Immacolata Intercessione
romanzo, qlgbt
Il ramo e la foglia Edizioni
novembre 2021
cartaceo
216
Chicago (Illinois), 1988. Unicorn e Shebop sono due amici e coinquilini legati da un amore viscerale ma platonico. Entrambi svolgono dei lavori particolari. Unicorn è un attore porno gay egocentrico, molto religioso e praticante. Shebop è una drag queen transessuale, di notte è la star del Blue Tongue e di giorno fa la parrucchiera nel suo negozio. Ha una fissazione per la cantante Cyndi Lauper.
Nessuno dei due usa mai il nome di battesimo. Entrambi hanno sposato le loro vite artistiche come in una missione.
La loro esistenza trascorre sui binari del divertimento e della trasgressione negli edonistici anni ’80.
Ma “ai piani alti del cielo” qualcuno ha deciso per loro un destino diverso.
Un giorno, nel negozio di Shebop si presenta una giovane donna di nome Mary e… da quel momento la loro esistenza cambia radicalmente.
Il libro è adatto a lettori maggiorenni.
Intenso e delicato è “Immacolata Intercessione“, il romanzo qlgbt del giornalista Carlo Kik Ditto, edito da Il ramo e la foglia Edizioni. Intenso per la mole di sentimenti che racconta; delicato per un duplice aspetto, interno ed esterno. All’interno della storia, infatti, si trattano temi molto delicati quali il rapporto tra ciò che è considerato peccato e ciò che non lo è, la concezione di fede, l’omosessualità e la società, il lavoro del porno, la maternità e il modo di viverla, i miracoli e il loro percepirli nella società di oggi, il sesso e l’AIDS in una Chicago dei ruggenti anni ’80. La delicatezza è presente inevitabilmente anche all’esterno: parlo dell’atteggiamento di chi legge, che necessita di essere delicato verso tutte le tematiche trattate.
Brevemente, il romanzo che recensiamo oggi ha come protagonista Unicorn, un ragazzo omosessuale che lavora come attore porno e ha una forte fede. Unicorn convive con Shebop, una oggi donna (ieri era un uomo, che ha deciso di operarsi per cambiare sesso), parrucchiera di giorno e Drag Queen di notte. Due amici che hanno tante cose in comune, tra cui spicca un desiderio che, forse per intercessione o forse per casualità, troverà la sua realizzazione.
Per commentare, recensire o semplicemente discorrere di “Immacolata Intercessione” è indispensabile avere il giusto approccio. Nessun pregiudizio, nessuna morale o etica che si rispetti, nessuna propensione per la scienza o la fede, bensì un mesto atteggiamento di accoglimento dei messaggi che Carlo Kik Ditto, pur senza voler imporre, comunica.
“«Sono Unicorn, da oggi lavoro nel porno, ho girato il mio primo film e niente… tu sei la prima persona a cui lo dico, tieni questi» senza averlo preventivato presi tutti i soldi guadagnati e glieli regala.
«Che… che… Dio ti benedica» l’uomo alla vista dei soldi si rallegrò istantaneamente.
«Sono già benedetto, ma grazie lo stesso»”.
Non mi soffermerò oggi e in questa sede sulla concezione tradizionalista o progressista di fede. Già sono troppe le disquisizioni teologiche e filosofiche che ruotano intorno al tema. Mi basta dire che, per ciò che rileva qui, senza cadere nell’idea di una fede personale, fatta a propria immagine e somiglianza (o a proprio piacimento), ci si imbatte nello scontro tra forma e sostanza del Credo religioso. Si può credere anche se nei fatti si compie peccato (o ciò che la Tradizione vuole sia peccato), pur agendo nelle opere da cristiano caritatevole? Questa è una prima vera “bomba” che l’autore lancia!
Unicorn, infatti, vive un dissidio tra il forte affidamento al Signore e il suo essere omosessuale e attore porno. Un dissidio che, invero, ha imparato da sé a superare, facendo prevalere alle chiacchiere delle persone la sua forte religiosità, a tal punto da confessarsi periodicamente presso il suo Padre confessore. Unicorn è una bella persona che sa il fatto suo, ed è caritatevole. E lo dimostra soprattutto nei confronti di Shebop, la sua stravagante amica, sorella, compagna, che supporta nel momento del bisogno, comprende nei suoi crolli emotivi e isterici, appoggia nelle sue follie. Il lettore, invero, impara a conoscere anche Shebop attraverso le sue stesse parole.
Il punto di vista della narrazione è quasi sempre quello di Unicorn, tranne per qualche capitolo, dove a parlare sarà proprio lei. E parlerà su due altre “bombe” lanciate dall’autore: il cambiamento di sesso, il modo in cui lui non si sentiva se stesso, la preparazione alla trasformazione, l’esigenza di sentirsi libero di esprimere in tutto e per tutto la sua personalità. E il desiderio, dopo tutto questo percorso, di avere un figlio e di dargli una famiglia che si allontana dalla forma della famiglia tradizionale di Nazareth, ma è molto vicina alla sostanza dell’idea di famiglia.
“«Lo sai che è un intervento da cui non si torna più indietro?»
«Meno male”»
«Perché davvero, dottoressa cara, non ce la faccio più, ogni singolo giorno, a guardarmi allo specchio e non vedere mai davvero me stessa»” – Immacolata Intercessione
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Non ho detto tutto e già immagino l’ala canonico-tradizionalista pronta ad appellarmi come blasfema nel momento esatto in cui pronuncio (o meglio, scrivo) la parola fede o miracolo dopo tutte queste “anomalie” del cristianesimo. Ma come dicevo, oggi voglio soffermarmi sul messaggio dell’autore: la fede che importa nel mondo di Lassù è quella del cuore.
E mentre lo scrivo riecheggia in me “Beati gli umili di cuore perché vedranno Dio“. Gli umili di cuore sono quelli in grado di provare la viva fede, a prescindere dal peccato commesso e di cui ci si è pentiti. Ma, poi, chi decide cosa è peccato e cosa no? Altra “bomba tematica” di Carlo Kik Ditto. Il peccato dei primi secoli dopo Cristo è un peccato ancora oggi? Il concetto di peccato si adegua allo scorrere e al mutare dei tempi? Il famoso detto “Occhio per occhio dente per dente”, ad esempio, non è più ammissibile in una società “civile” (?) quale la nostra. Eppure in passato era legittimato, eccome!
Ma non posso continuare. La recensione deve continuare nel suo versante tecnico e analitico.
Lo stile dell’autore è molto fluido; il linguaggio narrativo è contemporaneo, coerente alle realtà di cui si racconta, diretto e senza giri di parole, senza mai sfociare nella volgarità, nonostante la descrizione esplicita di scene di sesso pornografico girate sul set.
“Quando si riceve una notizia del genere è come se si andasse sott’acqua, tutto sembra sulfureo e leggero. Esco dal bar e mi incammino verso il negozio di Shebop, non prendo i mezzi pubblici, le mie gambe vogliono camminare. Le strade, che conosco a memoria, sembrano nuove, sembrano diversi gli odori e i colori che mi circondano”
Il tempo della narrazione è scorrevole, senza interruzioni, fatta eccezione per l’epilogo, in cui si fa un salto di un anno. Dal punto di vista cronologico è trascorso un anno; dal punto di vista sostanziale si è ritornati alle origini. Ritroveremo, infatti, i protagonisti del romanzo nella loro essenza, a prescindere dalla forma sessuale che siamo soliti attribuirci e attribuire.
In alcuni punti, la storia di “Immacolata intercessione” è esagerata, lo ammetto. La vicenda di Cindy Lauper ne è un esempio; ma anche questo serve a capire gli stati d’animo dei personaggi, i motivi delle loro azioni e le reazioni che queste provocano. Sappiamo reagire in modo equilibrato a tutto ciò che ci sembra anormale rispetto alla nostra idea di normalità? Sappiamo liberarci dall’egoismo nel momento in cui indichiamo una cosa come normale e l’altra no?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.