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Recensione: “Isolati” di Iris Bonetti, Self-publishing

Isolati Book Cover Isolati
Iris Bonetti
Narrativa
Self-publishing
Dicembre 2019
cartaceo, ebook
488

Cinque uomini e una donna, uno scrittore irlandese, un chirurgo francese, uno studente spagnolo, un poliziotto canadese, un narco trafficante messicano e un'aspirante attrice americana si trovano su un volo diretto in Indonesia, che fatalmente precipita nel mezzo dell'Oceano Indiano. Naufragano sulle spiagge di un'isola sconosciuta dove, andando alla ricerca dei superstiti, si incontrano.

Da quel momento lottano per sopravvivere affidandosi unicamente alle loro forze. Emergono le loro capacità, debolezze e istinti, insieme al vissuto che ognuno si porta dentro e che condiziona le loro azioni, fino a offuscare il confine tra il bene e il male.

Avril, unica donna, costretta a subire queste dinamiche decide di fuggire, scoprendo così che non sono soli: una tribù di selvaggi compie dei macabri rituali nella giungla. La spiaggia non è più un luogo sicuro e sono quindi costretti a cercarne un altro, addentrandosi nella foresta e affrontando innumerevoli insidie. Tuttavia non sanno che l'isola nasconde ben altro.

“27 dicembre ora locale 10:20. Il volo 962 della Qatar Airlines perse il contatto… 318 i passeggeri a bordo. L’aereo si inabissò nell’Oceano Indiano e non venne mai trovato…Passò un lungo periodo prima che la notizia di quella sciagura fosse riesumata. Fu il giorno in cui si scoprì che sei passeggeri di quel volo erano sopravvissuti e approdati su un’isola deserta: uno scrittore, un’attrice, uno studente,  un chirurgo, un narcotrafficante e un poliziotto…”

 

Risvegliarsi sulle sabbie di un’isola all’apparenza deserta, consci di essere fortunati perché ancora vivi e allo stesso tempo disperati e smarriti. Intorno solo sabbia, sole, acqua e cadaveri di chi, magari come te, quel volo lo ha preso per poter dare una svolta alla propria vita e invece le nubi che avvolgevano quel briciolo di speranza si sono dissolte tra le acque di un mare eterno. Guardarsi intorno, soli, in un paradiso sconosciuto che potrebbe trasformarsi in una tomba molto presto. E poi una voce, uno sguardo, qualcun altro è sopravvissuto!

Questo succede a  Ryan, Avril, Ramon, Maurice, Javer e Matt, passeggeri del  volo 962 della Qatar Airlines diretto in Indonesia. Quell’aereo con destinazione Bali avrebbe dovuto essere l’occasione per capire meglio se stessi, la propria vita, e magari un aiuto per imboccare la strada giusta ora che un bivio gli si poneva davanti. Ma il destino, si sa, non segue schemi. E quindi eccoli, cinque uomini e una donna in mezzo al nulla. Età diverse, professioni diverse, problemi diversi. Eppure devono stare insieme, collaborare, nonostante non si piacciano e non si siano scelti. Dovranno adattarsi, riscoprire il loro istinto e utilizzare al massimo la loro forza e la loro creatività per sopravvivere, sfamarsi e difendersi da quell’isola selvaggia e dai loro abitanti. Ci riusciranno?

Quella terra aveva vinto tutte le battaglie contro il progresso e vedeva le loro vite come un’anomalia. Adesso era il loro turno di vincere su quel selvatico e primitivo destino

 

Questo libro intrappola il lettore man mano che si avventura tra le pagine. Inizialmente un po’ disorienta, nei primi capitoli, quando l’autrice racconta la vita antecedente al disastro dei sei protagonisti. È come se ci si dovesse immergere in tanti racconti diversi. D’altro canto, se ci poniamo dalla parte di chi scrive, bisogna ammettere che l’escamotage di inserire delle storie dentro la storia rappresenta un’opportunità ghiotta per scatenare la fantasia; grazie a questo espediente, i protagonisti vengono ben caratterizzati e riescono da subito ad attirare le simpatie o le antipatie di chi legge.

Ho apprezzato molto l’evolversi dei personaggi man mano che il racconto proseguiva. All’inizio ci vengono presentate delle persone appesantite dalle vicissitudini, inclini a lasciarsi andare e a seguire il flusso degli eventi. Uomini senza spina dorsale, che si lasciano trasportare dalla corrente del giornaliero, umiliandosi  per il non riuscire o il non poter reagire. Quel luogo disperso nell’oceano li costringe a tirar fuori la grinta che gli manca, a capire che anche loro possono essere indispensabili, importanti; insegna loro ad amare a 360 gradi, a buttare fuori la rabbia, e a non rinnegare l’istinto che caratterizza ogni essere umano ma che nella vita di ogni giorno spesso viene ostacolato dalle sbarre della civiltà. Il caso li ha fatti incontrare, il bisogno li ha fatti avvicinare e al resto ha pensato l’amore, che nato da un nulla privo di qualunque fronzolo è riuscito a legare l’inimmaginabile.

Esplorare quell’isola diventa, oltre che l’unico modo che hanno per sopravvivere, il loro banco di prova. Quando torneranno a casa, se riusciranno a farlo, non saranno più le stesse persone che sono partite, di questo ne sono consapevoli; ma ora l’unica cosa che conta è andare avanti, un piede dopo l’altro, strisciando se necessario, lasciando tante abitudini e pensieri alle spalle. La foresta ha le sue regole, lì sono tutti uguali, uomini e animali. Per sopravvivere devono guardare tutto con occhi nuovi e seguire le regole della natura, selvaggia, imponente, potente, libera di essere se stessa davanti al suo più grande nemico: l’uomo!

Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro trovando scialbo ciò che non colora, Sono emozione che con la penna divora il bianco candido di un libro vissuto…

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