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Recensione: Incubo di famiglia di Mikaela Bley. Newton Compton

Incubo di famiglia Book Cover Incubo di famiglia
Ellen Tamm
Mikaela Bley
Thriller
Newton Compton Editori
19 ottobre 2017
Cartaceo, eBook
348

È un giorno di metà agosto, quando la giornalista di cronaca nera Ellen Tamm lascia Stoccolma per tornare a casa della madre a Örelo.
Ha avuto un crollo psicologico dovuto al caso della piccola Lycke, una bambina scomparsa, che l’ha fatta sprofondare nell’abisso del suo passato traumatico. Quando aveva otto anni, sua sorella gemella, Elsa, è morta affogata, e i ricordi vaghi e sconnessi di quel giorno la tormentano. Giunta a casa trova una terribile notizia ad attenderla: in un paese vicino è stato ritrovato il corpo senza vita di una donna sconosciuta, picchiata a morte. Nessuno pare in grado di identificare la vittima o spiegare cosa ci facesse lì. Nonostante abbia un disperato bisogno di riposo, Ellen, incapace di dimenticare il suo ruolo di giornalista investigativa, decide di indagare. Inizia così a fare domande e prova a ottenere informazioni dagli agenti di polizia, senza grandi risultati. Più si addentra nel complicato intrigo di ciò che è accaduto, più si rende conto che l’idilliaca cittadina di provincia nasconde segreti. E alcuni dei più inconfessabili riguardano proprio Ellen e la sua famiglia.

«Stoccolma brillava di felicità. Barche, persone e un cielo azzurro chiaro. Avrebbe voluto essere parte di tutto questo, ma si trovava in un altrove, con la sensazione che ormai un’altra estate e un altro anno se ne fossero andati.»

«Aveva degli amici?».
Sara rimase per un po’ in silenzio. «Non molti e da quelli che aveva si era allontanata. Tutti avevano avuto dei figli ed erano andati avanti con le loro vite».
All’improvviso Ellen provò una forte simpatia per Liv.

RECENSIONE

Mi sono ritrovato a leggere questo romanzo per caso. Lo ammetto mi è piaciuta la copertina con questa magnifica casa rossa su sfondo nero e grigio. Probabilmente chi l’ha ideata sarebbe fiero del mio commento, perché sono esattamente ciò che gli psicologi della scuola Gestalt si aspettavano di sentire quando scrivevano i loro trattati. Poi il libro l’ho aperto e l’ho iniziato a leggere e dopo esattamente una settimana ho terminato questo strano e inquietante viaggio nel mondo della Bley e ora sono qui a recensire questo bel thriller che però non mi ha lasciato completamente soddisfatto.

Incubo di famiglia è il seguito del romanzo di esordio della Bley, “Segreto di famiglia”, e inizia esattamente dov’era finito il precedente con una Ellen Tamm distrutta a seguito del caso Lycke. Premetto di non aver letto il primo romanzo (probabilmente lo farò), ma non ho sofferto la mancanza più di tanto in lettura; è ovvio che siano presenti riferimenti al caso Lycke nell’ossessione che Ellen ha per la bambina morta in circostanze poco chiare, ma il testo è ugualmente godibile e si lascia leggere senza troppi problemi anche per chi, come me, non ha letto la storia precedente.

Il romanzo ci presenta due misteri diversi: il primo è la morte di una giovane donna, Liv, in cui Ellen si imbatterà per caso mentre raggiunge la madre ad Örelo e da cui non riuscirà a stare alla larga; e l’altro è il tentativo da parte della protagonista di fare luce sulle vicende del proprio passato e della morte della sorella gemella in particolare.

Ci ritroveremo a correre tra Stoccolma e il paesino dov’è cresciuta Ellen oltre che nella sua mente e ogni piccolo passo che farà lei, sarà un piccolo grande passo anche per noi. Lo stile della Bley aiuta a rimanere focalizzati sulla storia; i capitoli sono brevi, ma carichi di emozioni e sensazioni e, nonostante siano scritti in terza persona, alternando il punto di vista di Ellen e di altre due donne, di cui parlerò a breve; il lettore si sente completamente immerso nelle loro vicende.

Ho accennato poc’anzi alle altre due protagoniste, Hanna ed Alexandra. A dir il vero la loro presenza è più che altro di supporto e lasciano la maggior parte dello spazio ad Ellen, ma sono fondamentali per svelare la storia e la sottotrama sociale e psicologica che si stende tra le pagine del romanzo e che in qualche modo ci aiuterà a capire le motivazioni che stanno dietro l’omicidio di Liv.

A tenermi sulle spine da metà romanzo in poi è stata la vicenda di Ellen stessa e di Elsa, la sorella gemella morta annegata quando le due avevano poco più di otto anni. Ciò che mi ha affascinato è stato conoscere il loro rapporto complicato, quel rapporto difficile che può esserci tra gemelle che condividono tutto ma che al contempo possono essere così diverse e in contrasto. Da questo punto di vista la Bley è stata magistrale, perché Elsa non c’è fisicamente , ma è presente con forza in ogni attimo della vita di Ellen e della sua famiglia.

Aggiungiamo che stilisticamente il testo è impeccabile, ha un ritmo incalzante e nulla è lasciato al caso. È una di quelle storie che quando finisci di leggere passi almeno un paio d’ore a ripensare a tutte le mollichine di pane che l’autrice ha lasciato per strada e che ci avrebbero dovuto condurre alla soluzione, ma anche a tutte le false piste che ha aggiunto per farci dire a fine romanzo: “peccato, potevo arrivarci anche io!”.

Fin qui la meraviglia che ho provato nel leggere le prime 340 pagine su 348, poi è arrivato il finale in cui ho avuto la sensazione che l’autrice abbia avuto fretta di finire. La sua biografia ufficiale nel sito dell’editore ci dice che “Dopo l’incredibile successo internazionale del libro, l’autrice sta lavorando a una serie che ha per protagonista l’ostinata giornalista Ellen Tamm”. Quindi è logico immaginare che il finale sia così aperto perché dovremo leggere il terzo romanzo della serie per farci passare l’amaro in bocca che non è tanto dovuto al colpo di scena finale, quanto al modo che ha avuto la Bley di raccontarcelo. Non voglio spoilerare nulla, ma finendo il libro ho pensato solo: “manca un capitolo”, non “manca un libro intero”.

Immagino che leggerò anche il prossimo e forse anche il primo romanzo perché lo stile della Bley mi ha convinto ed appassionato e quasi mi dispiace dover far media tra le cinque stelle delle prime 340 pagine e le 2 delle ultime 10 (è più un 3 ½ che un 4 stelle). Ma anche la vita va così, ci si ricorda di come le cose finiscono, non di come si vivono.

AUTORE

Mikaela Bley

È nata nel 1979, vive a Stoccolma con il marito e i loro due figli. Ha lavorato come produttrice per il canale televisivo TV4 e ora fa la scrittrice a tempo pieno. Ha esordito con Segreto di famiglia. Dopo l’incredibile successo internazionale del libro, l’autrice sta lavorando a una serie che ha per protagonista l’ostinata giornalista Ellen Tamm.

Gianni Mazza è nato nel 1981 a Ragusa, dove vive e lavora attualmente. Nonostante la sua formazione prettamente scientifico/informatica, si è dedicato alla scrittura e alla recitazione teatrale. Autore di poesie, racconti e sceneggiature, ha pubblicato il suo primo romanzo, Luda, nell’estate del 2015. La bestia di Brixton è il suo secondo romanzo.

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