La casa del priore
Thriller
Edizioni Il Vento Antico
novembre 2017
cartaceo, ebook
204
I vaccini nuocciono alla salute? Davvero esistono – e si possono identificare – individui predisposti ai danni da vaccinazione? Quale imprevedibile segreto si nasconde dietro la crociata del professor Regis contro uno dei più grandi successi della medicina?
Il dott. Ivano Divizia e la sua assistente Fiorella Bracco si trovano coinvolti nelle vicende del Progetto HLA, una colossale operazione di ricerca genetica che da Imperia dilaga a macchia d’olio in tutto il Paese, sconvolgendo l’opinione pubblica e il mondo scientifico.
Fulcro della vicenda è “La Casa del Priore”, ex canonica benedettina del XV secolo e ora ristorante esclusivo. L’inquietante costruzione sembra animata di volontà propria. Chiunque ne varchi la soglia, soccombe al suo richiamo ipnotico.
La Casa del Priore è un mistery atipico che mescola tecniche genetiche, cronache medievali, potere perverso dei media, torbidi legami, amori inconfessabili.
Un romanzo che tratta di una storia attuale, una vicenda spinosa nella quale la sanità è vista come un drago sputa fuoco.
Vaccini, ma non solo. La vicenda ha le sfumature di un mistery, dove un oscuro passato risorge dalle tenebre fino a che realtà e fantasia si fondono e il lettore non sa più dove finisce l’una e inizia l’altra.
Un libro che non può mancare nella biblioteca degli amanti dei thriller e del mistero.
«Ti aspettavo sai? Sei in ritardo».
Cinque dita nodose poggiano con forza sulla sua spalla…Una figura torreggiante incombe su di lui.
«Aspettava…me?…Chi siete?» domanda… «Non sapevo ci fosse qualcuno quaggiù», insiste.
«Qualcuno ci sarà sempre. Tu sei qui proprio per questo».
…«E cosi mi aspettavate»
«Da trecento anni!»
In “La casa del Priore”, Ivano Divizia tutto si sarebbe aspettato dal suo lavoro tranne di dover andare dietro alle fantasiose teorie di un dermatologo egocentrico, che si serve delle paure intrinseche della persone per crearsi il suo angolo di notorietà.
Ma lui non ci sta! Nonostante i suoi superiori, per meri interessi economici, lo abbiano messo a capo di questa assurda crociata no-vax, non se la sente di appoggiare i vaneggiamenti di quell’uomo. Non è solo una questione di correttezza la sua; come medico si sente in dovere di non danneggiare la popolazione facendo filtrare messaggi sbagliati.
Se almeno la stampa non desse così tanta visibilità a questo professore spuntato dal nulla!
Dal canto suo, l’esimio dermatologo sa ben lavorarsi il suo pubblico, facendo leva sulle insicurezze e sull’amore che i genitori nutrono per i propri bambini.
E per farlo non si pone limiti. È disposto a comprarsi anche il laboratorio di analisi dove Ivano lavora, in previsione di un profitto che lo risarcisca di ogni centesimo che uscirà dalle sue tasche. Quando si sente il profumo del denaro chi non è disposto a chiudere un occhio?
Ma qual è la teoria che l’avido professor Regis vuole a tutti i costi far passare per veritiera?
«Alcuni anni or sono mi sono posto un obbiettivo ambizioso: portare alla conoscenza del pubblico una posizione critica sulla medicina ufficiale. L’iniziativa non ha legami con aziende farmaceutiche, istituti di ricerca o enti governativi. Capirete presto l’importanza di questo punto. Molte posizioni scientifiche, spacciate per obbiettive, altro non sono che l’espressione di interessi economici forti… le vaccinazioni sono un buon esempio di quanto dico. Noi prenderemo in esame i dati più recenti e sveleremo l’inganno» – La casa del Priore
Dall’alto della sua cattedra e dell’esperienza, non verificabile, in materia, l’illustre professore afferma che i vaccini in età pediatrica arrechino gravi danni ai piccoli inoculati, arrivando a portare alla morte alcuni di loro. Peccato che, a suo favore, non esista alcuna tesi scientifica che lo dimostri; al contrario, sono tanti i lavori regolarmente pubblicati, da medici anche di una certa fama, che mettono in luce i benefici che la copertura vaccinale porta.

