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Recensione: Il sorriso di Jesse di Angelique Jurd (Autore) e Alessia Esposito (Traduttore), Quixote Edizioni

Il sorriso di Jesse Book Cover Il sorriso di Jesse
Angelique Jurd
QLGBT contemporaneo
Quixote Edizioni
11 gennaio 2020
Cartaceo e eBook
471

Jesse Peterson ha ventisei anni e ama lavorare in un negozio di animali. Ama i gatti, i cani e in particolar modo Sniffles, il coniglio. Quello che non ama è il modo in cui le persone danno per scontato che sia ritardato. Che non riesca a occuparsi di se stesso, che non sia un uomo.
Perciò quando un nuovo cliente, venuto a comprare cibo per il suo gatto, gli chiede di uscire, Jesse fa fatica a capirne il motivo. Lui sa di non essere stupido, ma nessun altro sembra capirlo. La gente vede in lui solo un giovane attraente, il cui sorriso sembra la cosa più brillante che possiede.
Drew Oliver non è “le altre persone”. Insegnante di liceo con una storia di decisioni personali sbagliate, Drew è paziente, affettuoso, e non gli importa che Jesse sia diverso. Vuole solo farlo sorridere il più possibile.
Sembrano tutti avere un’opinione sulle differenze tra Drew e Jesse, e pochi sembrano notare le cose che hanno in comune. Può la loro relazione sopravvivere allo scrutinio e al giudizio di chiunque attorno a loro? E quando una delle pessime scelte di Drew torna dal passato, l’amore sarà sufficiente per aiutarli a sopravvivere a quello che succederà?

 

Jesse sa di non essere stupido. Né ritardato, e non importa ciò che dicono certe persone. Persone che pensano di essere normali. Non capisce le cose nel modo in cui le capiscono gli altri e a volte tutto diventa confuso, soprattutto se è sotto pressione, ma non equivale a essere stupidi.

È un libro “strano” per diversi motivi: è una storia m/m ma l’amore che si trova narrato in queste pagine è “incondizionato” e talmente innocente che possiamo definirlo l’Amore con la A maiuscola; è una storia complessa e per leggerlo e apprezzarlo bisogna avere una mente molto aperta e in ultimo bisogna approcciarsi alla scrittura di questa autrice con molta pazienza in quanto le frasi brevi, semplici e a volte molto ripetitive, che danno l’impressione di leggere un tema scritto da un bimbo della scuola primaria, inizialmente ti rendono la lettura pesante, quasi indigesta, poi piano piano si comincia a capirla, ad apprezzarla e a comprendere.
Ho terminato la lettura de “Il sorriso di Jesse” due giorni fa, i sentimenti che ho provato sono stati diversi, alcuni discordanti tra loro, e ho pertanto preferito attendere prima di scrivere questa recensione.
In primis posso dire che non è una storia semplice, anzi in alcuni passaggi è “dura” quasi crudele ma è una storia che ti fa commuovere.

 

«Non posso farci nulla se il mio cervello sa a che ora svegliarsi,» dice. Ci pensa per un momento. «Mi rende strano? Che il mio cervello lo faccia, voglio dire, quando non riesce neanche a ricordarsi come si legge un libro, ma sa quando svegliarsi senza sveglia. È strano?»

Jesse è un bel giovane, con seri problemi di salute (un leggero autismo, la sindrome di Mears-Irlen, dislessico) ma con molto coraggio, infatti è riuscito a essere indipendente: vive da solo in un appartamentino di proprietà, ha un lavoro che ama e che gli permette di stare a contatto con gli animali, e pur se con tristi risultati e riuscito in alcuni momenti ad avere un vita privata. L’unica cosa di cui si lamenta è la solitudine, vorrebbe avere qualcuno da amare e con cui trascorrere parte delle sue giornate ma, oltre ai suoi genitori e al signor Greenworld, proprietario del negozio di animali dove lavora Jesse, le uniche persone che lo hanno cercato sono stati senza scrupoli e una volta ottenuto quello che volevano (sesso) lo hanno malamente scaricato.
Drew, un apprezzato e affascinante professore, si imbatte per caso in Jesse e… ne resta folgorato. Il loro è un rapporto difficile, Drew deve cercare di capire le esigenze di Jesse e nel contempo deve combattere contro i timori che i genitori, da entrambe le parti, nutrono sul proseguo della loro storia.
Non mancano momenti tristi, momenti drammatici ma ci saranno anche dolcezza e amore oltre ad alcuni siparietti divertenti che mettono verve nella lettura grazie alla mancanza di filtri di Jesse che esprime con naturalezza a voce alta quello che sente con estremo candore provocando imbarazzo soprattutto in Drew.

Gli servono diversi tentativi per azzeccare le lettere e per far sì che dicano ciò che vuole dire, poi lo invia. Mi piace anche toccare cose dure. Dopo un istante, il telefono suona e sullo schermo appare una foto di Drew con Birba. AMICO! FILTRO!

Il libro contiene anche molte scene di sesso che inizialmente, a causa del linguaggio semplice utilizzato, possono dare anche “fastidio” ma proseguendo nella lettura si riesce a non esserne più infastiditi anzi si apprezza l’utilizzo di tali vocaboli nella descrizione dell’amplesso che trasuda solo di Amore puro.
Aprite la mente e il vostro cuore, provate a entrare in sintonia con Drew e Jesse. La loro storia è reale, è intensa, con pizzichi di malinconica ma è, soprattutto, la storia di un amore raro tra due uomini che solleticherà i vostri sentimenti e che vi trasmetterà una immensa dolcezza.

Quando si allontana, Drew viene premiato dalla cosa che preferisce al mondo, l’unica cosa che importa, ormai. Forse, pensa, l’unica cosa che abbia mai avuto importanza. Il sorriso di Jesse.

 

L’autrice neozelandese, Angelique Jurd, scrive storie d’amore contemporanee per gay (MM). Le sue storie sono emozionanti, sexy, amorevoli, con finali che scaldano il cuore. Angelique appartiene a tre gatti, tre bambini adulti, due computer e ad un ragazzo molto paziente. Quando non sta scrivendo (o imprecando contro il suo computer) le piacciono lo champagne freddo, il caffè caldo, il whisky pulito, il forte Springsteen e i fratelli Winchester che scalciano.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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