Biografia,  Libri,  Narrativa contemporanea

Recensione : Io ce l’ho fatta di Katia Greco, Graus edizioni.

Io ce l'ho fatta Book Cover Io ce l'ho fatta
Zeta generation
Katia Greco
biografia
Graus edizioni
4/06/2019
cartaceo
64

La scrittrice racconta le difficoltà della sua vita e condivide con noi il problema del bullismo, con onestà e fervore. Si deve reagire di fronte alle difficoltà e trovare delle soluzioni ai problemi, soprattutto a questi, può salvarci. Individualmente e come società.

 

“Abbiamo paura di condividere un pensiero, un’idea, un opinione per paura delle conseguenze?”

Katia Greco, classe ’94, scrive coraggiosamente questo suo primo libro autobiografico, pubblicato da Graus edizioni. 

L’avverbio l’ho inserito come nota più che positiva dietro il lavoro svolto dalla giovane scrittrice, perché ha voluto raccontare attraverso questo suo primo lavoro, le difficoltà della sua gioventù. Condivide con noi problematiche giovanili, una delicata perdita personale e ci racconta come sia riuscita ad andare oltre quel burrone profondo, buio, triste, nero, pericoloso…

Nel libro ci sono due tematiche molto importanti che vengono affrontate: la depressione e il bullismo.

Due piaghe sociali dell’era moderna, malamente fronteggiate o trascurate oltraggiosamente al punto che i giovani, gli adolescenti, gli adulti… tutti ne soffrono.

Dico questo perché ovviamente il giovane bullo/bullizzato sarà tale nella gioventù, nell’adolescenza e anche in età adulta, ahimè. Guardatevi intorno e togliete il velo dal vostro viso… il “capo”, non è una condizione sociale di superiorità, ma solo un termine differente per indicare una parte del corpo e deriva dal latino caput,is= cima, sommità. Una persona che sul posto di lavoro si comporta con arroganza o disprezzo nei confronti di un altro essere umano, è un bullo, purtroppo.

Cosa possa significare all’interno delle vostre vite, questo è un altro affare! Ovviamente ciascuno ha l’obbligo morale di trovare con se stesso delle spiegazioni e degli equilibri per il proprio benessere, che possono significare anche non necessariamente andare ad individuare le motivazioni per cui do o ricevo una data cosa nel mondo, ma molto semplicemente può essere tradotto nel non voler vedere, nella fuga o nella chiusura.

Sto recensendo un bel libro, ma da qui a scriverne dieci ( non di recensioni, ma di libri ), il passaggio sarebbe molto semplice, visto l’importanza degli argomenti e visto anche i collegamenti intrinsechi ed estrinsechi che si possono formare. Ma non sarà questa l’occasione.

In questo libro ho trovato molti suggerimenti come appunto dicevo… La scrittrice ha, presumo, messo in discussione una buona parte della sua interiorità consegnando alla carta stampata tutto quello che possiamo leggere. 

Molte tematiche sono affrontate con la Rabbia e il Furore ammirevole dei giovani.

 

 

Questo mi ha fatto simpatizzare molto per ciò che leggevo e soprattutto mi sono rivisto. Anche io trovavo vergognoso, ingiusto, inaccettabile, tutto ciò che condanna. 

Katia è vera e sincera nella scrittura, un po’ come se ascoltasse la pancia o il cuore e volesse parlare anche a noi con il linguaggio dell’emotività, perché è un linguaggio più vero, forte, AUTENTICO!

Accanita lettrice, condivide con noi molte perle e aneddoti interessanti presi qua e là : in ambito musicale, poesie, racconti buddhisti, massime cartesiane e molto altro.

Non ho citato la non meno importante tematica dell’omosessualità, anch’essa presente nel racconto, perché ho l’impressione che molto spesso venga eccessivamente strumentalizzata.

Condivido però il punto di vista che troverete nel libro riguardante la LIBERTÀ DELL’AMORE. Ognuno dovrebbe essere libero di poter amare chi vuole, dal momento che la società moderna si proclama essere una civiltà e per giunta all’avanguardia… poi però ci troviamo ad affrontare problemi preistorici e difficoltà di rispetto, di convivenza…. 

Ad ogni modo, non rimarrete delusi dalla vitalità e dalla spontaneità di questa scrittrice.

Io colgo l’occasione per incoraggiare e ringraziare personalmente questa giovane autrice e anche Graus edizioni per avermi fatto pervenire IO CE L’HO FATTA.

In bocca al lupo! Aspetto fiducioso il prossimo scritto. 

A voi invece auguro Buona lettura, vedrete che sarà molto arricchente.

“Non si può, non si deve morire così. Si deve morire solo quando si è anziani, quando abbiamo vissuto a pieno la nostra esistenza, questo è il circolo della vita. Non si deve assolutamente morire prima.”

Di Marco Chabod .

 

 

Katia Greco nasce a Susa (TO) il 20 novembre 1994, all’età di 11 anni perde la madre a causa di un tumore. Compiuti 14 anni si trasferisce in provincia di Bologna insieme al padre. Frequenta dapprima un Istituto Professionale e Commerciale, abbandona al secondo anno e inizia a frequentare un Istituto Alberghiero. Ottiene la qualifica alberghiera, e finita la scuola inizia a lavorare per un’azienda di vigilanza al fianco del padre. Prosegue cambiando spesso lavori, fino a quando nel 2017 inizia a lavorare al suo più grande sogno: scrivere. Eredita il suo amore per la scrittura e la lettura da sua mamma, ad oggi ha scritto il suo primo racconto autobiografico.

 

I was a student, an adolescent, an idealist, a Fury, a young man, a nephew, a son, Anger, Lover, baker, barman, waiter, cook, dreamer, writer, mask, husband, uncle, player, athlete, rugby player, rugby coach, student again, humanist, philosopher and thousands other things. Adesso ho deciso di essere e di cominciare da Marco. Pertanto mi diletto con piacere a leggere, recensire e intanto amplio il mio Universo personale.

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