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Recensione: Io ti troverò di SHANE STEVENS

Recensione!!! Io ti troverò di SHANE STEVENS, Fazi editore


Tutti gli scrittori hanno un mentore
Io Ti Troverò: <<Uno dei più grandi noir mai scritti.>>. Carlo Lucarelli


Amy-Bloom-Hamilton-Prize-photo-c-Elena-Seibert-copy.jpgTitolo: Io ti troverò
Autore: Shane Stevens
Editore: Fazi editore
Genere:  Thriller/ Noir
Formato: Ebook
Prezzo: 9,99
Formato: Cartaceo con copertina rigida
Prezzo:  7,99
Formato: Cartaceo con copertina flessibile
Prezzo:  11,90
Pagine: 798
Data di uscita: 30 Aprile 2012  
Link d’acquisto:


per voi trama e recensione

Trama:


A dieci anni Thomas Bishop viene internato in una clinica psichiatrica poiché ha barbaramente ucciso la madre, che lo tiranneggiava da sempre. Quindici anni dopo, ormai uomo, evade dall’istituto e dà inizio a una fuga sanguinaria, lungo la quale sono ancora le donne a cadere. Un omicidio, poi due, poi saranno decine; Bishop tortura e uccide spostandosi da Las Vegas a Chicago e a New York. Un personaggio infero ma straordinariamente umano, del quale Shane Stevens è cronista implacabile e, a suo modo, sodale, raccontandone nel dettaglio l’infanzia e gli anni di reclusione, le piccole ingenuità quotidiane e la ferocia omicida.
Ne emerge un indimenticabile ritratto della follia, di quel concatenarsi di storie, incontri o mancati incontri che conducono un uomo a cedere alla violenza, all’orrore, alla distruzione dell’altro e di sé. E accanto a quest’ombra inafferrabile che ferisce a morte le grandi metropoli del continente, scorre l’America degli anni Settanta, restituita attraverso una galleria di personaggi che gravitano intorno all’universo del crimine: poliziotti, medici, giudici, politici e giornalisti, un’intera società che si stringe attorno al primo serial killer della storia contemporanea.


Recensione:


Quando ho aperto la prima pagina di questo romanzo mi è subito venuta in mente una frase di Bernardo di Chartres: <<Noi siamo come nani che si siedono sulle spalle di giganti.>>. E infatti durante la lettura del testo, mi sono sentita come una piccola bambina seduta sulla spalla del suo papà.
Ho anche capito che molti dei Thriller e dei noir da me letti e presenti nella mia biblioteca si sono ispirati a Io ti troverò.
Ma per farvi capire bene di chi sto per parlarvi e per farvi capire la mia emozione nel gustarmi le pagine di questo romanzo vi farò una piccola digressione su chi sia Shane Stevens.
Shane Stevens (1941-2017) è lo pseudonimo di uno scrittore alquanto riservato e di cui si hanno pochissime fotografie.
Stephen King gli rese omaggio con il suo romanzo “La metà oscura” e precisamente dedicandogli la postfazione del libro con queste parole: <<La scelta di questo personaggio è un omaggio a Mr. Stevens, i cui romanzi sono tra i più acuti mai scritti sul lato oscuro dell’America Dream. In queste opere la cosiddetta mente criminale e lo stato di psicosi cronica si fondono per creare il male perfetto. Ne raccomando la loro lettura incondizionatamente.>>.
Stephen King stesso confessò che alcuni dei suoi romanzi avevano tratto ispirazione dall’opera di Shane Stevens, ma chissà quanti altri scrittori hanno creato le loro storie grazie al suo genio creativo?


E ora che avete assaporato la mia emozione nel trovarmi tra le mani quello che considero un classico della letteratura, veniamo alla mia recensione di “Io ti troverò” o come s’intitola l’originale in inglese: By reason of insanity.


Vorrei iniziare dalla ciliegina sulla torta: l’appendice.
Nell’appendice troviamo una serie di lettere scambiate tra Shane Stevens e un suo caro amico John Williams, autore di Stoner.


Ma qual è l’essenza di questo romanzo?
Cosa vuole denunciare Shane Stevens?


A mio parere la sua denuncia è rivolta alla società.
L’America degli anni’70 è la protagonista di questo romanzo.
Quello che ci mostra la follia di Thomas Bishop è una società in cui il male vive e regna incontrastato, e che come il serpente che porse la mela a Eva, affascina l’uomo che lo usa per liberare la sue passioni interiori.


