La casa delle bambole rotte
Gialli e Thriller
Homo Scrivens
01/05/2026
Cartaceo
246
Immagina che un giorno, senza un motivo apparente, tutti comincino a guardarti con astio e riprovazione. Che ogni sguardo diventi un giudizio, ogni parola un sospetto, come se un’intera città ce l’avesse con te per ragioni oscure. È ciò che accade, in una luminosa mattina di marzo, al professor Amedeo Barale, docente di filosofia arrivato da pochi mesi a Viareggio. Ma questo è solo l’inizio di una catena di fatti stravaganti e inquietanti, apparentemente senza un nesso tra loro. Le circostanze sembrano inchiodare Barale a un reato ignobile. Eppure, qualcosa non torna. A occuparsi del caso è l’ispettrice capo Vera Morelli, che abita in un folle condominio popolato da nerd, bambine rumorose e simpaticissime, famiglie sgangherate e altri personaggi improbabili.
“La casa delle bambole rotte” di Emanuele Faconti non è il thriller che ti aspetti. È molto di più.
241 pagine di fiato sospeso dove una giovane ispettrice di polizia, Vera Morelli, si trova ad affrontare le indagini su un killer che sta intrappolando la città nella sua ragnatela. Un caso che scava in un passato con ferite ancora aperte e in un presente che brucia.
Dove ci troviamo e con chi!?
Ci muoviamo tra le mura di Viareggio, una città normale, dove “tutto sembra niente e niente è tutto”. E’ proprio in questa città che l’indagine prende forma, tra il commissariato e le mura di una città dove la vita di quartiere è ancora viva.
Tra quelle strade vive un professore. Amedeo Barale. Voce pacata, modi gentili, sempre pronto a un saluto e a un sorriso. L’uomo che tutti stimano, il collega che tutti vorrebbero.
Eppure, una mattina il suo nome finisce su tutti i giornali, viene accusato di un crimine gravissimo. Da quel momento il passato di Barale viene aperto come un cassetto e dentro non ci sono solo appunti e libri. Ci sono scheletri. Il professore sembra il colpevole perfetto.
Sarà l’ispettrice Morelli a scavare fino in fondo a questa storia. Giovane donna pronta ad affrontare il pericolo pur di avere giustizia e verità. È tenace ma umana. Indaga. La sua forza sta nella gentilezza. Nel chiedere, nell’ascoltare, nel non giudicare subito.
Le indagini si muovono veloci. Dal freddo del commissariato alle strade umide, fino a salire le scale di un vecchio palazzo, con l’odore di caffè la mattina e le voci che rimbombano nel cortile. Qui i vicini si conoscono, si spiano, si proteggono. Ed è proprio tra queste mura che il mistero diventa più fitto.
“<Sa> proseguì lui <nella mia carriera ho subito molte provocazioni. Parlo di quelle vere, dei mafiosi che ti ridono in faccia vantandosi di aver ammazzato un tuo collega. Dovevo stringere i denti e infilare le unghie nel legno della scrivania per non reagire. Ma ciò che vogliono è proprio renderti come loro. E noi non dobbiamo mai essere come loro!>.”
Cosa ho amato di più
Quello che amo del libro di Emanuele Faconti sono le persone. Non ci sono solo poliziotti e sospettati. Ci sono vicini di casa, amici e colleghi. Persone “normali” che con un gesto piccolo tengono in piedi gli altri.
Tra tutti spicca Lucio. Una figura fondamentale: non è solo un vicino, è sostegno, amicizia, fratellanza. Rappresenta quel piccolo ma importante contributo della gente comune che ti aiuta ad affrontare la vita e non solo.
Stile e sensazioni
Faconti scrive veloce, a colpi di dialoghi. Non si sofferma, ti prende per mano e ti fa correre. Non descrive le stanze, ti fa entrare nelle stanze. Pagina dopo pagina ti nasce la curiosità e non riesci più a chiudere il libro. Ti lascia senza respiro.
Il ritmo è alto, ed è impossibile non chiedersi fino all’ultima riga: chi sta dicendo la verità?
“La casa delle bambole rotte” è un thriller sì, ma è soprattutto una storia di persone. Di una poliziotta che indaga, ma anche di un palazzo che regge.
Consigliatissimo se cercate fiato sospeso e cuore.

Ciao, sono Alice! Sono una sognatrice con un cuore pieno di parole e un’anima da scrittrice. Per me, i libri sono porte che si aprono su mondi infiniti, dove le storie danzano tra le pagine e le emozioni prendono vita. Amo perdermi nelle trame, scoprire nuovi personaggi e lasciarmi trasportare dalle parole. La scrittura è la mia passione, il mio rifugio, il mio modo di raccontare il mondo.