Io esisto
Young adult
Camelozampa
31 ottobre 2025
cartaceo e-book
448
Page è abituata a rimanere in silenzio davanti alle bugie. Come quelle che Grace e il suo gruppetto di ragazze popolari hanno seminato per tutti gli anni del liceo. Bugie velenose, che ora stanno per finire sull'annuario scolastico, l'ultima trovata del gruppo per ferire altri ragazzi e ragazze che non hanno fatto nulla di male. Invisibile per tutti, Paige, osserva ma non riesce a reagire. La sua unica ribellione è la frase che scrive ai margini del libri presi in biblioteca: "Io esisto". ma quando tra le pagine comincia a trovare dei messaggi scritti a penna rossa, Paige capisce che forse non è sola. All'improvviso si apre uno spiraglio per qualcosa di inaspettato. Per trovare finalmente la felicità... e il coraggio di cambiare tutto.
“Beh, la cosa strana delle persone è che, molto spesso preferiscono sentirsi importanti anziché sentirsi felici” da “Io esisto” di Holly Bourne
Paige è una ragazza invisibile, o meglio, fa il possibile per esserlo. Vive in una famiglia apparentemente felice, ma nel profondo disfunzionale. Frequenta un istituto scolastico dove alcune ragazze piuttosto popolari, si sentono così forti da metter pubblicamente alla gogna chiunque non vada loro a genio o sia percepito come più debole. E lei cosa fa? Osserva tutto da lontano, ma prova rabbia. L’unico gesto di ribellione che può fare è scrivere “io esisto” ai margini delle pagine dei libri che prende in prestito dalla biblioteca. Poi un giorno qualcuno le risponde… di chi si tratta? Sarà l’inizio di un cambiamento?
“Fine dell’infanzia = capire che gli adulti non sanno cosa stanno facendo”
Innanzitutto reputo che questo romanzo abbia una dedica stupenda che sento mia. “Alle biblioteche e a chiunque vi abbia trovato rifugio”
E’ un romanzo per ragazzi a partire dai quattordici anni, ma che avrebbe molto da insegnare anche agli adulti, come moltissimi altri romanzi di questo genere. L’autrice si avvale di un linguaggio semplice, adatto ai giovanissimi, per esprimere concetti di una certa complessità resi così comprensibili a tutti i suoi lettori. Una lettura che arriva dritta all’obiettivo poiché ogni adolescente si sarà sentito, almeno una volta, un po’ come Paige. La scuola potrebbe anche essere intesa come una metafora della vita. E’ il primo approccio importante di ogni ragazzo al di fuori della famiglia (che non per tutti è un porto sicuro) dove prender decisioni in autonomia, vivere le prime difficoltà, turbamenti e imparare a capire chi si vuole diventare.
Paige è una ragazzina timida e insicura. Le piace leggere e scrivere. Appena possibile si rifugia in biblioteca dove può starsene in piena solitudine tra le pagine di un romanzo. Scrive anche per il giornale della scuola ma, anche il quel caso, socializza quanto basta per non essere scortese. Teme di esser presa di mira dalle bulle della scuola che stanno umiliando chiunque percepiscano più fragile o fastidioso, quindi tiene un profilo basso. Ha subìto diverse delusioni che l’hanno resa diffidente e privata della propria autostima. 
“Meglio essere dimenticata che ferita”
Sua madre Jane sembra che viva per render felice il marito. Gli prepara i suoi piatti preferiti e lo accoglie sempre ben agghindata e sorridente, subisce i suoi scatti d’ira, malumori improvvisi e ogni sorta di violenza psicologica. Lui è un uomo affascinante e brillante, in realtà è instabile e problematico. E’ abile nel colpire moglie e figlia nei loro punti deboli umiliandole e sminuendole. Se Page ne soffre profondamente, Jane invece trova ogni giustificazione incolpando se stessa o qualcun altro. Adam è il fratello maggiore di Paige partito da Londra per frequentare l’Università a Bristol. E’ l’orgoglio di entrambi i genitori poiché è un ragazzo attraente, brillante negli studi e sempre circondato da amici. Lei invece è come se non esistesse per quanto provi ad essere all’altezza delle loro aspettative.
La zia Polly è l’unica che sostenga Paige. E’ una persona intelligente, indipendente, dalla mentalità aperta e dall’animo generoso. Il cognato si fa beffe di lei senza alcun ritegno ma la donna risponde con ironia o indifferenza. Ama la sorella ma non sa come poterla aiutare, considera Paige come una figlia e vuole che cresca serena, cosa impossibile vivendo con i genitori.
Elija è un ragazzo di pochi anni maggiore di Paige con il quale ha in comune la passione per i libri. E’ il suo migliore amico, il solo. Tutti lo considerano un bel ragazzo ma stravagante. In realtà è un ragazzo espansivo e gioviale ma molto selettivo nelle sue amicizie.
“Minuscoli segni di me stessa, lasciati perché la gente li trovasse e si domandasse che ero, mentre nessuno tra chi mi conosceva si faceva domande su di me”
La narrazione si sviluppa in prima persona attraverso la voce di Paige che, raccontando la propria quotidianità, ci parla di sé, dei suoi problemi, pensieri e timori. E’ la raffigurazione veritiera di cosa significhi essere un’adolescente, nell’attuale società, con motivi per essere spaventata, delusa, arrabbiata senza riuscire a manifestarlo. C’è un’esplicita condanna al bullismo e un invito al coraggio di denunciarlo facendo fronte comune.
E’ una lettura che parla anche di relazioni tossiche del tutto prive di equilibrio, di dipendenza affettiva e inadeguatezza genitoriale. Quest’ultima la si identifica spesso in persone che vivono al limite della legalità o vittime di dipendenze di vario genere, residenti in luoghi malfamati, in balia di se stessi. Questa storia ci insegna a diffidare delle apparenze, un genitore inadeguato può risiedere una bella casa sempre in ordine, avere una professione prestigiosa e un bell’aspetto. Vi ho letto tra le righe anche una sorta di condanna all’ipocrisia, sia nei confronti del tema del bullismo troppo spesso ignorato dalle istituzioni scolastiche, sia in merito a situazioni di disagio che non vengono sufficientemente prese in considerazione.
“Tutto quello che ho fatto è stato dire la verità. Raccomando fortemente tutti di fare la stessa cosa”
Un romanzo che si può definire come un inno al coraggio di dire la verità, a non cercare sempre l’approvazione altrui e provare ad esser fieri dei risultati dei nostri sforzi. Pone anche l’attenzione sulla difficoltà di essere adolescenti privi di quegli strumenti di difesa che solo l’esperienza di vita ci fornisce. L’autrice dimostra conoscenza e competenza nel raccontare tutte queste tematiche facendolo con schiettezza e rispetto, regalandoci una storia coinvolgente che si legge in un soffio.
Siete pronti a ritornare ai tempi della scuola? Leggete questo romanzo e immedesimativi in Paige!