Il sortilegio del trono di quercia
The robin on the oak throne
Fantasy romance
Newton Compton Editori
17 Giugno 2025
Ebook, Cartaceo
544
Dopo quanto ha saputo, Kierse McKenna è determinata a scoprire la verità sul suo passato. Così, in cambio di alcune informazioni, accetta un lavoro all’apparenza semplice: il furto di un bracciale di fattura goblin alla Regina delle Ninfe, nel suo palazzo. Qualcosa, però, va storto e la ragazza si trova a violare il patto tra uomini e mostri. Di nuovo. In suo soccorso, arriva Graves, colui che l’ha intrappolata, tradita e abbandonata a sé stessa. È il cattivo della storia, un mostro vestito di fascino e ombre. Incarna tutto ciò che Kierse non dovrebbe desiderare, e che tuttavia brama con tutto il cuore. Graves le offre il suo aiuto, ma, come suo solito, non fa nulla senza avere un tornaconto personale. E, infatti, propone alla sua ladruncola preferita una missione letale. Se Kierse accetterà, si troverà a fronteggiare i mostri più potenti in circolazione, incluso il nemico giurato di Graves: il Re Quercia. E questo per impossessarsi di un artefatto antico, che solo unendo le forze i due potranno recuperare. Kierse si trova dunque a un bivio: fidarsi del mostro che l’ha già messa in pericolo oppure voltargli le spalle senza guardarsi indietro? Scelta ardua, quando il mostro in questione è davvero irresistibile...
Una missione letale. Arcani misteri. Desideri fatali.
Incanto, amore, segreti: un romanzo imperdibile, in vetta alle classifiche di tutto il mondo.
“Il Sortilegio del Trono di Quercia” di K.A. Linde edito Newton Compton Editori è il secondo volume della saga di “The Robin on the Oak Throne”; il primo è “L’incanto della Biblioteca d’Agrifoglio”. Il libro è in copertina rigida con sovraccoperta e dotato di spray-edges che la richiamano. È suddiviso in settantaquattro capitoli, un interludio e i ringraziamenti. È scritto in terza persona con due punti di vista: quello di Kierse e quello di Graves. Il ritmo, come nel primo libro, è abbastanza lento e descrittivo. Questa caratteristica ha rallentato un po’ la lettura fino al finale, dove la cadenza sale alle stelle.
L’ambientazione si estende oltre New York, arrivando fino a Dublino e facendoci conoscere lo strano mercato Goblin con la sua frutta letale. Della copertina, molto bella e decorata, ho apprezzato particolarmente il riferimento ad un personaggio indicato dai pettirosso.
“Come se fosse la cosa più preziosa e stupefacente su cui avesse mai posato lo sguardo. Vide come il suo corpo significava un ritorno al paradiso dopo secoli di inferno. E capì che avrebbe anche dato fuoco al mondo intero pur di tenerla con sé.”
I Personaggi
In questo secondo capitolo ritroviamo i nostri protagonisti inizialmente distanti tra loro. La ricerca dei ricordi perduti spinge Kierse a rubare un gioiello alla Regina delle Ninfe, compito arduo che porta a termine grazie all’aiuto di Graves, cosciente della sua posizione dato che teneva i suoi spostamenti sotto controllo per proteggerla.
Da qui si riuniscono e assistiamo ad una crescita personale di entrambi che rafforza il loro rapporto e l’intensità delle emozioni, messe alla prova anche dal nemico naturale di Graves, Lorcan.
Quest’ultimo, avendo un legame con Kierse, cerca in tutti i modi, anche non corretti, di attrarla a sé. Lei, a sua volta, si trova tra due fuochi e il suo comportamento, in questo caso, non mi è dispiaciuto. Infatti è stata molto decisa nella sua scelta e l’ha portata avanti con tutta sé stessa.
Per quanto riguarda invece Genesis ed Ethan, i suoi amici di sempre, con la prima il rapporto si salda sempre di più, parallelamente al rafforzarsi della sua magia e alla sua crescita personale, pur rimanendo sempre la ragazza dolce e affabile che è sempre stata. Ethan, invece, inizialmente si perde abbastanza per colpa dell’addestramento da druido che sta eseguendo, però nel finale del libro capisce cosa è più importante per lui e torna a pensare con la propria testa, facendo la cosa giusta.
Altri personaggi che adoro sono Nate, il capo dei lupi mannari e Niamh il pettirosso di Lorcan, anche se la seconda ha avuto un momento di défaillance da cui si riprende in fretta, per fortuna. Oppure Rio e Vale, che sono due personaggi che compaiono poco ma che hanno catturato la mia attenzione.
“Poi, la porta si spalancò. Il vento eruttò verso l’esterno con una vampata, come quando il fuoco viene esposto a troppo ossigeno. Il tuono di un’esplosione rimbombò nella stanza. Le orecchie di Kierse iniziarono a fischiare, quando si voltò verso le porte divelte. E lì, come l’incarnazione della morte in un completo nero, stringendo tra le mani la Lancia di Lugh, apparve Graves.”
Finale a sorpresa
Il finale è azione pura. Si rivela un segreto tanto agognato da Kierse, che la mette in serio pericolo e le permette di capire ed utilizzare al meglio i suoi poteri. Inoltre, viene rivelata anche la vera natura di un personaggio che ho da sempre poco amato: Lorcan.
Infine, c’è stato un capitolo di pura sofferenza: non mi aspettavo assolutamente ciò che è successo e le sue dolorose conseguenze.