Libri,  Romanzo

Recensione: La bambina ovunque di Stefano Sgambati

La bambina ovunque Book Cover La bambina ovunque
Scrittori italiani e stranieri
Stefano Sgambati
Romanzo
Mondadori
kindle, cartaceo
144

Stefano ha trentacinque anni e tra qualche mese la sua vita cambierà per sempre. La gravidanza della moglie è il risultato di un percorso a ostacoli innescato da un fortissimo desiderio di maternità e passato per un'estenuante trafila medica: dopo la grande salita, tutto sembra procedere bene, ma allora perché Stefano non è felice? Il suo stato, nient'affatto interessante, appena degno di nota, non lo soddisfa: si sente invisibile, inutile - e per giunta braccato dal panico, un animale goffo e ingombrante che non lo lascia mai in pace -, un personaggio secondario che "rimpicciolisce sempre di più mentre la madre si diffonde nello spazio, aumenta di volume e sostanza". Un'indagine autobiografica e romanzesca che incanta, fa ridere, commuove e abbatte ogni tabù attorno alla paternità.

 

“Spesso pensavo di lei: sembra che si nutra di lampadine accese. Da qualche giorno pensavo: sembra che di quelle lampadine ora si limiti a masticare il vetro.”

RECENSIONE

Un tema delicato (e in questo caso ancor più attuale) come la precisa scelta di una coppia: il concepimento di un figlio; l’esperienza raccontata dal punto di vista del “padre”, un punto di vista che arriva in questo racconto da “un passo indietro rispetto alla madre”,  rispetto ai medici, rispetto all’area “parenti/amici/mondocircostante”, e che trasmette, fin dalle prime pagine, una quantità davvero variegata di sentimenti, di emozioni, di percezioni, anche contrastanti fra loro, descritte a mio parere in modo “evoluto” e sicuramente diverso dal solito: linguaggio preciso, d’impatto, contemporaneo, uso ironico e sapiente di metafore e flashback. Lunghe sequenze di domande e frasi divise da pochissime virgole, per fare un esempio, in alcune pagine mi hanno fatto leggere… quasi trattenendo il respiro! E mi è piaciuto.

A quanto pare così è fatto un padre: insicuro e allo sbando. (…) non percepisce i movimenti fetali, non perde per quell’istante il respiro mentre capisce che un altro essere vivente lo abita, poichè nessuno lo abita: così è fatto un padre, in un padre non c’è posto. Nè sente la vita che arriva: se la ritrova.

I personaggi che compaiono nella storia sono pochi e vengono presentati in modo schietto: riesci a figurarteli subito e a posizionarli bene all’interno del copione.

“Nazareno (…) quel suo agire bipolare (lo spettacolo delle sue conversazioni egoriferite contro la placida arrendevolezza che mostrava davanti al mare) un alternarsi interessante di vuoti da riempire e pieni da svuotare e non un vero e proprio ego da esibire.”

 “Lei” compare in ogni singola riga di testo, dal titolo ai ringraziamenti: se ne percepisce l’aura, se ne respira l’identità, è il leitmotiv che ti fa compagnia durante la lettura, anche se… il romanzo si è fatto leggere talmente in fretta che mi ritrovo indecisa se considerare questo fatto come un pregio o come un difetto. Ad ogni modo, alla fine sono andata a cercare in rete altri titoli dell’autore, desiderosa di lasciarmi coinvolgere ancora da questo interessante stile.

AUTORE

Stefano Sgambati è nato a Napoli nel 1980, ma ha sempre vissuto a Roma. Attualmente abita a Milano e si occupa di giornalismo e letteratura. Ha pubblicato un libro di racconti e due saggi narrativi. “Gli eroi imperfetti” è il suo primo romanzo.

Lettrice oserei dire compulsiva, attraverso i libri riesco a vivere miriadi di vite diverse! Passo volentieri da un thriller ad un romanzo, da un fantascientifico ad uno storico, da un distopico ad uno psicologico, scartando solamente il genere horror, che proprio non è indicato per il mio animo sensibile. Grazie ad un casuale incontro su Instagram, ho potuto avere l’onore di entrare nel gruppo de La bottega dei libri, attraverso cui sto realizzando un mio sogno di sempre: lavorare nel mondo dei book blogger.

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