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Recensione: La casa di velluto e cristallo di Katherine Howe. Salani editore

La casa di velluto e cristallo Book Cover La casa di velluto e cristallo
Katherine Howe
romanzo
Salani editore
17 gennaio 2013
ebook, cartaceo

14 aprile 1912. Ellen Allston e sua figlia Eulah si godono i fasti dell'alta società in una sfarzosa sala da ballo del Titanic, ignare della tragedia che travolgerà i loro destini. Boston, tre anni dopo. Sibyl Allston partecipa alle sedute spiritiche tenute in casa di una veggente nel disperato tentativo di contattare la madre e la sorella scomparse. Rimasta l'unica donna in famiglia, ormai 'troppo vecchia per sposarsi', Sibyl indossa con riluttanza i panni di un'impeccabile padrona di casa, rassegnata a fare ciò che tutti si aspettano da lei. Mentre l'amicizia per il suo amico Ben si trasforma lentamente in qualcosa di diverso, in una fumeria di Chinatown Sibyl interroga una sfera divinatoria e vede cose sconvolgenti e misteriose. La poppa di una nave nella sfera di cristallo è il confine tra passato e futuro, tra sogno e realtà. Esplorando le sue nuove, inquietanti facoltà Sibyl inizia un viaggio in cerca di se stessa che la porta, sulle tracce della storia familiare, a imbattersi in un segreto da lungo tempo custodito... Una storia di amore e mistero, intrigo e occulto in un'accurata ricostruzione della società americana agli inizi del Novecento. Una donna tenera e sorprendente, tenace e indomabile. Una battaglia tra fato e libertà, nel disperato tentativo di trovare la strada giusta per vivere la propria vita...

Una battaglia tra fato e libertà, nel disperato tentativo di trovare la strada giusta per vivere la propria vita…

 

RECENSIONE

14 – 15 aprile 1912 nord Atlantico

Aprile – maggio 1915 Boston

8 – 9 giugno 1868 Shanghai

Tre luoghi e tre tempi così diversi tra loro ma che hanno segnato profondamente le sorti e la vita della famiglia Allston. L’intreccio di realtà e fantasia, di fatti storici e occulto fanno di questo lungo romanzo un libro che si legge con l’impazienza di capire cos’altro potrà accadere. Il prologo inganna parecchio perchè il sottotitolo è “Nord Atlantico. Viaggio inaugurale. 14 aprile 1912” e dalle prime battute si capisce che siamo a bordo del Titanic nella zona di prima classe. Potreste pensare a un altro romanzo riguardante questa grande tragedia? Invece no! Questo evento è solo uno di quelli che indelebilmente segnerà la vita di Sibyl, la nostra protagonista, e della sua famiglia altolocata bostoniana.

Sibyl ha un potere che sarà anche il suo problema più grosso ed è anche lo stesso che ha il padre, Harlan Alliston, e che lo ha portato ad essere l’uomo austero che ha fatto crescere tre figli con poco affetto e tante regole.  La nostra protagonista è una giovane di inizio ‘900 che vive le agiatezze del suo stato sociale ma che si distacca dalle regole per cercare una risposta al suo dolore.  Descritta con novizia di particolari la ritroviamo in ogni pagina e riconosciamo il suo carattere insicuro e i suo vestiti fuori moda. Accanto a lei Benton, il suo non compagno, l’uomo che  avrebbe dovuto essere quello del “per sempre”, ma che fatti esterni lo hanno allontanato. Baffi, cappello giacca… lo immaginiamo come potremmo aver visto un personaggio del genere in un film.

Il romanzo è ben scritto, i passaggi di tempo e di luogo sono ben strutturati e non fanno confondere il lettore che comunque si trova immerso in realtà completamente diverse fino ad arrivare ai campi di battaglia della prima guerra mondiale. Da sottolineare un paio di refusi.

Per quanto concerne la cover ho apprezzato il Titanic all’interno della sfera mentre non riesco a ritrovare nell’immagine della ragazza la nostra protagonista a meno che sia stato fatto uno studio grafico per rappresentare uno dei personaggi ma non il principale.

 

L’AUTORE

Katherine Howe

Laureata in Storia a Harvard, è la discendente di Elizabeth Howe ed Elizabeth Proctor, due donne che subirono il processo per stregoneria a Salem alla fine del diciassettesimo secolo.
“Nel 2005 stavo studiando per il mio esame universitario di qualifica – ci ha detto la Howe in un’intervista che potete leggere su Wuz.it – ed ero stressata. L’unico modo di sfuggire allo stress era quello di raccontarmi una storia. In passato avevo scritto delle cose, ma solo per me. Ora mi domandavo in quale maniera veniva vissuta la magia nel secolo XVII, se veramente credevano nella stregoneria. Mi sembrava interessante una storia in cui si parlava di come i coloni consideravano la magia”. E così è nato il suo primo romanzo Le figlie del libro perduto (The Physick Book of Deliverance Dane) che ha ricevuto grandissimi consensi di pubblico e di critica, consigliato dai librai indipendenti americani. In Italia è pubblicata da Salani.

 

Leggo per diletto qualsiasi genere; è sempre stata una mia grande passione. Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia... fantasy! Il mio primo libro è... Eterno

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