Il tempo delle viole
romanzo storico
Newton Compton Editori
8 aprile 2026
cartaceo, ebook
320
AURORA Parla con le Agane e porta dentro di sé l’irruenza del Tagliamento, che le affida storie antiche.
BIANCA Ha il cuore popolato da re e regine e sembra una principessa in attesa: di un principe o forse di una risposta.
VIOLA È in cerca delle proprie radici ma il destino non sempre si sceglie, a volte si riconosce.
Insieme comprenderanno che le donne assomigliano alle viole: delicate ma non fragili, capaci di resistere all’inverno e di fiorire dove nessuno avrebbe creduto possibile.
FRIULI, 31 DICEMBRE 1888. Aurora ha undici anni e vive a Carpacco, un piccolo paese affacciato sul Tagliamento, il re dei fiumi alpini. Parla con le Agane, le fate delle acque, e sta a stretto contatto con le donne della filanda, tra i bozzoli dei bachi da seta e i sogni di un futuro diverso. A Udine, Bianca, quattordicenne raffinata e curiosa, assiste all’accensione delle prime luci elettriche della città, simbolo di un progresso che la affascina e la ispira. Poco distante, la coetanea Viola, orfana e ribelle, viene cresciuta nel palazzo Antivari Kechler, dove è a servizio la zia cuoca, e riceve le visite di un fantasma, una donna morta anni prima a Pola, che la aiuterà nei momenti di difficoltà. Le loro vite, così diverse, si intrecciano come i rami del Tagliamento in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. Insieme daranno vita a una società segreta femminile, le Viole di Udine, dedicata a proteggere e sostenere le donne in un’epoca in cui essere libere è un atto rivoluzionario.
Il tempo delle viole è un romanzo corale e potente che racconta la crescita di tre protagoniste indimenticabili tra amore, arte, lavoro e sorellanza. Un affresco storico e poetico, attraversato dalla forza della natura, dalla luce della conoscenza e dalla voce delle donne che, unite, cambiano il mondo.
Quando la Storia si fonde con la narrativa e la scrittura ci porta in un luogo, come il Friuli, in cui si respira bellezza, è come aprire uno scrigno colmo di pietre preziose. Elena Commessatti, nel suo romanzo “Il tempo delle viole”, edito Newton Compton, crea una sinfonia in cui personaggi storici realmente esistiti, accadimenti e arte si intrecciano alla vita di tre donne, di cui seguiamo i passi, le vicissitudini, amori e dolori che costellano il loro cammino.
Viola, Aurora e Bianca sono tre ragazzine quando le incontriamo, il trentuno dicembre del 1888, diverse nei colori delle chiome e degli occhi, nei tumulti del cuore, nel vissuto familiare. Eppure i loro cammini si fondono. Le vediamo crescere e sbocciare, diventare donne, sbagliare, amare e lottare. Sì, lottare. Perché questo romanzo si fonda sulla sorellanza, su quella forza che spinge a combattere non solo per sé stesse ma per il futuro e il presente di altre donne. È così che nascono le Viole di Udine: sorellanza che diventa forza per strappare condizioni di lavoro più accettabili, più umane per le lavoratrici.
“Era quel tipo di felicità unica e inebriante che provi quando realizzi che la tua voce conta e che puoi usarla per combattere e migliorare la tua vita. Era proprio questa felicità che attraversava il corteo e lo rendeva vibrante di speranza per il futuro, un futuro diverso.”
Elena Commessatti, con una prosa limpida e delicata, crea emozioni, fa scorrere le parole con lo stesso impeto del Tagliamento, che non è solo fiume, selvaggio, anarchico e poetico, ma è anche forza, ancora, impeto e coraggio per le nostre viole. Diventano quadri le descrizioni dei luoghi, accarezzati dalla penna dell’ autrice: Udine, Grado, Venezia e il piccolo Carpacco, scorrono davanti ai nostri occhi, ne percepiamo ogni bellezza e sfumatura, gemme incastonate in una narrazione in cui i luoghi e la natura sono protagonisti.
“La felicità diventa corpo se entri con gli occhi in uno spazio che non hai mai visto. E quel tratto del Tagliamento che si apriva allo sguardo dei quattro giovani profumava di inedito, di primigenio: era un paesaggio verde, mosso, profumato. L’acqua, fredda al tatto e brillante sotto il sole, sembrava prendersi le libertà che la natura consente, usandole a proprio piacimento per sedurre, dentro i vortici, gli inesperti.”
Ogni capitolo è introdotto da un trafiletto dei giornali dell’ epoca, la scrittura è ben curata, avvincente nei dialoghi e nello sviluppo, emozionante nell’ evoluzione dei sentimenti e molto evocativa nelle descrizioni. Ma sono le donne, e non solo le tre protagoniste principali, il motore di “Il tempo delle viole”: brillano e seducono il lettore, lo intrigano e commuovono, fanno sgorgare sentimenti di empatia, ammirazione e solidarietà.
Elena Commesatti ha dato vita a un romanzo che cattura, che toglie il fiato per l’intensità, e che ci dona il ritratto di donne incantevoli, forti e delicate assieme. Donne che sole sono un granello ma insieme, unite, smuovono una montagna. È stato affascinante entrare nel mondo delle filande, di cui conosciamo la bellezza della seta ma ne ignoriamo la fatica, il dolore fisico che richiede una tale meraviglia. Il periodo storico è ricco di significato: il mondo che si affaccia al moderno, con nuove scoperte capaci di creare vere e proprie rivoluzioni.
Seguiamo Aurora, Viola e Bianca nel loro percorso, spesso accidentato, nel loro legame saldo che diventa sostegno nei momenti più difficili, e con loro arriviamo agli inizi del 1900.
Ho amato la poetica con cui l’autrice ha dato vita ai colori, le suggestioni che è riuscita a creare e che hanno dato un tocco di eleganza e raffinatezza alla storia.
“Gli occhi color Tagliamento sono indimenticabili. Rimangono impressi come un fiume che scorre lento, ma inesorabile, verso una nuova vita e una nuova storia da scrivere.”
Assaporate la bellezza di questa storia, dei luoghi e dei personaggi che ci fa incontrare, magari con il sottofondo del brano di Elisa, Luce (Tramonti a Nord Est).

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.