La custode dei sogni
Romanzo storico
Pienogiorno editore
11 giugno 2026
cartaceo e-book
416
A certi sogni non basta essere sognati. Vanno difesi a ogni costo, custoditi come la più preziosa delle gemme, e tramandati quando chi li ha ideati non c’è più. Con la loro dedizione silenziosa e una forza a lungo sminuita, cinque generazioni di donne coraggiose diventano le depositarie dei segreti della più visionaria opera della contemporaneità, la Sagrada Familia, e del suo genio creatore, Antoni Gaudí. Dalla piccola Anna, che si aggira tra le fondamenta del tempio a portare il pranzo a suo padre, a Mercé, che diventerà maestra nella scuola voluta da Gaudí per dare un futuro ai figli degli operai; da Maria, che ricerca per sé una nuova strada mentre il mondo sprofonda nella violenza, ad Anna Maria, guida turistica dei giorni nostri, un filo rosso tutto femminile avvolge i sogni di una delle più ambiziose costruzioni della modernità, erede delle grandi cattedrali medievali e custode delle speranze di milioni di persone
“Ho capito che la Sagrada Familia non è solo un’opera da contemplare, ma un archivio vivo, custode della memoria” da “La custode dei sogni” di Coia Valls
“La custode dei sogni” di Coia Valls (Pienogiorno editore) è una storia di ambizione, sogno e grande forza. Si narra di un grande progetto, il più ambizioso e innovativo a livello architettonico del secolo. Il promotore è un giovane e appassionato architetto: Antoni Gaudì, colui che diede vita alla Sagrada Familia di Barcellona. Prima Anna, poi Merce, in seguito Maria ed infine Anna Maria si faranno testimoni e portatrici di quelli che furono i segreti della realizzazione di quest’opera nella grande Storia. Dal 1883 al 2026 quando l’ultima discendente, nell’accudire l’anziano padre, sfoglierà un album di vecchi ricordi e ricostruirà il passato dei suoi avi intrecciato a quello dell’opera di Antoni
Gaudì.
“Senza luce non c’è vita, né anima, né fede. Questa cripta deve respirare. Deve elevare lo spirito. Come possiamo pregare nell’oscurità, se Dio è luce?”
Un romanzo dove storia, arte e sentimenti si mescolano dando vita ad una trama dinamica e interessante. La costruzione della Sagrada Familia va a pari passo con quella di ben cinque generazioni di una stessa stirpe. Sta a significare continuità, perseveranza, e resilienza. Essa andrà in fatti oltre la morte del suo geniale ideatore: Antoni Gaudì.
Il ruolo delle protagoniste è anche quello di custodire questo grande sogno al quale hanno potuto contribuire e che ha avuto un ruolo importante nelle loro vite. Anna sin da bambina adorava aggirarsi proprio in quel cantiere, dove il padre lavorava. Con la scusa di portargli i pasti, osservava tutto con grande interesse. Era curiosa e vivace ma la sua vita di ragazza umile non era certo semplice poiché aveva dovuto sostituire la madre nella gestione della casa e dei fratellini. Pur essendo svelta, intelligente ed efficiente, aveva un carattere umile e sogni modesti. Il cantiere e le incombenze che gli operai le affidavano, le davano soddisfazioni e sentiva che quello poteva essere il suo mondo.
Per sua figlia Mercé desiderava altro. Voleva fosse una donna istruita e che facesse un lavoro prestigioso. La ragazza stessa desiderava studiare per diventare un’insegnante. Così era stato. Mercé era diventata maestra in una scuola voluta da Antoni Gaudì per i figli dei suoi operai.
” – E adesso? – disse, avvilita. – E adesso respira. Domani vivi – le rispose.”
Una volta madre desidererà che anche la figlia Maria possa diventare un’insegnante come lei. Ma non è quello che Maria desidera. Come a suo tempo la nonna Anna, Maria è affascinata dai lavori all’interno della cattedrale. È una ragazza molto creativa e sente di poter contribuire a quella meraviglia quindi chiede di frequentare una scuola di vetreria. Lì si producono vetri di ogni colore pronti a dare luce alla Sagrada Familia. Maria vivrà durante un periodo di tumulti e violenze, la parte più crudele della storia del suo paese. Un terribile evento la farà precipitare in un abisso di oscurità dal quale riemergerà più forte ma anche più diffidente e cupa. Diventerà madre di un ragazzino, Ramon, dolce e creativo come lo era stata lei.
Anna Maria è una donna dei nostri tempi, è una guida turistica appassionata di storia. Ha sempre amato ascoltare i racconti dei genitori e dei nonni e la Sagrada Familia sa di casa per lei. È molto legata alle tradizioni e alle proprie radici, sente di avere una responsabilità importante: fare da ponte tra la memoria del padre che va spegnendosi e quello che ancora esiste.
“Forse il tempio aveva già imparato ad ascoltare, ancora prima di essere terminato”
Il romanzo ha la struttura tipica del suo genere. Si divide in tante parti quante sono le protagoniste, ogni parte e dedicata al percorso di vita di ognuna di esse, dal 1883 al 2026. Di tanto in tanto vi si inserisce una parte relativa il presente narrato da Anna Maria, l’ultima donna della stirpe. La trama evidenzia l’essenzialità della memoria e dell’identità familiare che si tramanda di generazione in generazione. La resilienza e la forza di reinventare se stessi dopo la distruzione (alcune delle nostre protagoniste vivono il periodo più crudele per la Spagna tra pestilenze e guerra civile), l’importanza di essere dei sopravvissuti e quindi testimoni della Storia.
Ho apprezzato la grande competenza dell’autrice dal punto di vista sia storico-culturale che artistico. Ha dato carattere e voce ad un personaggio iconico come Antoni Gaudì, avvicinandolo a noi lettori, rendendolo vero. Grazie alla sua passione, preparazione e creatività Barcellona possiede una delle costruzioni più innovative e stupefacenti a livello mondiale. Attraverso questo romanzo si comprende quanto costò al suo ideatore e ai posteri portarla a termine esattamente come lui l’aveva desiderata. È una storia piena di passione dove anche la pietra racconta e ogni singolo materiale di cui è composta la cattedrale è chiamato a vivere e comunicare.
“Le sue torri impossibili costudiscono la memoria, proiettano ciò che siamo e ciò che deve ancora venire”
Non mancano certamente le parti drammatiche che si mescolano alle storie d’amore in sottofondo. Si tratta di relazioni perlopiù verosimili nella loro logica semplicità, ma non per questo meno appassionanti. Una di esse è, a mio avviso, meno credibile in quanto più romanzata, i due protagonisti raramente incrocerebbero il loro cammino nella vita reale ma l’autrice riesce comunque a renderla convincente. Tutta la sua scrittura lo è. Il suo linguaggio è semplice, non usa terminologie ricercate pur raccontando anche aspetti tecnici su materiali di costruzione e progetti della cattedrale, ha reso la narrazione facilmente comprensibile. Siccome anche il suo stile è fluido, il ritmo è rapido.
Ho trovato originale l’idea del racconto di un’intera stirpe a pari passo con la realizzazione di una costruzione iconica come la Sagrada Familia.
Ne conoscevate la storia?