La biblioteca dei manoscritti perduti
Giallo storico
Newton Compton Editori
28 febbraio 2025
Cartaceo, ebook
497
Greta è una rinomata cercatrice di libri rari e preziosi, nonostante la sua popolarità sia colata a picco a causa della scomparsa della prima edizione di un Borges che doveva valutare. Affogata nei debiti e nella sfiducia dei suoi colleghi, accetta un incarico insolito: ritrovare la biblioteca della famiglia Fritz-Briones, andata perduta durante la seconda guerra mondiale. L’indagine la condurrà sino a Berlino, dove constaterà che i nazisti portarono a termine il più grande furto di libri della storia, ma non soltanto: qualcuno sta uccidendo bibliofili, librai e collezionisti di tutto il mondo per cercare di ricostruire la mitica Biblioteca della Comunità Israelitica di Roma, che fu saccheggiata e occultata dal Terzo Reich. Greta, pur intuendo che la situazione è rischiosa, non riesce a resistere. Quale amante dei libri ignorerebbe le tracce di quella leggendaria collezione? Poco importa che la sua vita potrebbe essere in pericolo. Quello che non sa è che questa avventura la porterà a scoprire una verità su sé stessa per la quale, forse, non è pronta.
“La biblioteca dei manoscritti perduti” è un romanzo ambizioso di Benito Olmo, edito da Newton Compton Editori.
La storia si basa su fatti storici realmente accaduti e romanzati dall’autore. È un libro che parla di quelle numerose biblioteche che furono saccheggiate dai nazisti e dell’impegno, spesso rischioso, dei bibliotecari per restituire le opere ai legittimi proprietari.
“La biblioteca di Dubois era meravigliosa. Gli scaffali in rovere, la moquette color porpora, la poltrona in stile Luigi XVI… La sala trasudava un’atmosfera solenne, calda come una tana, venerabile come un museo.”
La protagonista del libro è Greta, apparentemente una commessa in un negozio di libri. In realtà, quella è solo una copertura. Lei fa molto di più, in modo occulto.
“Esaminavo biblioteche, mettevo in contatto collezionisti e venditori e davo la caccia a esemplari rari e preziosi (…) Possedevo le tre virtù che, secondo Honoré de Balzac, caratterizzano il buon collezionista: “Le gambe del cervo, il tempo degli sfaccendati e la pazienza dell’israelita.”
Lei e la sorella Marla formano una squadra affiatata. La prima, sveglia e risoluta, non teme di introdursi in sgabuzzini e in magazzini polverosi. La seconda, invece, cura le ricerche informatiche e vive nel suo mondo virtuale.
Greta viene ingaggiata da Edelmiro Fritz-Briones e dalla sua anziana madre, Josephine. Qual è il reale motivo che si cela dietro questa convocazione?
“<Da quel che ho capito, se ne intende di libri>, aggiunse lui.
Era una considerazione appropriata, scelta per lasciarmi spazio e darmi l’occasione di mettere in mostra le mie conoscenze e i traguardi raggiunti, come se fossimo a un colloquio di lavoro.”
Probabilmente perché lei ha una dote rara: capisce il valore di un libro a prima vista.
Questo è il gancio che permette all’autore di affrontare il tema del libro: “vuole che ritrovi la biblioteca di suo nonno?”
Si parla di quel periodo, buio e terribile, dei campi di concentramento e delle depredazioni da parte dei nazisti. “La biblioteca dei manoscritti perduti” mostra un’accurata analisi e ricerca storica e presenta delle interessanti pagine di Storia.
“Noi tedeschi abbiamo un rapporto molto complesso con il nostro passato. È più di mezzo secolo che ci portiamo dietro il peso di quello che fecero i nostri nonni (…) C’è persino una terminologia per esprimere questo bisogno di non dimenticare (…) Vergangenheitsbewältigung, riconoscere il passato, e Kollektivschuld, colpa collettiva.”
Come potrebbe una bibliofila riuscire laddove i migliori investigatori del settore avevano fallito?
In questo romanzo viaggiamo insieme a Greta: da Berlino, a Roma, da Breslavia, a Cadice ed infine a Madrid.
È un’indagine che, oltre a travalicare i confini geografici, travalica anche quelli temporali per portarci nelle epoche che si celano dietro le copertine polverose delle opere che vengono, man mano, ritrovate.
Leggendo il romanzo si percepisce la devozione nei confronti dei libri sia da parte dei tanti personaggi con i quali Greta viene a contatto, sia da parte dello stesso autore.
Qual è il vostro libro preferito?
Quello della protagonista è “Il gioco dell’angelo” di Ruiz Zàfon.
Ammetto di aver trovato, in alcune parti del romanzo, qualche assonanza con lo stile del compianto scrittore catalano. Entrambe le storie sembrano immerse in una sorta di “alone di irrealtà.”
Consiglio il romanzo a chi ama la Storia, i libri di spionaggio storico e, in generale, a tutti voi che amate i libri.
Leggendolo avrete la sensazione di sentire “odore di carta, polvere e inchiostro.” È una storia complessa e, a tratti, rocambolesca, ma avvincente e interessante.
Cosa si arriverebbe a fare per ritrovare un libro raro?
“Alla fine, un libro vale quanto qualcuno è disposto a pagare per averlo. Come tante altre cose nella vita.”

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.