"La congiura degli innocenti"
Romanzo storico
Edizioni Piemme
14 ottobre 2025
Cartaceo, ebook
400
Donnici, Cosenza, 1855. La notte avvolge la tenuta dei Carini, il silenzio regna sovrano. La luna piena veglia sui campi addormentati. All'improvviso, il galoppo disordinato di un cavallo rimbomba sul viale. Alba Carini trattiene il respiro, il cuore le martella nel petto, e la voce interiore che a volte torna a farle visita le sussurra: «Hanno ucciso papà». Il mattino seguente arriva la notizia che infrange ogni dubbio: Severino Carini, botanico illuminista e difensore dei contadini, è stato assassinato a Cosenza. Poco dopo, l'uomo accusato dell'omicidio viene avvelenato in carcere. Una morte troppo comoda, che apre uno scenario inquietante: chi ha ordinato davvero l'agguato? Nella Calabria ottocentesca, terra di soprusi e credenze arcaiche, ha inizio l'epopea dei Carini, famiglia di nobili decaduti, e dei due giovani rampolli Alba e Sostene, gemelli inseparabili dagli occhi grigi chiarissimi, eredi dell'eleganza delle stirpi antiche. Nell'eterno vagare che li porterà dalla Calabria a Parigi, passando per Napoli, Sostene incontrerà il fervore rivoluzionario e repubblicano, mentre Alba, dopo un matrimonio imposto, diventerà guida e rifugio per donne fragili ed emarginate. Ma il passato, insieme agli antichi nemici, aspetta il momento propizio per tornare. Sullo sfondo dell'Italia preunitaria, sospesa tra spinte rivoluzionarie e tradizioni secolari, La congiura degli innocenti racconta una grande storia di coraggio, vendetta e rinascita, popolata di personaggi indimenticabili che accompagnano il lettore fino all'ultimo, tragico, colpo di scena.
“La congiura degli innocenti” è il nuovo romanzo di Andrea Barzini, edito da Piemme.
La vicenda prende avvio a Donnici, in provincia di Cosenza, il 25 maggio 1855.
“Quella notte, Alba Carini non riesce a prendere sonno. È una sera gentile, che annuncia l’estate, cantano i grilli, insieme a una civetta, ma non dorme. Si gira e si rigira schiacciata da un peso sul petto. Verso mezzanotte, il cuore inizia a battere furiosamente e una voce interiore le dice, in tono distaccato: <Hanno ucciso papà>.”
Sostene, il fratello gemello di Alba, le conferma ciò che lei, in cuor suo, sapeva già. Dalla finestra della sua camera, la giovane guarda verso il giardino illuminato dalla luna, e lo vede. “Un’ombra. È papà.”
Lei vede i fantasmi. Li percepisce.
Alba soffre di epilessia, malattia che si acutizza quando accade qualcosa di spiacevole o quando c’è la luna piena.
Suo padre, Severino Carini, curava i mezzadri e i popolani. Era stato lui a presentare a sua figlia, così speciale, per le sue premonizioni e visioni, la magara Elivra.
“Severino, botanico di fama europea, alla contadina analfabeta chiedeva anche consiglio e ad Alba spiegava: <Le magare conoscono il potere delle piante meglio degli speziali.>”
La ragazza non si dà pace. Deve trovare chi ha compiuto quella barbarie, uccidendo il suo amato padre.
La madre, Giulia, “è napoletana e principessa”, una donna fredda, non amata dai calabresi. Forse è la Calabria che le chiede il conto, per non aver mai amato quella terra.
La tenuta di Donnici dovrebbe passare in eredità al figlio maschio. Ma, dopo la morte del capofamiglia, i Carini scoprono che sono pieni di debiti e che la casa potrebbe essere pignorata.
Giulia insegna a sua figlia che non bisogna mai arrendersi.
“La buona società si aspetta che i Carini scompaiano, seppelliti dalla vergogna per la sopravvenuta miseria, e in questo lei dà ragione alla madre: testa alta e comportarsi come se non fosse successo nulla.”
Alle sventure, però, non c’è mai fine. Non solo la morte di suo padre e la conseguente miseria, ora sua madre vuole darla in sposa ad Alfonso Scola, un proprietario terriero di Foggia.
La principessa Giulia è una madre emotivamente indifferente che si preoccupa solo di ciò che è concreto. Per questo, rimarca alla figlia soltanto i privilegi a cui andrà in contro con quel matrimonio: “avrai domestici, lusso, e con i soldi, indipendenza. Figli, amici, svaghi, una vita sociale, viaggi …”.
La madre la rassicura che, dopo qualche mese, gli uomini, avvenenti o meno, finiscono per essere tutti uguali. La felicità risiede nel patrimonio e nella sicurezza economica.
Nel frattempo, Sostene commette un omicidio. Una pazzia. Qualcuno lo ha visto. Stanno venendo a prenderlo. Deve scappare. Si rifugia sulla Sila, zona impervia che offre rifugio a “disertori, contadini indebitati, evasi che rapiscono per riscatto o rubano”. Il ragazzo conosce bene quei luoghi impraticabili sia d’inverno che d’estate. A far paura non sono tanto gli animali selvatici, quanto i banditi.
La famiglia Carini si disfa. Sostene nascosto nella boscaglia. Giulia a Napoli per ottenere un prestito dai parenti. Alba in sposa ad Alfonso.
Il romanzo è strutturato in quattro parti. Ogni parte è dedicata ad un preciso momento dell’esistenza dei Carini.
Nella seconda parte accompagniamo Alba in Puglia, nella sua nuova residenza.
Al castello la stanno attendendo con trepidazione:
“Ma quando arriva ‘sta nuova padrona? Che però, quando scende dalla carrozza, colpisce la fantasia. Madonna come è alta, e che capelli. Capelli biondi e così lunghi qui non si sono visti mai, è l’andatura è fiera, bella femmena.”
Il soggiorno si rivela migliore di quanto Alba avesse sperato. Lei è la padrona del castello. Tutti la temono e la riveriscono.
Inizialmente, don Alfonso l’aveva sposata per esibire una “moglie di classe”, come se facesse parte dell’arredo. Eppure, lentamente, tra i coniugi si instaura un sincero affetto.
Inoltre, la baronessa si dimostra attenta alle esigenze dei contadini e alle loro precarie condizioni di salute.
La vicenda si sposta a Napoli, ove si inizia a parlare, con convinzione, di Repubblica e di Italia unita. Nel salotto dei principi Cinelli, parenti della principessa Giulia, si discorre di filosofia, di musica, di indipendenza femminile, ma anche del recente attentato a re Ferdinando e delle dilaganti idee mazziniane.
Andrea Barzini mescola, sapientemente, la storia dei gemelli Carini con i fatti storici accaduti nella città partenopea nel 1857: la spedizione di Sapri e l’impresa rivoluzionaria di Pisacane.
Sostene diventa garibaldino per vendicare “le ferite inferte dai Borboni.”
Il titolo del libro, “La congiura degli innocenti”, fa riferimento ai contadini, quelli che hanno pagato il prezzo più alto per l’annessione all’Unità d’Italia.
Un romanzo ricco di vicende storiche e familiari; di personaggi che si spostano da Cosenza, a Napoli, a Parigi, per poi fare ritorno nella loro terra natia. Due fratelli, la cui esistenza è stata segnata da ostacoli, drammi, vendette e rinascite.
“In che misterioso paese vive, pensa Alba, dove nulla è come sembra e ogni cosa è pronta a cambiare colore.”
Ringrazio la CE, Edizioni Piemme, per la gradita copia cartacea.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.