Riuscirà Ivano a scoperchiare la grande mole di fandonie che Regis vuole far digerire al mondo intero?
Ad aiutarlo nelle sue indagini avrà Fiorella al suo fianco. Lei è la donna che ama, ma non è ben sicuro dei sentimenti della ragazza nei suoi confronti. Spesso la sente distante, lontana, e non riesce a capire il perché. Vorrebbe che Fiorella si confidasse con lui, ma d’altronde lui riuscirà a confessarsi con lei?
Ha qualcosa da nascondere il nostro giovane dottore, qualcosa che sfugge anche alla sua comprensione. Quell’episodio avvenuto con Victoria, uno dei suoi superiori, in quel parcheggio, lo vorrebbe dimenticare, ma non ci riesce. Lei lo ha fatto, non ha neanche il minimo ricordo di quella notte. Lo capisce da come continua a comportarsi con lui quotidianamente.
Quella sera la donna pareva un’altra, eppure non aveva bevuto. Avevano cenato a La Casa del Priore. Strane sensazioni avevano accompagnato la permanenza di Ivano in quel ristorante. Sentiva che là dentro accadeva qualcosa di inspiegabile, ma cosa non lo capiva.
La conferma alle sue paure arriva dopo l’ennesima cena, stavolta con Fiorella e Annamaria, una leale sostenitrice del dottor Regis. Quella notte il giovane non riesce a sottrarsi all’atmosfera creatasi: si trova coinvolto nei giochi erotici delle due donne e, una volta risvegliatosi, si rende conto che, anche stavolta l’unico, a ricordare gli avvenimenti è lui.
Doveva stare lontano da quell’edificio, suo padre glielo aveva chiesto prima di morire. Ma ormai il danno è fatto. Ora vuole a tutti i costi scoprire quale segreto si nasconde tra le sue mura.

Spero di essere riuscita a riassumere la storia di “La casa del Priore” senza svelare troppo. Voglio lasciarvi il piacere della scoperta.
Chi ama il thriller si sentirà senza dubbio attratto da questo libro. Non mancano i colpi di scena, mistero e azione si mescolano dando vita a una trama a tratti complessa per una come me che ama le cose più lineari.
Vi chiederete perché ho voluto leggerlo visto che il genere non rientra trai miei preferiti. Beh, oltre al fatto che, a parer mio, ogni tanto bisogna anche uscire dalla propria comfort zone, senza dubbio questo libro mi ha attirata per le tematiche così attuali che affronta.
Al giorno d’oggi non c’è un solo notiziario che non parli di vaccini, manifestazioni no-vax, consensi o dissensi all’obbligatorietà vaccinale. Si sente veramente di tutto, a volte mi stupisco vedendo fin dove può arrivare la fantasia umana.

La stampa assume un ruolo cardine nella campagna di informazione/disinformazione che ci viene propinata continuamente, anche senza che ce ne rendiamo conto. Il risultato? Beh, è un po’ come quello che succede nel nostro romanzo: ognuno crede a ciò che più gli fa comodo senza accertarsi della veridicità di ciò che viene detto.
Secondo voi qual è il ruolo dei giornalisti in un mondo connesso come il nostro?
E dei social che opinione avete? L’avere accesso a tutto e al contrario di tutto, non porta, in un certo senso, ad accrescere confusione nelle persone? A parer vostro dovrebbe esistere un organo che vigila su ciò che viene scritto o questo significherebbe limitare la libertà di opinione?
Sono tante le domande che “La casa del Priore” ha suscitato in me. Gli autori, d’altronde, hanno scelto, inconsapevolmente, il momento migliore per ristamparlo. Le prime copie di “La casa del priore” vennero messe in vendita nel lontano 2006, ma vista l’importanza dei temi trattati si era ben pensato di riportarlo in auge nel 2017. Certo non potevano immaginare quello che sarebbe accaduto di lì a pochi anni.
Questo dimostra solamente che i problemi che oggi vengono gridati ai quattro venti in realtà ci sono sempre stati, e che, a causa di tanta rabbia repressa incamerata, basta un niente per farli esplodere.
Maurizio Lanterni e Lilli Luini ne erano già consapevoli da tempo. Grazie al loro mestiere, pediatra lui, sociologa lei, avevano già capito quanto l’opinione pubblica fosse sensibile a questi argomenti. Sono stati abili nel costruirci attorno una storia ben imbevuta di mistero, che porta anche le persone come me, un po’ restie a leggere i thriller, a trovarsi piacevolmente coinvolte.
Ora tocca a voi appassionati del genere dargli un’occhiata. Sicuramente in essa troverete tanti elementi che a me sono sfuggiti. Aspetto la vostra recensione… ahahah!
Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro
trovando scialbo ciò che non colora,
Sono emozione che con la penna divora
il bianco candido di un libro vissuto…