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Recensione: “Inferno Capitale” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco, Newton Compton

Inferno Capitale Book Cover Inferno Capitale
Massimo Lugli, Antonio Del Greco
giallo
Newton Compton
29 ottobre 2020
cartaceo, ebook
352

Roma. L’autrice di un noto pro­gramma della RAI viene brutalizzata e uccisa nel parco di Villa Ada e una serie di omicidi a sfondo sessuale gettano nel panico la capitale. È un caso difficilissimo per il vicequestore Angela Blasi, dirigente della sezione omicidi della Mobile, incalzata dai superiori e dalla stampa e alle pre­se con una realtà inimmaginabile. Promossa a funzionario dopo l’in­chiesta sul Canaro della Magliana, si troverà ad affrontare un’indagine che la porterà a ripercorrere alcuni casi del passato, in apparenza senza alcun collegamento tra di loro: pro­prio per questo l’esito della vicenda sarà ancora più inaspettato.

Antonio Del Greco e Massimo Lu­gli tratteggiano il quadro di una cit­tà oscura, notturna e violenta, in cui si muovono criminali, spacciatori, stupratori seriali e personaggi dalla doppia vita e dove il la legalità e la verità sono merci rare.

“Fu la luce a svegliarla. O il dolore.
La luce le martoriava gli occhi, cruda e fredda come l’acciaio. Una palpebra era così gonfia che non riusciva a vedere nulla, l’altra si contrasse da sola, come un animaletto ferito, sotto l’assalto di quel bagliore gelido, che proveniva dal soffitto. Una luce da sala operatoria, obitorio, stanza delle torture.”

 

Panico a Roma: un serial killer uccide, dopo aver violentato e seviziato, alcune donne, apparentemente non collegate tra loro.
La polizia invece parla di casi simili, di emulatori, ma una determinata dirigente della sezione omicidi, Angela Blasi, non ne è convinta e ritiene l’opzione “serial killer” la più veritiera.

La nostra protagonista, già conosciuta nel “Canaro della Magliana”, è una poliziotta single, un po’ nevrotica ma molto attenta ai particolari e, soprattutto, con una mente indagatrice molto brillante.

Accanto a lei, troviamo numerosi personaggi, alcuni più incidenti nella storia, altri solo di contorno, ma tutti sapientemente descritti sia dal punto di vista fisico sia da quello caratteriale. Ad esempio: Tommaso Elleni, un funzionario di polizia, che con maestria riesce a consigliare la nostra eroina, l’intraprendente cronista Marco Scalesi oppure i colleghi poliziotti di Angela, a cui vengono affibbiati dei soprannomi che rispecchiano le loro caratteristiche.

“La traccia è minuscola. Anche con la reazione a catena della polimerasi verrà completamente distrutta al momento della comparazione con un altro campione. Può bastare per un unico test, dopo non ci sarà più materiale da utilizzare in seguito».
Il che significa che l’esame andrebbe fatto con la formula giudiziaria dell’incidente probatorio. Prova “congelata” e irripetibile. Dal punto di vista della procedura è assolutamente ineccepibile ma…”

In questo romanzo, il quinto romanzo scritto a quattro mani da Massimo Lugli, giornalista di cronaca nera, e Antonio Del Greco, ex funzionario di polizia, ci sono alcune assonanze con due casi realmente accaduti, che vengono utilizzati come spunto per costruire una trama fantasiosa, ma che ci permette di comprendere il meccanismo di un’indagine di polizia (i sopralluoghi, le intuizioni, le piste false, ecc.).

Durante la lettura, ho avuto l’impressione che i nostri due autori, per tratteggiare Tommaso Elleni e Marco Scaleni, si siano liberamente ispirati a loro stessi, rendendoli molto realistici e simpatici.
Diciamo che, ovviamente, ogni autore mette un po’ di se stesso nei propri romanzi, ma in questo caso ho percepito un ulteriore coinvolgimento nel personaggio da parte dei due narratori.

Vi è mai capitato di “sentire”, durante la lettura, questo trasporto dovuto alla trasmutazione dello scrittore nel personaggio?

La scrittura è pulita, senza fronzoli. La trama è intrigante, coinvolgente e nulla lascia presagire chi sia il colpevole.

In un continuo crescendo di indagini, alle quali si sovrappongono gli incontri romantici “clandestini” di Angela, arriviamo a un finale inaspettato e in parte, a mio parere, troppo veloce.

Un giallo ben narrato e congegnato che vi terrà inchiodati alle pagine dall’inizio alla fine.

“Andata. Niente lavoro, niente indagini, niente morti ammazzati fino a lunedì mattina. Promesso».
Ma sa che sarà impossibile. Di che altro parlano due sbirri?”

 

Gli autori


Massimo Lugli, giornalista di «la Repubblica», si è occupato di cronaca nera come inviato speciale per 40 anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione proibita, La strada dei delitti, Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale e, nella collana LIVE, La lama del rasoio. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

Antonio Del Greco è nato a Roma nel 1953 ed è entrato in po­lizia nel 1978. Dopo i primi incari­chi alla questura di Milano, è stato dirigente della Omicidi. Attual­mente è direttore operativo della Italpol. Insieme a Massimo Lugli ha scritto Città a mano armata, Il Canaro della Magliana, Quelli cattivi, Il giallo di via Poma e Inferno Capitale.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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