Incastro emotivo
Romanzo
Bookabook narrativa
2026
cartaceo
154
La pelle di Nina è fragile, esposta ai venti imprevedibili della vita. Non ha modo di proteggersi. O meglio: crede di non saperlo fare. Poi, alza lo sguardo e li vede: Leonardo, dolce e presente compagno di vita, sua madre e suo padre, sempre lì per lei anche quando ciascuno è alle prese con se stesso, la nonna Teresa, infaticabile e indomita, i fratelli, diversi da lei eppure così vicini. E poi gli amici: quelli che la vita le ha regalato di recente e quelli che hanno fatto con lei un lungo pezzo di strada. Forse, la fragilità non è sinonimo di debolezza quando ricevi così tanto amore, da te stessa e dagli altri. Forse è questa la migliore protezione dalle intemperie.

La copertina di “Incastro Emotivo” di Francesca Butti, (Bookabook Narrativa) mi ha attratto in modo particolare perchè non si svela tutta subito, ma solo un dettaglio alla volta. Prima ho notato gli occhi del viso, chiusi. Poi quelli dell’anima, aperti. Successivamente, alla mia mente è arrivato il tassello del puzzle che manca, che è “piantato” proprio in mezzo al petto, il punto del corpo dove si sente più il dolore. Infine la Luna, simbolo dell’inconscio e della profondità ed allo stesso tempo presenza rassicurante.
TRAMA E DESCRIZIONE
La protagonista è Nina, alter ego dell’autrice, un anima delicata, coraggiosa, ferita, tormentata ma proprio per questo unica e così speciale. Particolare è il modo in cui percepisce il mondo. Si accorge di quello che normalmente nessuno vede, riesce a sentire anche la più piccola variazione di umore di chi le sta vicino. E’ un modo di vivere molto intenso, difficile da spiegare e da comprendere.
“Quando Nina osserva, non vede solo quello che gli altri vedono. Per lei i colori hanno suoni e le forme hanno odori.”
Il libro è scritto in modo molto poetico, delicato, pieno di frasi intense e profonde. L’autrice è riuscita a spiegare cosa accade nella mente e nel corpo ultrasensibile della protagonista, i suoi momenti di luce e buio, i sentimenti altalenanti, usando amore e e compassione. E questi sentimenti li ho avvertiti durante tutta la lettura, come un soffice tappeto che mi ha accompagnato e sostenuto al tempo stesso.
“Difficile essere una pecora arcobaleno quando sei in un gregge che ama il bianco”.
E così Nina, fin da piccola, si è sentita “esagerata” troppo emotiva, troppo bisognosa, troppo fragile tanto da pensarsi una figlia amata, si, ma anche faticosa da gestire. Inoltrandosi nella lettura la protagonista ci racconta dei legami con i genitori e dello scambio di coraggio e forza tra lei e i suoi amici. Tutti personaggi di buon cuore e nobili intenti tanto è che, ad un certo punto, mi sono chiesta in quale capitolo sarebbe apparso “il lupo”.
La frase che considero più rappresentativa di tutto il libro è questa:
” Nina sa bene che ci vorrà del tempo e che la pelle dovrà aprirsi di nuovo ed il dolore sarà inevitabile. Ma stavolta nessuno potrà più reciderle, le sue ali non saranno fatte di piume ma di volontà, di cicatrici, di sogni riparati con ago e fuoco. Le sue ali porteranno il peso del ricordo e proprio per questo la terranno in alto”.
Spesso accade che non vogliamo ricordare i nostri momenti bui, le nostre esperienze dolorose; invece sono proprio questi i nostri punti di forza, quelli che tengono in altro le nostre ali.
CONSIDERAZIONE PERSONALE
Leggendo il libro, il mondo di Nina me lo sono immaginato come un giardino, dove ogni aiuola ospita una qualità diversa di fiori, tutti con i petali morbidi e setosi. Percorrendo il vialetto siamo raggiunti ogni volta da un profumo diverso e poi, mentre ammiriamo fiori e colori, ecco che arriva alle nostre orecchie una bellissima melodia che incanta i nostri sensi. Il sole è accecante e possiamo sentire non solo il ronzio delle api e il cinguettare degli uccelli, ma addirittura i piccoli passi delle formiche che stanno approvvigionando il cibo e vedere le piccole gocce di umidità posarsi sull’erba.
Ma il giardino non ha questo aspetto per tutti. Per molti i fiori sono di un colore solo e non profumano. E la musica…”quale musica? Io non sento nulla…”.
Nina e il suo mondo speciale mi ha ricordato più di una volta il film “Il favoloso mondo di Amélie” perchè poter sentire ciò che agli altri è precluso, inevitabilmente ti fa vivere in un universo tutto tuo.
Tante volte anche io, nella mia vita, mi sono sentita “troppo” e questo libro che mi è piaciuto tantissimo, mi ha fatto bene al cuore. Ho amato in particolar modo i richiami alle canzoni di Claudio Baglioni e alla passione per la lettura.
Conoscere Nina è stato per me come “respirare” finalmente con la pancia.
Mi chiamo Nicoletta Meluzzi e sono nata a Rimini. Il mio carattere timido e introverso mi ha fatto scoprire presto il piacere della lettura, prima come isolamento personale, poi come condivisione. La mia formazione inizia come analista contabile, per poi deviare e stabilizzarsi seguendo la mia grande passione che è la fotografia. Dal 2014 lavoro in un negozio di articoli fotografici e questa esperienza è stata ed è così gratificante da ispirarmi a raccontarla in un libro autopubblicato nel 2022 dal titolo “ISO 1400”. Sono appassionata anche di musica e canto.