Libri,  Thriller

Recensione: In nome del Padre, Massimiliano Amatucci, Kairos

In nome del Padre Book Cover In nome del Padre
maigret
Massimiliano Amatucci
thriller
kairos
ottobre 2019
252
9788832297089

I primi capitoli, rivolti alla decodifica del protagonista, rappresentano l’originale prologo di un’avvincente storia d’azione: un uomo e una donna, uniti dalla provvidenza, ricevono l’incarico di sventare un attentato terroristico senza precedenti, ideato nella capitale inglese, ma destinato a deflagrare i propri terribili effetti nello scenario degli Champs Elysèe parigini. Un’avventura che corre veloce tra Napoli, Londra e Parigi, sino allo scontro finale in cima al grande Arco della Fraternità. Nella guerra tra religioni prevalgono i sentimenti personali e la fallibilità della natura umana su ogni forma d’integralismo. Un racconto, dall'epilogo sorprendente, che travolge con la sua onda d’urto i personaggi che l’attraversano, combattuti tra intimi impulsi e ordine morale.

“In fondo erano molto più simili di quanto fossero in grado di ammettere. Entrambi erano disposti a uccidere e morire, ciascuno nel nome del proprio Dio”

Un’avvincente corsa contro il tempo per sventare un attacco terroristico è quella a cui assistiamo in questa bella spy story in cui il ritmo serrato e l’adrenalina lascia comunque spazio a riflessioni importanti sullo scontro fra religioni e civiltà.

Bellissimo e particolare la scelta e la caratterizzazione del protagonista, Vic,  molto originale anche come ci viene presentato.

Uomo di umanità profonda che vive dentro di sé pulsioni e desideri contrastanti, che lo rendono reale e genuino.

Attraverso di lui e il suo avversario assistiamo allo “scontro fra due diverse religioni, due culture lontane, due visioni del mondo opposte” in cui ognuno crede di essere nel giusto.

Argomento molto moderno e attualissimo che attraverso i pensieri del protagonista  ti pone di fronte a interrogativi profondi su cosa sia la fede, cosa sia lecito fare in nome della fede, se alla fine puoi essere davvero certo che la tua fede  non venga strumentalizzata da burattinai esterni per fini molto lontani dalla religione.

Riflessioni che porteranno il  nostro protagonista, alla fine dell’avventura a riflettere con molta amarezza su  quanto sia “presuntuoso ipocrita ed ingiusto continuare a uccidere nel nome del proprio Dio”

Il romanzo è scritto molto bene e  i personaggi sono  adeguatamente  curati e  caratterizzati.

La storia è molto coinvolgente, i paragrafi sono brevi e veloci, il ritmo è incalzante e non riesci a staccarti dalle pagine, quindi la lettura è scorrevole e avvincente .

Personalmente, da appassionata di cinema, penso che ne potrebbe venir fuori anche un gran bel film.

Il finale fa sperare in un seguito con lo stesso protagonista  che mi auguro di poter leggere presto.

 

 

Massimiliano Amatucci nasce il 21 settembre del 1973 a Pomigliano D’Arco (NA). Dopo aver vissuto a lungo nel centro di Napoli, con la famiglia d’origine, ed aver poi trascorso circa due anni a Londra, oggi vive con la moglie a Torre Annunziata, piccolo paese della costa vesuviana. Ottiene la maturità classica presso l’istituto A. Genovesi di Napoli e, laureatosi in Giurisprudenza presso l’Università Federico II, diviene avvocato, professione che tutt’oggi continua ad esercitare. Parallelamente, coltiva la propria passione per la musica e per il teatro, prendendo lezioni di contrabbasso e di recitazione dai maestri Rino Zurzolo e Lucio Allocca e, sin dall’adolescenza, frequenta con costanza la scrittura, che resta la forma d’espressione artistica da lui prediletta e, probabilmente, quella che più gli si addice.

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: