Dark Romance,  Recensioni

Recensione: “King. Hai rubato il mio cuore” di T.M. Frazier, Newton Compton

King. Hai rubato il mio cuore Book Cover King. Hai rubato il mio cuore
King #3
T.M. Frazier
dark romance
Newton Compton
11 novembre 2020
cartaceo, ebook
220

Rovinata. Spezzata. Perduta.
Thia ha perso tutto. Non le resta che rivolgersi al biker che ha incontrato tanti anni prima per riscuotere il favore che lui le deve.
Il migliore amico di Bear è morto. Suo padre vuole distruggerlo. Ha cose più importanti a cui badare, e non pensava avrebbe mai rivisto la ragazzina dai capelli rosa di quella volta alla stazione di servizio. Finché il suo corpo malmenato non si accascia alla sua porta.
Mantenere la promessa fatta a Thia significa rischiare tutto, compresa la sua vita… e quel che resta del suo cuore.
Thia è tutta lividi e dolore. Bear è un duro senza legge. Tra di loro non può funzionare. È una bugia a cui stanno per fare l’errore di credere.

 

“Quando riaprii gli occhi non solo la stanza girava ancora più velocemente, ma ero anche convinto di aver visto Preppy torreggiare su di me, mi guardava dall’alto in basso con un’insolita espressione accigliata, il suo papillon turbinava diventando sempre più scuro mentre degli aloni neri riempivano il mio campo visivo”

 

Una situazione di disperazione totale e perdizione è quella che vive Bear (o forse sarebbe meglio chiamarlo Abel, ma chiariremo il perché), protagonista del terzo volume della serie King, “Hai rubato il mio cuore” di T.M. Frazier. Una vita difficile ma che era stata frutto di una sua scelta diventa, ad un certo punto, intollerabile; tutto quello che era stato e credeva di essere, viene meno; il suo modo di certezze (ma lo erano davvero?) crolla; le leggi che governavano la sua quotidianità e il rapporto con i “fratelli” non valgono più, o meglio, valgono nelle loro conseguenze più negative. La disperazione non poteva che essere dietro l’angolo, soprattutto se accompagnata da una grande perdita.

Ma dietro l’angolo di Bear, c’è anche Thia, una bambina ormai cresciuta, che, fin dal loro primo incontro, è riuscita con poche parole e pochi gesti a far emergere Abel, insito nel cuore di Bear. Qualsiasi macchia o buco nero non ha mai eliminato Abel, nonostante a condurre la propria vita era Bear, nel suo ostile mondo dei Bastards. Tra Thia e Bear, anche se a fatica, scoppia l’amore che l’autrice, invero, già ci preannuncia nel primo capitolo, ambientato diversi anni prima rispetto al corso degli eventi narrati.

Un anello segna il legame tra i due; un legame che ritornerà all’improvviso, nel momento del bisogno di entrambi; un legame che dovrà affrontare tanti problemi, legati alle vite dei due personaggi. Il finale della storia, in realtà, non è un finale. L’autrice è molto brava a lasciare sulle spine il lettore, nell’attesa del sequel di questa dilogia.

“«Lo vedrai un giorno. Avrai anche tu dei figli di cui preoccuparti, e ti renderai conto che lo psicopatico che pensavi di essere, quello con cui nessuno era abbastanza stupido da impelagarsi, dovrebbe avere una paura fo**uta dello psicopatico che potresti diventare per proteggere la tua famiglia»”

Mi sono addentrata per la prima volta in questo genere di romanzo e, nonostante la bravura dell’autrice sia nell’esposizione dei fatti che nella costruzione della trama, non credo lo rifarò. So che sono caratteristiche proprie dei dark romance, ma la scurrilità del linguaggio e la violenza di molte scene non riesco proprio a farmele piacere, nel mentre della lettura. Ovviamente, non prendo in considerazione questa mia predisposizione verso altri generi nella stesura del seguente commento. Infatti, lo stile dell’autrice, come ho accennato, è chiaro e preciso. L’alternanza dei punti di vista dei personaggi combacia perfettamente con il dipanarsi della storia, rendendo la comprensione molto agevole per il lettore, che si ritrova a leggere il libro tutto d’un fiato.

Il tempo della narrazione è molto andante; le vicende si susseguono velocemente; ho avuto, a volte, l’impressione che l’autrice volesse volontariamente portare il lettore all’ultima pagina per stupirlo (o per eccitarlo ancora di più). Consiglio, di certo, la lettura di questo romanzo agli appassionati del genere.

 

E voi cosa pensate dei dark romance?

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: