Il tempo sbagliato
narrativa contemporanea
Santelli
2026
cartaceo/ebook
285
Giuseppe è un ex allenatore di calcio che ha conosciuto il successo e il fallimento, la gloria e la colpa. Oggi vive a Roma, in una solitudine gentile, riempita solo dalle risate del nipote Giacomo — la sua seconda occasione, la possibilità di sentirsi ancora utile, ancora vivo. Ma la vita, come il calcio, sa colpirti quando meno te lo aspetti. L’incontro con Letizia, una giovane madre dal sorriso fragile, e il ritorno improvviso di un vecchio amico lo costringeranno a riaprire ferite che credeva guarite, a guardare negli occhi il passato e il destino che aveva cercato di dimenticare. Perché “il tempo sbagliato” non è solo quello di un passaggio mancato in campo: è l’attimo in cui la vita decide per te, in cui tutto cambia e nulla torna più come prima.
Qual è il vostro sport preferito? Preferite più guardarlo o praticarlo?
“Il tempo sbagliato”, edito Santelli, è un romanzo scritto da Luca Leone.
Siamo a Roma e il protagonista è Giuseppe.
Giuseppe è consapevole di non essere stato un buon padre per sua figlia Elisabetta, nonostante nutrisse per lei un sentimento smisurato.
Giuseppe è in quell’età dove pensa che il riposo sia l’unica cosa rimasta e che la vita ormai non può più dargli seconde possibilità, invece la vita decide che forse è giunto il momento di donargli un’altra possibilità e di far capire a Giuseppe che tutto l’amore non dato a sua figlia Elisabetta lo può donare in Giacomo: il suo nipotino.
Ed ecco che inizia a dedicargli parte del suo tempo e soprattutto il sentimento che non è riuscito con Elisabetta, soprattutto perché Giacomo è un ragazzino allegro che lo fa sentire ancora utile.
Lo scrittore ci racconta di un uomo che potremmo definire un antieroe, stropicciato dai tanti errori commessi, insomma uno di noi.
È stato un allenatore di calcio e proprio il linguaggio di questo sport che diventa la sua metafora della vita: vittoria, tiri in porta, goal, ma anche sconfitte.
A un tratto, nella sua vita ritorna un vecchio amico con il quale dovrà affrontare una parte del passato che pensava avesse rimesso in quell’angolino di cuore dove “non fa più male”.
Ho letto questo romanzo con una malinconia verso ciò che è stato e quello sarebbe potuto essere, perché tutti noi a volte sbagliamo a scegliere il tempo giusto per fare una cosa che, magari proprio in quel momento avrebbe potuto cambiare la vita.
Giuseppe si racconta senza filtri, al tal punto che la lettura diventa riflessiva e introspettiva.
Bellissima l’ambientazione della città di Roma.
Voto: 4 stelle

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.