Il viaggio per l'Italia di Giannettino
Libro per ragazzi
Minerva Edizioni
27 maggio 2026
cartaceo e-book
752
Qualche anno prima di dar vita alla favola di Pinocchio, a partire dal 1877, Carlo Collodi si cimentò in quelle che potremmo definire prove generali: una serie di libri didattici che hanno come protagonisti il monello Giannettino e Minuzzolo suo amico. Solo il dottor Boccadoro sarà in grado di resistere alle impertinenze di Giannettino e a portarlo sulla retta via. Insieme intraprenderanno un viaggio attraverso un’Italia da poco unita, facendo nascere nel giovane studente l’idea di patria e nazione, ma al tempo stesso insegnando a lui e ai suoi lettori, la bellezza. Una bellezza fatta di arte, storia, cultura, letteratura, musica, ma anche di tradizioni, buon cibo e soprattutto fatta dalla gente. Di ritorno da questo che sarà per lui un vero e proprio viaggio d’istruzione, Giannettino condividerà con i suoi amici l’esperienza vissuta, confermando quanto più volte ribadito dal dottor Boccadoro: s’impara più in un viaggio che in cento libri. Prendendo a modello i celebri Baedeker di moda all’epoca, Collodi creò questa guida d’Italia vista attraverso gli occhi dei più piccoli, dove a far da cicerone troviamo un viaggiatore attento e curioso, che mostra a noi lettori un’Italia che non perde mai il suo fascino. Nell’anniversario dei duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, abbiamo voluto ricordare e celebrare la sua opera con la pubblicazione dei tre volumi che tra il 1880 ed il 1886 videro la luce con il titolo di Il viaggio per l’Italia di Giannettino, una delle opere rimaste all’ombra della celebrità di Pinocchio, ma il cui protagonista ne costituì le bozze preparatorie. Un testo didattico che ha ancora molto da insegnarci.
“Qualche volta s’impara di più in un viaggiare che in un volume di geografia” da “Il viaggio per l’Italia di Giannettino” di Carlo Collodi
Carlo Collodi attraverso “Il viaggio per l’Italia di Giannettino” ci porta in giro per il nostro paese neonato. Lo fa tramite lo sguardo di uno dei suoi protagonisti, un ragazzino intelligente ma irrequieto. Insieme al suo mentore, il dottor Boccadoro, attraverserà l’intero Paese da Nord a Sud. Di ogni città in cui sosteranno, conoscerà la storia, i monumenti, il linguaggio e le caratteristiche della gente. Non potrà non condividere tutte queste sue scoperte con gli amici, Minuzzolo, Alfonso ed Ernesto. Lo farà attraverso il racconto ma anche crivendo lettere, la sera stessa di ogni scoperta, a mente fresca per riviverla più vividamente.
“Questi maledetti anni passano per tutti, ma per noi ragazzi non passano mai! La mi pare una bella ingiustizia!”
Noi conosciamo l’opera maggiore di Collodi (Pinocchio), ma prima diede vita ad altri due personaggi scrivendo romanzi di matrice pedagogica attraverso le loro avventure. Uno di essi è Giannettino, il protagonista di questo romanzo, l’altro si chiama Minuzzolo e ne prenderà parte in quanto caro amico di Giannettino.
Giannettino è un ragazzo molto intelligente e curioso. Non è sempre stato obbediente, anzi, era un vero monellaccio che detestava andare a scuola. Il suo mentore, il dottor Boccadoro invece è molto paziente oltre che colto. Crede nelle capacità del ragazzino e decide di istruirlo attraverso un viaggio a scopo didattico. Osservare le cose da vicino sarà assai più stimolante che leggerle su di un testo, così come incontrare gli abitanti delle città, assaggiare i cibi tipici e ascoltarne i dialetti. Minuzzolo è un caro amico del suo allievo che ascolta ogni racconto con grande partecipazione e desidererebbe diventare loro compagno di viaggio (per un breve tratto lo sarà). È piccolo e magro, a questo deve il suo nomignolo, ma è un ragazzino vivace e con una gran voglia di crescere.
“… perché mi pare che i giovanetti della nostra età, se hanno un po’ di passione per lo studio, debbano visitare le belle biblioteche collo stesso piacere, con cui vanno ai teatri e agli altri divertimenti”
L’opera di divide in tre parti. Una prima parte dedicata all’Italia del Nord (Italia Superiore), l’altra al centro Italia (Italia Centrale) e la terza all’Italia del Sud (Italia Meridionale). Collodi si esprime con un linguaggio che fonde il fiorentino popolare e quello tipico della letteratura tradizionale toscana. Il risultato è un qualcosa di brillante, vivace e originale.
Potremmo riscontrare una terminologia desueta e anche la sintassi è quella del parlato fiorentino diversa da quella a cui ora siamo abituati, ha un lessico popolare. Questo era uno degli obiettivi dell’autore, creare un linguaggio colloquiale conforme alla realtà di quei tempi (post unità d’Italia – seconda metà dell’Ottocento). È comunque di semplice comprensione, nonostante l’arguzia delle battute e la briosità dei dialoghi, non è una lettura dal ritmo rapido. Oserei dire che non dovrebbe esserlo poiché le nozioni sono tante quante le opere d’arte e la storia delle città italiane, ed è giusto incamerarle con gradualità, magari approfondirle. Leggere tutto rapidamente sarebbe uno spreco. È un’opera geniale perché s’impara divertendosi. I nostri occhi diventano quelli di Giannettino ed è emozionante leggere il racconto della città in cui viviamo, confrontarla con quella di oggi e immaginarla come allora.
L’obiettivo del libro era creare nei ragazzi una nuova consapevolezza, quella di far parte di una nuova patria, far sì che se ne sentissero parte attiva e ne fossero fieri. Da non trascurane inoltre la funzione didattica, il desiderio di rinnovare le tecniche di apprendimento tipiche dei tradizionale testi scolastici così lontani dalla vita reale degli studenti. Raccontare usando il loro linguaggio poteva aiutare la comprensione. Attraverso questo romanzo, chi non aveva i mezzi economici per viaggiare, poteva farlo con la mente semplicemente leggendo e magari immaginando. Questo rimane tuttora il potere migliore della letteratura!
“Vuoi sapere che cos’è la pizza? È una stiacciata di pasta di pane lievitata e abbrustolita in forno, con sopra salsa di ogni cosa un po’ “
Quest’edizione fa parte di una collana chiamata “libri sperduti” che si propone di ristampare i testi nella loro forma originale, come gli autori li avevano pensati senza censure o ammodernamenti. È un’edizione meravigliosa, non esagero!
Non appena ho avuto tra le mani questo volume, Minerva Edizioni, la sua mole non mi ha spaventata, al contrario, mi ha incantata. Ho capito immediatamente che si trattava di qualcosa di prezioso. Innanzitutto la copertina consiste in un acquerello dai colori tenui e dalle sfumature delicate (faccio i miei complimenti all’illustratrice Lucia De Marco). Se vi passiamo il palmo della mano, sentiremo la carezza dei sottilissimi e invisibili canali in rilievo. La carta è di alta qualità e ha quel tipico profumo che ci incanta. I caratteri di scrittura del titolo e della collana hanno uno stile classico e vintage che impreziosisce l’opera.
Se voleste fare un dono a qualcuno che ama la letteratura classica in generale e quella italiana in particolare, questo sarebbe un presente molto raffinato oltre essere istruttivo.
Cosa pensereste se in uno dei pacchi per il vostro compleanno ci fosse questa stupenda edizione?
