La città dalle finestre chiuse
Narrativa
Les Flâneurs Edizioni
30 Gennaio 2026
Cartaceo/Digitale
360
Gabriella ha tredici anni, una mente brillante, ideali forti e una sensibilità che la allontana dai coetanei. Una mattina si getta dal nono piano di un palazzo di fronte alla scuola. Per la sua famiglia, i compagni, gli insegnanti, è uno shock che lascia sgomenti e inerti. Ma la domanda resta: perché? Nel cuore di una Taranto sospesa tra bellezza e devastazione, i genitori di Gabriella iniziano a interrogarsi: sulla scuola che non ha compreso la loro figlia, sulle amicizie diventate ostili, sul lessico famigliare che non basta a trattenere, a proteggere, a salvare. Con una voce limpida, tesa e partecipe, Sara Notaristefano racconta una tragedia familiare che si fa questione collettiva, affondando lo sguardo nelle pieghe dell’adolescenza e nel silenzio degli adulti.
“La città dalle finestre chiuse” di Sara Notaristefano. 
Il nuovo millennio, ma Taranto è ferma al passato.
Gli adulti sembrano rassegnati a questo mondo, crescendo figli in una terra morta e anonima. Ma Gabriella non accetta tutto questo: cresce ispirata a un cambiamento. E mentre le sue idee diventano tanto grandi da sorprendere tutti, il suo mondo diventa sempre più piccolo.
“Viviamo tempi difficili, soprattutto peri i più giovani, immersi in una realtà superficiale e corrotta. Quali punti di riferimento hanno? Prima c’erano le parrocchie, gli oratori gli intellettuali. Perfino la scuola era diversa, era considerata importante. Adesso? Che cosa è davvero importante? Il denaro. La visibilità.”
Gabriella ha 13 anni e scuote una cittadina intera, costretta a fare i conti con una realtà che non si vuol vedere. Una realtà in cui ci si chiede quanto lo sguardo di ognuno sia realmente aperto verso l’altro, anziché orientato solo verso se stessi.
“La città dalle finestre chiuse”, Les Flàneurs edizioni, è ben scritto, con ogni parola e ogni passaggio al posto giusto, soprattutto quando l’argomento principale è il suicidio di un adolescente. Una tragedia che racchiude e nasconde i dettagli di una città tanto amata quanto abbandonata. Gabriella, nel suo gesto triste e spudorato, lancia un grido in una città che rimane muta davanti a molte ingiustizie.
“<Taranto era il paradiso terrestre. Dio non crea inferni. E’ l’uomo. La gente sta perdendo la fede. Purtroppo, anche a Taranto, ormai ci sono troppe persone atee e troppi stranieri di altre religioni quindi Dio sta volgendo il suo sguardo altrove.> Non dimenticherò mai la risposta dello zio: <Di quante preghiere avrebbe bisogno per tornare a guardare da questa parte? O forse non ci vede a causa delle emissioni industriali?> Silenzio.”
La narrazione di Sara Notaristefano:
Scorrendo le pagine, si segue bene il filo della storia, ogni protagonista ha lo spazio giusto per dare carattere alla narrazione. Sara Notaristefano dà alla famiglia un importante ruolo, da colpevole a vittima di un gesto che sconvolge una cittadina abituata a non guardare oltre e a far apparire solo il bello.
Quarantuno capitoli, tutti ben suddivisi e con una grande forza di coinvolgimento emotivo e vitale. Ogni capitolo è sorretto da una forma di pensiero forte, reale e aggressiva verso un aspetto di vita dal quale si vogliono chiudere gli occhi. Pieni di forma di pensiero dei protagonisti e dei discorsi che fanno entrare nel vivo della storia.
Perché “La città dalle finestre chiuse” non racconta solo di una famiglia, ma anche della società in cui viviamo, delle scuole in cui cresciamo i nostri figli e delle realtà che gli presentiamo.
Un grido di battaglia che urla tra le righe di un romanzo.
Leggere “La città delle finestre chiuse” mi ha molto emozionata e rattristata. Sono trattati argomenti messi in discussione da tanti anni, ma che si preferisce nascondere con un velo. Questo romanzo racchiude diversi fuochi che bisogna essere pronti ad accogliere e affrontare.
La parte emotiva è la più forte, quella che ti trasporta nella lettura, ma l’identità territoriale è quella che rimane intensa e ti fa porre qualche domanda.

Ciao, sono Alice! Sono una sognatrice con un cuore pieno di parole e un’anima da scrittrice. Per me, i libri sono porte che si aprono su mondi infiniti, dove le storie danzano tra le pagine e le emozioni prendono vita. Amo perdermi nelle trame, scoprire nuovi personaggi e lasciarmi trasportare dalle parole. La scrittura è la mia passione, il mio rifugio, il mio modo di raccontare il mondo.
Questo libro tratta un argomento tanto importante quanto potente.. grazie per averci dato un tuo punto di vista! Sempre preciso ed attento ❤️