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Recensione: “La baia” di Cynan Jones, 66thand2nd

La baia Book Cover La baia
Cynan Jones
Narrativa contemporanea
66thand2nd
19 marzo 2020
ebook
104

Un uomo è alla deriva: durante una tempesta un fulmine ha colpito il suo kayak, lasciandolo con un po’ d’acqua, una lenza e una padella. Disperso tra i flutti, l’uomo senza nome fatica a ricordare chi è e perché si trova lì. L’unica certezza è che qualcuno aspetta il suo ritorno, una donna. A poco a poco, riaffiorano sprazzi di memoria: era sceso in mare per pescare e spargere le ceneri del padre, mentre la moglie incinta lo aspettava nella baia. Ora galleggia tra le correnti impazzite dell’oceano e in un tempo che sembra espandersi intorno a lui. Non ha un orologio, né la consapevolezza di quanto sia lontana la
terraferma. Il ricordo sfocato della moglie lo tormenta, il fantasma del padre lo perseguita. Con una prosa tersa ed elegantemente essenziale, paragonata per l’immediatezza lirica alla lingua di Dylan Thomas, Cynan Jones rielabora in chiave originale il tema della lotta per la sopravvivenza e del rapporto tra l’uomo e le forze incontrollabili della natura. Concentrandosi su dettagli apparentemente insignificanti, e con un sapiente utilizzo di frammenti di testo e spazi bianchi, Jones tende al massimo il filo della tensione e sprofonda il lettore in un mondo misterioso e allusivo, specchio delle più insondabili parti dell’animo umano.

” L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.”

BORIS PASTERNAK

Dov’è? Come è arrivato li? Che cosa è successo? Chi è la donna che affolla la sua mente?

Queste sono le domande che si rincorrono nella testa dell’uomo che all’improvviso si trova ferito, in un kayak in mezzo al mare.

Paura, incertezza, angoscia si incrociano in questa incessante lotta per la sopravvivenza.

Mentre lotta per sopravvivere, si fanno largo nella sua mente, frammenti di ricordi che lo aiutano ad andare avanti e non lasciarsi andare. Ricordo dopo ricordo, un’unica consapevolezza si fa strada : qualcuno lo sta aspettando e deve lottare con tutto se stesso per fare ritorno.

COMMENTO PERSONALE:

È un racconto completamente privo di dialoghi perché il protagonista si trova da solo con se stesso, in compagnia solamente dei vari elementi naturali che lo circondano. Cynan Jones utilizza uno stile estremamente veloce con tratti immediati e diretti. Talmente silenzioso che le emozioni trasmesse prendono una notevole intensità, tanto che molto spesso il lettore ha la sensazione di percepire gli odori, i suoni e perfino la sofferenza che circondano l’uomo.

Tempeste sempre più potenti a causa del cambiamento climatico ...

La natura circondante è l’elemento principale della storia. Numerosi sono gli animali che vengono menzionati e che in un certo senso contribuiscono alla sua salvezza. Troviamo per primo il pesce luna che sospinge il kayak.

Il pesce luna era rimasto con lui per ore. Si può dire che lo avesse guidato. Era lungo quanto il kayak, e aveva spinto il fianco con un movimento buffo, come una mucca con un palo. Il pesce luna non si può pescare, non è commestibile, e non ha mai avuto l’istinto di fuggire dall’uomo. Forse a piacergli era il colore del kayak, la plastica scaldata dal sole. O forse qualcosa di più. Ma era rimasto a cozzare contro il kayak per ore, e così facendo l’aveva guidato; e lui non saprà mai se il pesce era stato magnanimo, se aveva evitato intenzionalmente i spingerlo al largo.

In secondo luogo, poi, ci sono i delfini che gli ricordano che deve rimanere vivo.

Il grido infantile, vicino ora, del piccolo di delfino; e la madre che rompe l’acqua, una luminosa sagoma verde che lascia un’ombra nell’aria, acqua lucida che gocciola, un bagliore, un colore che esplode tuffandosi.. di nuovo… in acqua. Il piccolo sembrava così umano. Come un neonato in una stanza al piano di spora. Rimani in vita, pensa. Una coda lucente, un triangolo meraviglioso. Devi rimanere vivo.

Infine le farfalle che vorrebbe portare in salvo.

Potrei fare la differenza, pensa. Potrei essere l’imprevisto  che la salva, qui al largo. Deve stare con me. Devo riportarla indietro.

Il tema affrontato come si evince è quello della sopravvivenza. E’ un tema molto usato, ma è la prima volta che mi capita di leggere un racconto scritto in maniera così diretta e brillante tanto da catapultare il lettore direttamente nella storia.

Una lettura strana, che ti fa perdere la cognizione del tempo. Cosa, tra l’altro, che credo intendesse davvero fare Cynan Jones attraverso la storia.

CYNAN JONES:

È autore di sei libri, pubblicati in oltre venti paesi.Con The Long Dry (La grande siccità, Isbn Edizioni, 2009) ha ricevuto il Betty Trask Award , mentre con The Dig ha vinto tra gli altri il Wales Book of the Year Fiction Prize. Nel 2017, con il racconto «The Edge of the Shoal», tratto da La baia e pubblicato sul «New Yorker», ha ricevuto il Bbc National Short Story Award. Insegna scrittura e letteratura all’Università di Aberystwyth in Galles. Nel 2020 viene tradotto in italiano per 66th and 2nd La baia.

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