La buona samaritana
thriller
Indomitus
18 dicembre 2025
cartaceo, ebook, kindle
420
Le persone che chiamano il servizio "Ultima Fermata" sono in cerca di una ragione per vivere. Una speranza, una mano tesa per risalire dal buio. Ma chi ha la sfortuna di trovare Laura all’altro capo della linea riceve tutt’altro. Laura non vuole salvarli. Vuole che muoiano.
Dietro la sua finta voce rassicurante si nasconde in realtà una donna spezzata con una vita segnata dalla malattia, un matrimonio difficile alle spalle e un’esistenza che, a quasi quarant’anni, è intrisa di amarezza e rabbia. Parlare con chi soffre e sta peggio di lei non è una cosa difficile. Anzi la nutre, ne ha un bisogno disperato.
Ma quando Ryan, un uomo distrutto dal suicidio della moglie incinta, comincia a fare domande, il suo piano diabolico inizia a sgretolarsi. La moglie di Ryan non era sola quando ha deciso di farla finita: chi era l’uomo che è morto con lei? E perché hanno scelto di togliersi la vita insieme?
Ryan si avvicina pericolosamente alla verità, ma non sa fino a che punto Laura sia disposta a spingersi per proteggere i suoi segreti. Perché Laura è una predatrice, non è una voce di conforto. E la cosa migliore di spacciarsi per un buon samaritano è che puoi farla franca anche se commetti un omicidio.
“La buona samaritana” di John Marrs, (traduzione di Maria Pia Smiths-Jacob), edito da Indomitus, è un thriller psicologico ricco di suspense e colpi di scena.
Un buon samaritano dovrebbe essere qualcuno che ha a cuore le altre persone e cerca di prendersene cura, ma la figura che emerge da queste pagine è quanto di più lontano si possa immaginare da questa descrizione. La protagonista, infatti, non solo non aiuta gli altri, li trascina a fondo in modi impensabili e senza una via di ritorno.
John Marrs racconta la storia di una donna all’apparenza impeccabile, ma avvolta da segreti e misteri.
Laura infatti, finge di essere una perfetta casalinga, moglie e madre, ma la realtà è totalmente differente.
“Se mi danno fiducia, li ricompenserò ascoltandoli sino alla fine pur di aiutarli. Allevierò la loro sofferenza. Li libererò da tutto ciò che di cattivo c’è nella loro vita. Li salverò da loro stessi. Questo è ciò che sono: una salvatrice di anime perse.”
Laura è una donna complessa e intelligente, scaltra e vendicativa. Il suo presente e passato sono un mix di realtà, fantasia e paranoia. Laura vive in una condizione mentale precaria e riversa la sua follia su se stessa e sulle persone che hanno la sfortuna di incontrarla o condividere con lei parte della vita. Nemmeno la sua stessa famiglia è esente.
John Marrs riesce nel suo intento di rendere Laura una protagonista deplorevole. Difficile per il lettore riuscire a trovare compassione per questa donna, si può solo odiarla e temerla.
“Stavo imparando quello che molti miei coetanei già conoscevano: il dolore è il posto peggiore in cui rimanere intrappolati. È una specie di sotto-mondo nel quale sei convinto di vivere soltanto tu.”
Altro personaggio fondamentale è quello di Ryan, co-protagonista e alter ego di Laura.
L’autore trova nella narrazione alternata dei due personaggi la chiave vincente per questo romanzo. Il libro si divide in una prima parte dedicata a Laura, dove è lei a raccontare in prima persona la sua vicenda e il suo passato. La seconda parte del romanzo invece è raccontata in prima persona da Ryan, che da al lettore il suo punto di vista sulla vicenda e narra la sua storia personale. La terza parte del libro è un alternarsi continuo, capitolo per capitolo, della narrazione soggettiva di Laura e Ryan, e sul finale di altri personaggi.
Ryan è un ragazzo sui trent’anni che di colpo si trova a dover affrontare una tragedia enorme: la perdita improvvisa di sua moglie e suo figlio. La sua caparbietà e non arrendevolezza lo porterà a incrociare il suo destino a quello di Laura, e sarà uno scontro senza mezzi termini.
“La maggior parte chiama perché si aspetta di trovare un interlocutore comprensivo, che possa rassicurarli e dire che alla fine andrà tutto bene. Io non sono quella persona. So, per averlo vissuto sulla mia pelle, che non tutto si risolve per il meglio. Che talvolta le cose peggiorano. Diventano intollerabili. Ma possono metterci un punto. Devono soltanto fidarsi di me.”
L’ambientazione delle vicende è piuttosto statica; i vari eventi hanno luogo quasi unicamente a casa dei personaggi o sul loro posto di lavoro. Tuttavia, questo non crea un limite alla storia anzi, credo sia un valore aggiunto, essendo l’autore in grado di trasmettere tensione, disagio e inquietudine senza appoggiarsi troppo sui luoghi, ma solo sui personaggi e le loro menti: i veri protagonisti del romanzo.
I temi trattati sono importanti, come il suicidio e la depressione.
La trama è originale e avvincente. I personaggi sono profondi, realistici e allo stesso tempo complessi e spesso impenetrabili. La continua tensione e i colpi di scena raggiungono lo scopo per cui il lettore non vorrebbe smettere di leggere fino all’ultima pagina.

Divoratrice seriale di libri e serie tv, negli ultimi tempi sono tornata a prediligere la lettura!
Nel tempo che mi rimane, tra lavoro, famiglia, amici e caos mentale, provo a scrivere qualcosa anche io.