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Recensione: “Iniziò tutto d’estate” di Emma Davies, Newton Compton

Iniziò tutto d'estate Book Cover Iniziò tutto d'estate
Emma Davies
Romanzo
Newton Compton Editori
maggio 2020
ebook/cartaceo
200

Isobel, asociale e scontrosa, decide di trascorrere alcune settimane estive in totale solitudine affittando un cottage in campagna.

L'unica sua compagnia, il suo inseparabile violino che l'accompagna fin da bambina nella sua brillante carriera lavorativa.  Determinata a lavorare in quelle sei settimane senza però considerare che l'atmosfera della natura estiva, i colori della campagna possono creare situazioni inattese...

 

 

Isobel è una bravissima violinista, dal carattere molto riservato; un’estate decide di affittare un cottage in campagna per poter lavorare ad un’opera impegnativa che dovrà presentare entro sei settimane.

In questa splendida cornice estiva cullata dal suono del violino, ecco affacciarsi Tom, anch’egli musicista in una band, nonché impagliatore di tetti della fattoria.

Tom, attratto sia dalla musica proveniente dal cottage di Isobel che dalla bellezza della ragazza, si abbandona spesso a fantasticherie durante le sue giornate di lavoro sui tetti, tentando di non perdere neanche una nota della bella violinista e magari di poterla scorgere dalla finestra.

Particolarmente piacevole tutto l’entourage che compone lo staff della fattoria, dai proprietari, alla cuoca fino alla romantica e creativa giardiniera. Persone gradevoli, deliziose, tutte quanti in armonia con la serenità che emana dall’ambiente circostante.

 

 

“I girasoli sono così sfacciati. “Guardami, sono uno schianto”, sembrano urlare. Le margherite sono amichevoli, sembra quasi che sorridano quando le guardo, chinando dolcemente la corolla nella brezza.”

 

Tom e Isobel, i due protagonisti, sono molto diversi uno dall’altra, solo la passione per la musica li accomuna. Lui, affascinante e molto ambito dalle ragazze poiché suonare nei locali gli conferisce un’aria da seduttore. Timoroso di legarsi alle persone a seguito di varie delusioni, preferisce essere giudicato donnaiolo; pochi sanno cosa realmente cosa si cela dietro questa facciata da playboy.

Isobel invece, molto riservata, evita il più possibile di socializzare. Pignola nel suo lavoro e severa con se stessa, tutte caratteristiche che la rendono ancor più introversa.

Inaspettatamente, durante una loro conversazione sui loro rispettivi lavori, Isobel si accorge che Tom, tanto sottovalutato all’inizio, potrebbe aiutarla a gestire con più flessibilità la realizzazione della sua composizione facendole superare i suoi blocchi creativi e lei potrebbe spingere Tom a rispettare con più serietà i propri impegni di lavoro.

Insperabilmente riusciranno ad aiutarsi reciprocamente, sostenendosi l’un l’altra nel superare i loro blocchi emotivi, le loro lacune e le loro paure risalenti all’adolescenza.

Il pensiero che l’autrice vuole trasmettere al lettore è che nel proprio lavoro è importante, oltre l’impegno, metterci un po’ di noi. Fare in modo che ciò che realizziamo abbia una specie di vita, un’anima che renda “unico” ciò che creiamo in modo da renderci felici e soddisfatti di noi stessi, senza limitarci a volere solo e sempre l’anonima perfezione solo per accontentare gli altri.

 

Lo stile di scrittura di questo romanzo è abbastanza scorrevole, l’autrice ha sapientemente amalgamato musica e paesaggio in un’unione perfetta al fine di trasportare il lettore nel cuore del racconto.

La scelta minuziosa e attenta dei vocaboli impreziosisce la narrazione ma benché il racconto sia molto curato nei minimi dettagli, il suo ritmo è, a tratti, alquanto lento e rischia di condurre il lettore ad una mancanza di coinvolgimento per molti capitoli.

Beatrice Castelli

 

 

Emma Davies

Ha lavorato in uno studio di design. Quando le è stato chiesto di scrivere una biografia di sé stessa da inserire nel sito aziendale si è descritta così: «Sono un’autrice di bestseller momentaneamente impegnata a fare altro, madre di tre figli». In effetti ha tre bambini e sta lavorando per far avverare il resto. Vive nella campagna dello Shropshire, in Inghilterra. La Newton Compton ha pubblicato La piccola villa sulla collina e Iniziò tutto d’estate.

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura. A dieci anni leggeva Crime et Châtiment  di  Dostoïevski,  preso per caso dalla fornitissima  biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore. A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue. Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti… L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre.  Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi. In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.

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