Poesia,  Recensioni

Recensione: “Io mi bacio da sola” di Khrystyna Gryshko, DreamBook Edizioni

Io mi bacio da sola Book Cover Io mi bacio da sola
Khrystyna Gryshko
poesia
DreamBook Edizioni
1 gennaio 2018
cartaceo
91

Io mi bacio da sola è la prima raccolta poetica di Khrystyna Gryshko, edita per dreamBOOK edizioni nel 2018. Secondo le parole della stessa autrice, il libro è una raccolta intima e personale, che custodisce le emozioni accumulate nel tempo, “filtrate col respiro”, a volte persino combattute.

Ad animare le pagine una volontà su tutte, evidente fin dal titolo: il desiderio di riaffermare la propria indipendenza.

“Ammetto, so dire bugie molto bene,
da Oscar recito nella realtà
che con la sua crudeltà
mi taglia vene
della speranza.
Danza
la mia anima fuori dalla stanza
in cui il corpo rimane supino,
come quello di un bambino
innocente e senza peccato,
triste, malato”.

 

Un conglomerato di sentimenti forti e tra loro contrastanti emergono dalla citazione appena digitata… lo stesso conglomerato che si ritrova, costante, nella raccolta di poesie da cui essa è tratta, ossia “Io mi bacio da sola” di Khrystyna Gryshko.

Come ogni volta che recensisco una raccolta di poesia (o almeno ogni volta che non vengo colta da un turbinio di emozioni tanto forti da dover obbligatoriamente poggiare la penna su carta), mi sono presa qualche giorno per riflettere sia sul messaggio che l’autrice ha voluto comunicare al lettore sia sul messaggio che a me è rimasto.

Come anticipato, i sentimenti presenti nella raccolta sono forti e per nulla velati o comunicati dall’autrice in modo indiretto. Tutt’altro, sotto questo punto di vista. La Gryshko, infatti, non si preoccupa affatto di denunciare tutte le amarezze e le cattiverie subite fin dalla giovane età, quando ha dovuto abbandonare una terra, l’Ucraina, che le aveva tolto ogni speranza.

Sicuramente le poesie della silloge risentono molto della vita dell’autrice: il suo status di immigrata in un Paese straniero, le delusioni d’amore sofferte, le ipocrisie e gli inganni di cui si è sentita vittima. Tutto questo ha influenzato il tono dei versi, che – vi garantisco – trasmettono quasi la stessa violenza con cui vengono scritti.

Tu non saprai mai il sapore
di questa pelle in pallore.
Non proverai ardore, calore,
ma ti darò dolore.
Mi hai delusa come
non avresti dovuto.
Pronuncia pure il mio nome
nel tuo grido muto!

Le poesie sono spesso intervallate da immagini di una donna (credo sia la stessa autrice) che si mostra nella sua nudità di sentimenti (e non solo). Chiaro riferimento al fatto che le poesia sono il prodotto di uno sfogo; di quanto l’autrice ha da comunicare o denunciare. Non le ho molto apprezzate, a dire il vero. Sono un’amante della poesia e, soprattutto della sua purezza, che va lasciata incontaminata sia da immagini che da tutto ciò che possa distogliere l’attenzione del lettore. Rispetto comunque la scelta della Gryshko di aver rafforzare un messaggio anche con l’ausilio di immagini: perché “lei si bacia da sola”, puntando tutto su se stessa.

E ciò lo si ritrova anche nei componimenti a sfondo amoroso: qui emerge la ormai disillusa consapevolezza da parte di chi parla che l’amore che ha provato o tentato di provare non è stato ricambiato ma usato per altri fini. Indirettamente si fa riferimento all’amore sessuale; più direttamente a quello in cui lei aveva creduto. Ma ormai, le non ha più bisogno di un compagno con cui condividere sentimenti o chiacchierate…

…perché io sono viva,
ho una vita piena,
ali invisibili sulla schiena
e non ho bisogno degli eccessi
consumati nei cessi!

Questa condizione credo sia stata raggiunta dall’autrice, con l’esperienza. Eppure, nonostante il grigiore che promana dai versi, ci sono punti di luce che si intravedono, soprattutto quando vengono rievocati i ricordi del proprio passato, legati alle bellezze della natura che tanto rapivano l’animo dell’autrice.

Da un punto di vista metrico, i componimenti non hanno un ritmo ben preciso. Si percepisce la ricerca incessante e forse eccessiva di una rima, che non sempre riflette il fine ricercato dal poeta. Queste forzature rendono tutto un po’ pesante e fanno venir meno la musicalità che, a mio parere, mai dovrebbe mancare nelle poesie.

All’autrice, comunque, il merito di aver dato voce al buio dell’anima, per dare alle stessa anima vita e ricordarle che lei sola basta a se stessa. Puntare tutto su se stessi è, di certo, la chiave per sopravvivere ad un mondo che ci ripudia e ci costringe. Baciarsi da soli? Un gesto che, sicuramente, dovremo imparare a fare tutti!

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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