Vendetta, rendiconto personale, mania di potere, impulsi sessuali, desiderio omicida, sadismo portato a una forma di orrore estrema.


Non credo sia un caso se Shane Stevens abbia scelto proprio lei, Sarah Bishop come origine del male incarnato in Thomas Bishop.
Non vi mentirò nel dirvi che Sarah Bishop mi ha terrorizzato, i suoi orrori sono così atroci se si pensa che lei è madre.
A mio parere l’intenzione di Shane Stevens è quella di mostrare ai suoi posteri quale sia la via d’uscita da una società schiava delle sue colpe.
Nella società descritta da Stevens tutti sono colpevoli, persino le vittime non sono del tutto vittime.
L’innocenza non esiste così come la purezza.
E allora qual è la via d’uscita dal male?
La risposta è semplice…sono le madri.
Il destino dell’umanità è nelle mani delle madri.
A loro spetta il compito di educare i loro figli. Questa è la loro guerra e il suo messaggio è chiaro: non dovete arrendervi!
Qualunque dolore vi abbiano inferto, qualunque sia la sofferenza che voi vi portate nel cuore, voi prima di tutto siete madri.
Il mondo del futuro è nelle vostre mani e questo messaggio è reso ancora più bello per il fatto che a lanciarlo è stato un uomo.
E’ questo il motivo per cui credo che in Io ti Troverò le donne vengono tutte descritte come dei fantocci o come arrampicatrici sociali, disposte a vendere anche loro stesse per ottenere quello che vogliono e, nonostante questo modo di trattare il genere femminile, io non credo si tratti di una forma di maschilismo quella di Shane Stevens, credo invece sia più una denuncia che ci mostra quello che non dobbiamo essere, perché se le madri diventano quello che Shane Steves descrive allora il risultato è il male.


E tutto questo male che circonda l’umanità in cosa sfocia, in Io ti troverò?
Nella follia.


Nella pura e semplice follia che sgorga in azioni che portano ad atroci omicidi cruenti e fini a sé stessi.
E questo elemento è il più problematico perché rifletteteci, cosa succede quando un omicida viene considerato folle?
Semplice! Viene assolto per insanità mentale e questo è quello che risuona tra le pagine di Io ti Troverò.
Le azioni terrificanti di Thomas Bishop cadono quasi nell’innocenza è come se ci fosse una giustificazione nei suoi orrori.


Un ultimo elemento da considerare è che, purtroppo io che sono figlia del mio tempo, spesso ho associato questi omicidi, che talvolta sono di massa, agli attentati che vengono compiuti nei nostri giorni e le scene, che sono descritte con abilità incommensurabile mi hanno sconvolto.


Citerei in particolare uno di questi omicidi a opera di Bishop.


Thomas Bishop nella follia più totale decide di entrare in un Hotel di sole donne per ucciderle tutte. Scendendo di piano in piano miete le sue vittime fino a uccidere 18 persone.


Perché queste storie ci spaventano?
Perché ci ricordano eventi che noi, anche se non direttamente, abbiamo vissuto. In particolare a me è venuto in mente l’attentato al Bataclan.


E questo può solo significare una cosa, la follia descritta da Shane Stevens è presente tra noi, nel mondo reale, non ha fine e accompagnando l’uomo travalica i confini del tempo.
Mai come ora posso dire:


“Questo non è un romanzo, ma è la realtà e questa ed è la caratteristica che rende un romanzo un grande noir”
E ora veniamo al punto per me più emozionante, dare un voto a uno dei miei maestri, non posso dargli 5 stelle, devo essere sincera.
Il motivo è semplice, è dura tenere il ritmo di questo romanzo.
Si parla di un volume di 800 pagine.
Ci sono digressioni riguardanti personaggi secondari che tendono a confondere il lettore diminuendo la carica di adrenalina che a mio parere in un romanzo di questo tipo deve restare alta, sempre.
E mi sarebbe piaciuto se il romanzo fosse stato romanzato più che scritto in stile giornalistico, in alcuni punti sembra realmente di leggere una pagina di cronaca nera.
Nonostante queste mie considerazioni finali Io ti troverò è un classico che per gli amanti del genere o per chi vuole iniziare a cimentarsi nella scrittura dei Thriller o dei noir non può mancare nella sua biblioteca.
Infine avviso i lettori che nel testo sono contenute scene forti, armatevi di una buona dose di coraggio.


(Recensione a cura di Cristiana)


VALUTAZIONE


Shane Stevens

                         

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