In fragranza di reato - Delitti e profumi
Limoni & Carboncini
giallo
Raffaella Bossi
8 aprile 2022
cartaceo, ebook
289
Sembra una mattina come tante, a Villa Mozzoni, splendida residenza di una delle più note (e ricche) famiglie varesine. Il giardiniere cubano sta rientrando da una notte in compagnia, la cuoca napoletana sta scendendo nell’orto a raccogliere quel che serve per la giornata. Ma proprio nell’orto c’è qualcosa di strano che, a ben guardare, si rivela un cadavere. Il conte Artemio Sanseverino, consorte della padrona di casa, giace a faccia in giù, con un coltello piantato nella schiena.
A indagare sono chiamati Roberta Burigana, sostituto procuratore, e Nicola Di Stefano, commissario capo con la sua squadra. Entrambi vivono in un B&B, L’Essenza, di proprietà di Agata Cristiani, una maître profumière che ha trasformato la villa ereditata dalla nonna in una dimora accogliente. Tanto che non solo i due tutori della legge ci abitano da due anni, ma anche un architetto milanese e uno psichiatra romano. E così a indagare non c’è solo il nucleo ufficiale ma anche Agata e i due coinquilini, che si autonominano I Segugi.
Tra colpi di scena, personaggi esilaranti e scambi di battute fulminanti, si snoda una commedia poliziesca piacevolissima, in cui il lettore cerca l’assassino insieme agli investigatori ma lo fa divertendosi, con animo leggero.
“In fragranza di reato” di Raffaella Bossi, Edizioni Il Vento Antico, è una simpatica commedia poliziesca che piacerà anche a chi non ama i gialli.
La storia è ambientata a Varese, piccola cittadina lombarda, in una magnifica villa dell’alta società. In questo contesto, l’amicizia sincera, come la lealtà e soprattutto la discrezione, sono sentimenti poco comuni.
I protagonisti che impareremo a conosce, ad amare o, perché no, ad odiare sono molteplici, ognuno ben caratterizzato sia dal punto di vista caratteriale che fisico.
Il romanzo ruota intorno all’omicidio del Conte Artemio, il marito della padrona di Villa Mozzoni.
Perché e soprattutto chi è stato ad uccidere il Conte?
“Quando il conte Artemio Gaetano Sanseverino passò a miglior vita, certo non si aspettava di terminare i propri giorni in un orto. Ma tant’è che il blasonato fu trovato tra pomodori e insalata, le braccia stese tra le zucchine e i piedi nascosti tra i fagiolini. La guancia sinistra appoggiava sulla terra umida, gli occhi, abituati alla raffinatezza, contemplavano una melanzana. Nemmeno una gran bella verdura, a dir la verità, più simile a un bubbone da peste nera che a qualcosa di commestibile”.
A indagare sul delitto troviamo Roberta Burigana, sostituto procuratore, e Nicola Di Stefano, commissario capo. I due abitano in un B&B, L’Essenza. La proprietaria, Agata Cristiani, è una maître parfumeur alla continua ricerca di “un’essenza”. A vivere in questa tranquilla dimora troviamo anche un architetto milanese e uno psichiatra romano che amano intromettersi, non sempre in modo “legale”, nelle indagini.

“Ci sono mestieri e mestieri. Alcuni richiedono manualità, altri una laurea, altri ancora una competenza specifica: nel suo ci voleva naso.
Agata Cristiani era un naso, un maître parfumeur come l’avevano certificata in Rue Fabourg Saint-Honoré, che non è una torta, bensì una strada di Parigi dove i grandi nomi della moda fanno a gara a chi costa di più.”
Come gli altri romanzi della Bossi, l’avventura procede tra colpi di scena, scambi di battute fulminanti, con personaggi divertenti e a volte un po’ sopra le righe.
Non mancheranno battute dialettali, di facile comprensione, che donano ulteriore brio alla narrazione.
La scrittura è fluida, leggera, mai noiosa. Inizialmente i numerosi personaggi, quelli da me citati sono solo alcuni, mi hanno messo in leggera difficoltà: continuavo a confondere i nomi ma dopo qualche pagina mi sono diventati “familiari”.
“In fragranza di reato” è una lettura rilassante, perfetta per la spiaggia e per trascorrere qualche ora di relax cercando tra le righe di scoprire chi è l’assassino… ma molto spesso le cose non sono come sembrano e il finale vi lascerà spiazzati.
“Il conte che tipo era?“
“‘O conte? E ca’ tipo vò ca’ fosse? ‘Nu strunzo che maje faticaje in vita sua. A me però mi ha sempre trattato bene.”
“Era un matrimonio felice con la contessa?”
“Sì, eccome no!“ Risata con lo stesso tasso di acidità di un limone di Sorrento. “Propeto loro! Il conte teneva più amanti di camicie e lei, Maronna mia, pure peggio. Però discreti, questo lo devo dire.“
“Mi scusi, ma se erano così discreti, com’è che lei lo sa?“

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.