Narrativa contemporanea,  Recensioni

Recensione: “Jane va a nord” di Joe R. Lansdale, Mondadori

Jane va a nord Book Cover Jane va a nord
Joe R. Lansdale
Narrativa contemporanea
Mondadori
22 settembre 2020
cartaceo, ebook
204

Jane ha perso il lavoro in lavanderia a causa di una bustina di ketchup che ha dimenticato di togliere dalle tasche di un capo prezioso e le sue prospettive per il futuro sono decisamente scarse. Come ciliegina sulla torta, la sorella minore, che vive a nord e con cui non va d'accordo, l'ha invitata al suo matrimonio, anche se Jane sospetta che l'abbia fatto sicura che lei non avrebbe partecipato.

Questo la rende ancora più determinata ad andarci, ma la sua macchina è un rottame che cade a pezzi, impossibile da utilizzare per un tragitto così lungo. Inaspettatamente Jane trova una compagna di viaggio particolare, una donna scontrosa e con un occhio fuori uso di nome Henry, che vuole andare a nord per consultare un'oculista in grado di risolverle il problema e che mette a disposizione la sua auto. Il rapporto tra le due non inizia certo nel migliore dei modi, tra lanci di biscotti duri come il cemento e cespugli di rose distrutti. Se si aggiungono i ricordi di un rapporto sessuale con un predicatore ubriaco nel retro di una chiesa, una corsa nuda lungo la sponda di un torrente, matrimoni falliti e una scarpa dove nascondere i soldi, Jane e Henry sono assolutamente pronte a partire, come due bizzarre Thelma e Louise.

Lungo la strada incontrano schiavisti, rapitori, ladri di mutandine, una cantante country di scarso successo di nome Cheryle e si dedicano anche alla ricerca del Super Toaster, uno speciale tostapane a quattro fette. È un viaggio incredibile che, tra furgoncini per il bestiame, un'auto rubata e una decappottabile, segnerà l'inizio di un'amicizia unica.

“Adesso desiderava di aver sognato qualcosa di più solido, tipo una carriera come si deve, ma come per il matrimonio i sogni restavano sogni, e la realtà era che aveva trent’anni ed era disoccupata, e seduta accanto a lei c’era una donna con un occhio che vagava, un buon braccio da lanciatore e una personalità instabile, tutte cose ben lontane da qualsiasi sua aspettativa”

Jane ha ormai trent’anni, vive in una roulotte ed è sempre stata considerata un’outsider dalla sua famiglia. L’invito al matrimonio della sorella minore la coglie di sorpresa anche se è evidente che si è trattato di un atto formale e nessuno si aspetta che Jane vi partecipi. Ma lei proprio perché sa di non essere attesa si assesta sulla determinazione di prendervi parte, quasi fosse un modo per dimostrare ancora una volta che “se provavi a dissuaderla da qualcosa, potevi star sicuro che l’avrebbe fatto”.

Il grosso problema che Jane si trova ad affrontare però è il fatto di essere quasi al verde, dato che recentemente è stata licenziata dalla lavanderia dove era impiegata e di non avere un mezzo adatto per raggiungere la città del nord dove si terrà il matrimonio. Per tale motivo cerca su una bacheca all’uopo istituita all’interno del college, un annuncio per condividere un passaggio; si ritrova così a rispondere a quello di Henrietta, che però si fa chiamare Henry, dal carattere estremamente irascibile e dal fisico giunonico e provvista di un occhio malato che non smette mai di muoversi in tutte le direzioni. Anche la destinazione di Henry è il nord, dove deve recarsi per un intervento che, fa sapere a Jane, dovrebbe sistemare il problema dell’occhio, ma che alla fine del romanzo si rivelerà essere ben altro.

Le due outsider su una sgangherata automobile iniziano così il loro viaggio, dai toni picareschi, verso nord: macinano chilometri su chilometri, mentre sono impegnate a districarsi in una serie di disavventure improbabili, inseguimenti e rapimenti, incontri con personaggi surreali, come ad esempio Terry, l’uomo in carrozzina che autoproclamatosi Sindaco di un supermercato della catena Save Mart le costringe ad accompagnarlo a casa dopo una serie di incidenti fuori dall’ordinario.

Nel turbinio di queste avventure la mascolina Henry e la sfortunata Jane sono costrette a fronteggiarsi, avendo due caratteri diversi seppur accomunate da vite segnate dalle difficoltà; allo stesso tempo,  però, cominciano anche ad apprezzare le qualità l’una dell’altra tanto da instaurare un rapporto che, chilometro dopo chilometro, disavvenuta dopo disavventura, diventa un legame di amicizia.

Infarcito di humor nero, il romanzo è caratterizzato dalle figure femminili. Oltre alle due protagoniste, spiccano, dietro al loro rocambolesco rapimento, il cattivo di turno che altri non è se non un donnone di nome Mumu che si trascina dietro una bombola d’ossigeno e che è la mente di un’organizzazione che recluta donne, per lo più ispaniche, al fine di impiegarle sulle navi da crociera, mentre il suo opposto, ovvero il personaggio buono che aiuterà Jane ed Henry ad arrivare a destinazione, quando si ritrovano senza automobile, è Cheryle, una cantante country di mediocre successo, ma dal particolare fascino con i suoi capelli rossi e gli occhi verdi.

Quanto più risalta nel personaggio di Jane, dal cui punto di vista procede la narrazione, è proprio la determinazione a vivere la sua vita, a dispetto di tutto e di tutti e soprattutto nella voglia di affermare la propria particolarità anche nei confronti della famiglia, specialmente delle sue sorelle che appaiono come modelli di normalità e perfezione. Pur nelle sue difficoltà e stramberie, Jane rappresenta infatti la forza ed il coraggio di chi decide di scegliere un tipo di vita che dagli altri viene considerato diverso e difficile da condividere.

Correndo con la sgangherata automobile verso la sua destinazione, mentre continua a pensare al regalo migliore per la sorella (alla fine si deciderà per un tostapane super accessoriato), e al fianco di Henry che, alla fine, farà emergere la sua vera identità, Jane stabilisce, dunque, la sua femminilità e il suo modo di vedere la vita, dove il viaggio che ha intrapreso, alla fin fine, rappresenta una sorta di autodefinizione del sé.

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