Il tempo di mezzo
narrativa contemporanea
Les Flâneurs Edizioni
13 settembre 2021
cartaceo, ebook
304
Beatrice Rossini. giornalista realizzata e piena di vita, follemente innamorata del suo lavoro e di suo marito Guglielmo, nasconde in realtà un antico trauma, lo stesso che ha spezzato la sua famiglia quando era solo una ragazzina.
Al compimento dei fatidici quarant'anni, decide di smettere di procrastinare e parte da sola per l'Olanda alla ricerca della verità. Tra una colazione e una birra con le amiche vecchie e nuove, una corsa in spiaggia e un articolo da inviare al giornale, dovrà seguire le tracce che suo padre le ha lasciato in un biglietto datato 1991.
Tracce che passano per un polveroso negozio di antiquariato e che potrebbero guarirla dal senso di incompiutezza che ha forgiato il suo carattere nonostante tutto. Riuscirà a scovare i tasselli mancanti e a guardare con fiducia il futuro?
“C’è un tempo esatto, quello di mezzo, che è il più dispettoso. Può durare un’eternità, ma ciò che accade in quel frangente non dipende più da te.”
Il tempo di mezzo
La vita di Beatrice è stata sconvolta dal suicidio del padre. Prima di compiere quel gesto disperato, ha lasciato dei biglietti per le figlie. Ognuno di essi contiene delle indicazioni. Beatrice è la figlia minore, aveva solo dodici anni all’epoca dei fatti. È cresciuta portandosi un grande vuoto dentro, ha studiato, è diventata giornalista e ha sposato l’uomo che amava, Guglielmo. Eppure le manca qualcosa. Decide, così, di leggere il biglietto lasciatole dal padre e seguire le indicazioni che la conducono in Olanda.
“Certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perdere tempo per negligenza” – Il tempo di mezzo
Beatrice è una donna intelligente, acuta, allegra e realizzata; è una giornalista ed ha una vita piena ed appagata. Vive con il marito Guglielmo e una gatta che adora; ha due sorelle maggiori, gemelle, che, a differenza sua, hanno affrontato l’assenza del padre con più rassegnazione. Sua madre, invece, è una donna forte ed orgogliosa; ha smesso di parlare del marito nel momento stesso in cui se n’è andato, come non fosse mai esistito. Ha vissuto la sua vedovanza con tranquillità. Gli unici momenti d’insofferenza sono quelli nei quali Beatrice le fa domande sul padre, sui motivi che possono averlo portato al suicidio.
“Devo raccontare il dolore più profondo per impedire che la gente si faccia del male” – Il tempo di mezzo
La narrazione è semplice, ma non scorrevole. Il ritmo è lento; la trama prende forma quasi alla fine. L’intero racconto pare un infinito preludio, fatto di incontri tra la protagonista ed una serie di personaggi secondari poco incisivi.
L’autrice è sicuramente un’abile scrittrice. Lo stile narrativo è impeccabile dal punto di vista della forma, mentre il contenuto si disperde nell’eccessivo numero di pagine. Talvolta il libro appare ripetitivo e monotono. Molto simpatici, invece, gli strafalcioni della madre di Beatrice durante le loro telefonate.
La tematica principale è la ricerca di quel tassello mancante per completare il mosaico della vita. Questa ricerca passa attraverso la via indicata di un padre nel suo biglietto per la propria figlia.
“Ogni giorno bisogna trovare almeno una ragione per brindare” – Il tempo di mezzo
Una bella scrittura, una trama interessante ma, a mio parere, sviluppata in modo dispersivo. Pur amando lo stile narrativo dell’autrice, ho trovato questa lettura deludente. Mi aspettavo una sorta di caccia al tesoro con suspense e colpi di scena connessi. La storia, invece, pareva non decollare mai. Un po’ come come quell’aquilone che costruii quando ero una ragazzina, troppo carico per volare, nonostante o per via di tutti i nastri e adesivi che vi avevo applicato. L’idea di fondo di questa storia mi piaceva molto, ma si è rivelata solo sul finale. Tutto ciò che avrebbe dovuto fare da cornice, rappresentava invece l’intero quadro.
Avete mai mentito per orgoglio?
