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Recensione: “Inferno 1860” di Marco Lapegna, Rogiosi Edizioni

Inferno 1860. Un noir napoletano Book Cover Inferno 1860. Un noir napoletano
Marco Lapegna
noir, thriller
Rogiosi Editore
2 luglio 2020
cartaceo
400

Nella rovente estate napoletana del 1860, mentre Garibaldi con il suo esercito di volontari risale la penisola e l'amministrazione del Regno delle Due Sicilie è in completo disfacimento, l'ispettore di primo rango della polizia borbonica Gaetano Casagrande è incaricato di indagare su un delicato caso di duplice omicidio: una anziana venditrice ambulante di umile aspetto e la moglie di un giudice appartenente all'alta aristocrazia napoletana sono ritrovate assassinate assieme nello stesso appartamento.

Intrecciando l'indagine poliziesca con gli eventi storici realmente accaduti, l'intento dell'autore è costruire un romanzo noir raccontando al tempo stesso la vita quotidiana di Napoli nei quattro mesi decisivi nel processo di unificazione dell'Italia.

Una città tumultuosa e piena di vita, popolata da guardie pigre e svogliate, immigrati pugliesi in cerca di una vita migliore, spie del regno di Sardegna, piccoli ladruncoli, preti impegnati in omelie reazionarie e avvocati liberali. Una terra in bilico tra un passato pieno di contraddizioni e un futuro ricco di incognite, eternamente sospesa tra l'attesa remissiva di un aiuto esterno e il desiderio di partecipare in prima persona

“Ho combattuto per anni contro questo modo di fare dentro l’amministrazione, forte con i deboli e debole con i forti”

 

Siamo nel 1860 in pieno disfacimento del regno delle due Sicilie, in prossimità dell’arrivo di Garibaldi a Napoli.

L’ispettore Casagrande è una persona onesta, leale e di umanità profonda che vive con impegno il suo lavoro, combattendo sia contro il crimine sia contro l’astio della sua gente verso la divisa che indossa.

Si troverà a dover risolvere il duplice omicidio di due donne, un’anziana popolana e una giovane appartenente al ceto più alto. E tutto, in una corsa contro il tempo e gli eventi, che rischiano di travolgere lui e la sua famiglia.

Il protagonista, come una mosca bianca, combatte contro un sistema corrotto, dove finire in carcere anche se innocenti  è molto comune e dove a lui solo sembra importare che si faccia vera giustizia.

Abilmente la microstoria del noir viene intessuta nella macrostoria degli eventi che videro crollare il regno borbonico e nascere l’Italia unita. Il contesto storico è molto curato, anche nell’abilità di saper descrivere gli umori e le attese che animavano le persone in quell’epoca.

I personaggi sono ben definiti  e approfonditi nelle loro caratteristiche psicologiche ed emotive.

La lettura è avvincente ,coinvolgente e scorrevole.

Mi è piaciuto tantissimo sentirmi trasportata in un mondo che non c’è più, come in un viaggio nel tempo.

Grazie alla bravura dell’autore ti sembra di ripercorrere quei vicoli assieme ai protagonisti, vederne i colori, sentirne suoni e odori, percepire sulla tua pelle lo stesso caldo asfissiante…

Casagrande è un personaggio riuscitissimo, la cosa più bella è il suo “eroe” di tutti i giorni, molto realistico quindi, eroico nel suo scegliere di vivere la sua quotidianità e il suo ruolo sempre con grande onestà e umanità.

 

L’autore

Marco Lapegna nasce a Napoli nel 1963, dove vive tuttora con la moglie e i due figli. Nel 1986 consegue la Laurea in Matematica, e dal 2001 è professore universitario di Informatica presso l’Università di Napoli Federico II, dove ha ricoperto anche incarichi istituzionali di coordinamento. Nel 2014 scrive il romanzo breve “Il posto dell’anima”, disponibile sulla piattaforma di autopubblicazione www.ilmiolibro.it. “Inferno 1860 – Un noir napoletano” è il suo primo romanzo di ambientazione storica.

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