Il settimo bicchiere. L'eterno oblio
thriller
Edizioni Open
2021
cartaceo, ebook
27
Ellen è una giovane donna che, a seguito della morte del suo unico figlio, decide di togliersi la vita gettandosi da un ponte. L’incontro con Geremia, un misterioso e inquietante clochard di colore, cambierà le carte in tavola. Esiste un locale in cui è possibile bere fino a dimenticare, e non è solo un modo di dire. Ellen potrà veramente dimenticare ogni cosa, ma il prezzo da pagare sarà altissimo, perchè alla fine del bicchiere, ad attenderla, ci sarà abisso.
“Finiscono nel fuoco che mai si spegne. E bruciano e urlano e ancora urlano, bruciano… per l’eternità”
Ellen è una giovane donna che si trova a lottare contro la perdita del figlio, a causa di una macchina sbucata fuori all’improvviso e, da quel giorno, la sua vita non ha più senso. Per questo Ellen, decide di farla finita e decide che sia arrivato il momento di gettarsi da quel ponte. Ma un incontro “strano” con un clochard la farà cambiare idea, la condurrà in un posto a bere bourbon. Un posto dove dovrà bere per dimenticare ogni cosa. Ma Ellen non sa che alla fine si troverà ad affrontare l’abisso.

Avete mai bevuto per dimenticare?
Libro molto toccante.
Trama scorrevole ed intensa.
Si legge tutta d’un fiato, dato che la pagine sono veramente poche (una trentina), ma devo ammettere che hanno tutte il giusto contenuto.
Tutti noi, durante la nostra vita abbiamo avuto momenti di sconforto e forse tutti noi avremmo voluto agire come Ellen. Sicuramente l’autore vuol darci un messaggio forte mettendo il lettore nelle condizioni di dover stabilire quale sia la strada giusta da percorrere quando si è nell’oblio.
Lo stile è molto scorrevole; nonostante la minutezza della lettura, sussiste cura delle parole e delle descrizioni. Anche i personaggi, seppur sembra di conoscerli lapidariamente, hanno il loro profondo significato all’interno della narrazione.
E uno dei significati di cui, insieme, si fanno indirettamente portatori è, a mio parere, il monito a saper reagire, ad essere forti e a non farci abbattere dalla parte malvagia; anzi, è proprio nel dolore che occorre individuare, pur sempre, quello spiraglio di luce su cui tutto deve giocarsi.

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.