrigante e delicato allo stesso tempo. Ben costruito sia nei personaggi (ognuno con un proprio carattere ben definito) che nella trama, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Il finale, poi, mi ha davvero sorpresa. 5 stelle.

Secondo voi, attenti lettori, cosa è successo al povero Battista?

 

L’autrice

Marie Belloc Lowndes è nata a Londra. Trascorse la sua giovinezza in Francia, precisamente a Parigi, a La Celle-Saint-Cloud, vicino a Versailles. Alla morte del padre, l’avvocato Louis Belloc (1830-1872), ritornò a vivere in Inghilterra pur facendo numerosi soggiorni in Francia. La madre, Bessie, Elizabeth Rayner Parkes (1829-1925), era di nazionalità inglese, scrittrice, femminista e filantropa. Nel 1896 Marie sposò Frederick Sawrey Lowndes, un giornalista inglese del giornale The Times. Dal matrimonio nacquero tre figli, Elizabeth, Charles et Susan. Morì il 14 novembre 1947 nella casa della figlia, Elizabeth, la contessa Iddesleigh, a Eversley Cross (Hampshire). È sepolta a La Celle-Saint-Cloud, dove esiste ancora la sua casa in Avenue Camille-Norman. Il suo primo romanzo The Heart of Penelope fu pubblicato nel 1904.

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