La casa del diavolo Book Cover La casa del diavolo
Nicola Rocca
Thriller
self published
2018
Ebook/Cartaceo

C’è qualcosa di strano nella casa del vecchio Ardemagni. Quella villetta è la tana del demonio? Il vecchio se la dà a gambe, facendosi ricoverare in una clinica psichiatrica. Meglio pazzo che posseduto! L’abitazione viene acquistata da una coppia di coniugi. Tutto tranquillo, per qualche tempo. Quando la donna viene ritrovata morta, però, le parole del vecchio tornano a galla, risuonando nella testa dell’unico indagato: il marito della vittima.
Entrò in casa e si chiuse la porta alle spalle.
Fu aggredito da un ricordo. Il viso cinereo di Sofia, l’ultima volta che l’aveva vista. Prima di murarne il cadavere.
L’uomo sentì la rabbia montargli dentro, come un vortice impazzito.
“Eccomi, lurido bastardo!” gridò. “Sono tornato! E sono qui per ucciderti!”
L’eco delle parole rimbombò nel soggiorno.
“Tutti i nodi vengono al pettine. È solo questione di tempo.”
L’uomo si guardò attorno, studiando la prossima mossa.
“E ora quel tempo è arrivato.”
Ancora un passo, in quella casa sconosciuta. Sotto la pelle l’onnipotenza di chi non ha più niente da perdere.
“Sono tornato” ripeté. “E sono qui per ucciderti!”

“I veri pazzi sono fuori”
Alda Merini

Ma il diavolo esiste per davvero? O, forse, è solo una figura che fa comodo all’uomo per poter dare la colpa a ciò che non si riesce a comprendere?

 

“La casa del diavolo” è un gran bel thriller. Una storia coinvolgente, che mette il lettore davanti alla paura forse più diffusa dopo quella del buio: la presenza del diavolo.

Ma il diavolo esiste per davvero? O, forse, è solo una figura che fa comodo all’uomo per poter dare la colpa a ciò che non si riesce a comprendere?

In questo racconto che fa l’occhiolino ai grandi thriller psicologici di autori come Tess Gerritsen, Dennis Lehane o Donato Carrisi, questo grande dubbio è affrontato in maniera molto matura. La vicenda narrata lambisce il paranormale ma non oltrepassa mai il confine, seppur sottilissimo, che lo separa dalla realtà.
La morte è affiancata, in quello che è un eterno dualismo, dall’amore. Un amore che nulla ha di sano o di romantico, un amore che non vive e cresce per l’amore ma solo per un malato bisogno di possedere un affetto, potremmo dire, diabolico.

Altro aspetto affrontato in maniera egregia dall’autore è quello della visione distorta che la nostra società riserva a ciò che non si riesce a comprendere. Così, chi canta fuori dal coro è considerato un pazzo, un folle da emarginare e, se possibile, rinchiudere affinché non possa, con la sua pazzia, contagiare qualcun altro.

Il racconto scorre talmente bene che la lettura non è mai pesante, nonostante la tensione, quasi palpabile, che cresce scena dopo scena. L’impianto narrativo è costruito in maniera egregia, senza sbavature, senza inutili colpi di scena e con criterio e coerenza. Mai si ha l’impressione che un personaggio o una situazione siano fuori posto.

Altro punto a favore dell’autore è l’utilizzo di frasi brevi, acute, a volte pungenti che non lasciano smarrire il lettore in fastidiosi sforzi di memoria o di comprensione. La fluidità con cui scorrono le pagine segnano indiscutibilmente il pathos che accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina.

La caratterizzazione dei personaggi non è stata, secondo me volutamente, approfondita. Questa trovata espositiva riesce, quasi paradossalmente, ad aiutare il lettore a immedesimarsi non in uno ma in più personaggi, sia in quelli che credono in una vicenda “paranormale” sia in quelli (vedi il commissario di polizia) che restano con i piedi per terra e si danno da fare per trovare il colpevole in carne e ossa.

Lettura consigliata soprattutto agli amanti del genere, a chi crede e a chi non crede al diavolo.

Un consiglio ai deboli di cuore però devo darlo: leggete alla luce del giorno e accertatevi che in casa non ci sia nessuno, qualunque rumore sentiate…potrebbe essere il diavolo…

 

 

Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Carvico. All’età di ventiquattro anni scopre la passione per la scrittura e, dopo una serie di segnalazioni e premiazioni a vari concorsi letterari nazionali, nel dicembre 2013 esordisce in narrativa con FRAMMENTI DI FOLLIA (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013).
Nel giugno 2014 si classifica al terzo posto al “Premio Nazionale Ignazio Russo 2013” con il racconto L’unica soluzione possibile.
Nel luglio 2014 esce il thriller CHI ERA MIO PADRE?, il suo primo romanzo, che spacca in due la critica dei lettori. E’ questo, infatti, il motivo che spinge l’autore, a distanza di qualche mese, a pubblicare una seconda edizione rivista e corretta.
Nel dicembre dello stesso anno pubblica, esclusivamente in versione digitale, il racconto COLD CASE – IL DIARIO DEGLI OMICIDI IRRISOLTI.

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