Il tesoriere
Narrativa contemporanea
Mondadori
14 settembre 2021
cartaceo, ebook
390
Italia, 1972.
Dopo quattordici anni trascorsi tra i corridoi polverosi di un soffocante archivio alla periferia di Milano, Andrea Ferrante è ormai rassegnato al suo dignitoso quanto anonimo ruolo di piccolo funzionario politico, ben lontano dalla radiosa carriera cui un tempo sembrava destinato. Il rapporto con la moglie Sandra si trascina stancamente. Con suo figlio Umberto, poco più di qualche sporadico litigio.
A strapparlo dal torpore del fallimento è un'inattesa convocazione a Roma dove, contro ogni logica e consuetudine, il nuovo segretario del PCI lo nomina tesoriere del partito. L'entusiasmo per il prestigioso incarico, però, lascia presto il posto allo sconcerto: non solo il suo predecessore è stato trovato morto in circostanze poco chiare, ma il primo compito che Ferrante deve affrontare è interrompere il fiume di denaro proveniente da Mosca. Sono anni densi di fermento, quelli della Guerra Fredda, delle università occupate, del volantinaggio in fabbrica, dei cortei di piazza e delle prime vittime del terrorismo.
L'Italia è troppo strategica per lasciare l'iniziativa al nemico: comunisti, democristiani, CIA, KGB, servizi deviati, brigatisti e alti prelati del Vaticano si incrociano a Roma, vero epicentro della contrapposizione tra Mosca e Washington, mettendo in scena un conflitto senza precedenti che, anestetizzato dall'abbraccio della Dolce Vita, trasforma la Città Eterna nel parco divertimenti dello spionaggio internazionale.
Gli eventi che hanno catapultato l'inconsapevole tesoriere in un labirinto senza apparente via di uscita risvegliano storie provenienti da lontano che si danno appuntamento sulle sponde del Tevere per fare i conti con il passato. Storie di soldi, tanti soldi, storie di militanza e di tradimenti, di fantasmi testardi, nobili proletari, truffatori metodici, ministri senza culto, criminali devoti ed eroi inconsapevoli.
Recensione
Gianluca Calvosa ci trasporta nell’Italia degli anni ’70, in quell’Italia che allungava una mano al Vaticano e con l’altra si avvicinava a Mosca.
“Il Tesoriere”, edito Mondadori, non è sicuramente un libro di facile lettura, non solo per l’argomento trattato ma anche per il modo in cui è scritto.
Non mi dilungherò sul contenuto, in quanto risulta complesso farne una critica per me che non conosco a fondo il momento storico e gli intrighi che avvenivano all’interno delle sedi dei vari partiti politici.
Ci troviamo all’inizio del periodo più buio per quanto riguarda la politica italiana; sono i cosiddetti anni di piombo, gli anni della violenza armata e delle lotte di piazza. Anni in cui la DC in Italia era il partito a cui la gente ancora guardava con rispetto; periodo nel quale il PC era soggetto al volere della Russia e che guardava a Mosca con il massimo rispetto.
Gianluca Calvosa analizza i retroscena di questi ambienti mettendosi dalla parte di chi lavorava per uno dei partiti; spesso persone che si sono trovate invischiate in giochi di potere più grandi di loro.
“Come in tutte le grandi famiglie, anche nel Partito comunista italiano i segreti più imbarazzanti si custodivano dietro a muri discreti di silenzi, omissioni e mezze bugie”.
L’autore dà voce a diversi personaggi che militano in uno dei due partiti politici e che ci raccontano di morti sospette, incontri clandestini, viaggi a cui sono stati obbligati.
I personaggi, di invenzione dell’autore, agiscono all’interno di ambienti esclusivi; Calvosa ci narra alcuni passaggi e inserisce persone realmente vissute che hanno fatto la storia non solo d’Italia.
Andrea Ferrante è il protagonista principale. Descritto molto bene, il suo carattere emerge sia nei passaggi in cui si trova in difficoltà che quando deve prendere decisioni importanti. La sua presenza a Roma ci porterà tra Botteghe Oscure e il Vaticano, tra omicidi e soldi, tra conflitti internazionali nella Città Eterna.
La conoscenza delle vicende politiche di quel periodo è necessaria per capire alcuni passaggi; tanto più che i rapporti tra il KGB e il resto del mondo rimangono ancora oggi ignoti. Il fatto che succedessero incontri clandestini nei luoghi più impensati, ormai, di dominio pubblico.
“Tokarev trovò il suo uomo assorto in contemplazione del monumento funebre. «Inizialmente mi dava un senso di angoscia, poi ho imparato ad apprezzare l’ironia della morte mentre si libera dal drappo che doveva nasconderla nel tentativo di esorcizzare la fine» esordì l’agente del KGB in un italiano impeccabile.
Verbovšk gli rispose senza voltarsi: «Il genio di Bernini riesce a rendere affascinante anche la morte. Molto più divertente dei noiosi scheletri putrefatti di epoca medievale»”
Un libro di non facile lettura
Per quanto riguarda la lettura de “Il tesoriere” devo ammettere che il libro è scritto molto bene, non ho trovato errori di alcun genere. Devo sottolineare che se non si conosce il tema trattato si fa fatica a seguire lo svolgersi degli eventi; si tende a leggere a un livello più superficiale. Gli intrighi dei vari palazzi per essere capiti fino in fondo avrebbero bisogno di una conoscenza politica e sociale del periodo abbastanza approfondita.
Chi è Gianluca Calvosa
Gianluca Calvosa nasce a Napoli nel 1969. Dopo la laurea in ingegneria ha svolto un’intensa attività manageriale. Ha fondato OpenEconomics, società leader in Italia nella valutazione d’impatto socioeconomico, e Standard Football, spin-off di analisi finanziaria in ambito sportivo. Dal 2002 al 2006 ha diretto la casa editrice “Il Riformista”, “New Politics” e “Quaderni Radicali”. Nel 2004 ha contribuito alla nascita di “Formiche“, magazine multimediale di economia e politica di cui è presidente.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!