La casa dei cinque ciliegi
Giallo
inknot
3 giugno 2025
Cartaceo, ebook
228
In una calda giornata primaverile viene trovato lo scheletro di un bambino adagiato ai piedi di un ciliegio. Si scoprirà che si tratta del figlio dei panettieri, scomparso da qualche giorno. Nessuno è in grado di spiegare come il cadavere possa essersi ridotto in scheletro in così poco tempo. Il sindaco prova a sedare gli animi ma in paese iniziano a girare strane voci. Peggiora la situazione un racconto pubblicato qualche anno prima, che narra episodi simili legati a una strana entità. Il dolore, la paura, la voglia di giustizia, i messaggi virali sui social, un giornalismo sensazionalistico focalizzato al clickbait, condurranno gli abitanti del paese verso una brutta china. Chi avrà ucciso Giulio? I fiori gialli che infestano Posivretta sono legati alla sua scomparsa? Michele Moro stupisce il lettore con un nuovo insolito intreccio. Attraverso l'espediente del giallo avanza una critica sociale alle istituzioni, ai media e al ruolo dell'opinione pubblica, troppo spesso fragile in certi contesti di crisi. Ne viene fuori una storia che denuncia come la manipolazione della realtà amplificata dai social network sia capace di rendere reale la più infima delle immaginazioni.
“La casa dei cinque ciliegi”, dello scrittore milanese Michele Moro, edito Inknot, è un giallo sorprendente e originale.
Già la trama è folgorante: un bambino, Giulio, ritrovato scheletro dopo appena qualche giorno dalla sua scomparsa, come è possibile? Cosa può essergli successo e quale ruolo hanno in questa morte misteriosa e atipica quei fiori gialli che hanno oramai infestato ogni angolo di Posivretta?
Il piccolo paesello, in apparenza tranquillo, sembra nascondere più segreti e misteri di quanto si possa immaginare, e il ciliegio a ridosso del vecchio mulino appare come un macabro monumento al male che si annida in paese. Lo scrittore, con sapiente maestria, ci fa addentrare in un mistero sempre più fitto, in una storia in cui giallo e congetture si mescolano, realtà e folle immaginazione sembrano prendersi a braccetto, illudendo, sconvolgendo e sorprendendo il lettore.
Insieme alle indagini, Michele Moro ci racconta lo sciacallaggio giornalistico che, in presenza di crimini, si fa sempre più pressante, uno dei mali del millennio in cui, la corsa alla notizia, diventa più spesso una corsa ai like, in cui sono più importanti le visualizzazioni che la verità di cronaca. Tra illazioni, ipotesi delle più fantasiose, tra sospetti e sospettati, l’autore dà il via a un’indagine che sembra un gioco di specchi. Il dolore dei genitori, che si nutre di rabbia e sensi di colpa. Uno dei temi principali della storia è che fanno di tutto per dare un senso alla morte del loro piccolo, per darsi quantomeno un’assoluzione.
“Il piccolo cespuglio di capelli biondi non sarebbe più spuntato oltre lo stipite di qualche porta, non ci sarebbero più state risate, grida, nessun “ papà vieni”, nessun Natale e nessun castello di sabbia in riva al mare. Non ci sarebbe stato più nessun Giulio a prenderlo per mano.”
Intanto il paese è in fermento, si vede il male ovunque e anche chi si conosce da sempre può essere additato come mostro. E i fiori gialli, dal profumo di limone e citronella, si insinuano come un morbo, portatori di sventura, presagio di qualcosa di terribile e oscuro.
Una narrazione fitta, ricca di eventi, un giallo intrigante e davvero originale che mi ha tenuta incollata alle pagine. “La casa dei cinque ciliegi” tiene con il fiato in gola, tra suspense e orrore, tra senso d’ aspettativa e un incastro di avvenimenti che ci conducono in un vero e proprio labirinto narrativo.
Le descrizioni dei luoghi sono vivide e pennellate con cura, e i dialoghi ,avvincenti e serrati, tengono alta l’attenzione.
“… sembrava un quadro, uno di quelli fatti da un pittore che ama inserire un dettaglio macabro in un paesaggio idilliaco. Era tutto in ordine, tutto perfetto. Il verde dei fili d’erba dava risalto al bianco immacolato del teschio, poco più grande di una grossa pigna. Tutto intorno sbocciavano degli enormi fiori giallo citrino, uno di questi era riuscito a insinuarsi tra le mascelle… La dentatura aveva gli incisivi bloccati a metà; era ciò che rimaneva del sorriso di un bambino.”
Trama e intreccio in “La casa dei cinque ciliegi”
L’autore è stato davvero molto bravo a creare un intreccio appassionante e a mixare il giallo all’ analisi della società moderna, drogata di visualizzazioni, sempre più vittima di fake news, in una guerra di like e disinformazione. L’alternanza tra realtà e mondo onirico, tra il racconto nel racconto che alla fine si interseca in un unico filo, contribuisce a spiazzare, sorprendere, affascinare e coinvolgere il lettore.
Tanti personaggi popolano questo romanzo, Giulio rimane il fulcro, vivido nel ricordo, l’amore perso di due genitore che lo vedono in ogni angolo del loro paesello; Stefano è il giornalista che cerca di andare a fondo alla vicenda, che ha ancora qualche brandello di onestà di cronaca; il maresciallo Dini è chi si trova ad affrontare qualcosa di inspiegabile che dà il via a tante altre situazioni e mette totalmente a soqquadro la tranquillità di Posivretta. Presenze misteriose, sciacalli che vogliono approfittare del male per avere successo, vittime del dolore, ogni volto sembra celare un segreto e il mistero si fa, ad ogni pagina, più fitto, fino al coup the theatre finale, davvero sensazionale.
Vi appassiona seguire le vicende di cronaca o credete che siano raccontate con troppa macabra curiosità? Dove dovrebbe fermarsi la cronaca per rispetto di una vittima?
“La pancia muoveva le persone, non la ragione. E della pancia bisognava fidarsi, non dei dati.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.